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Investire nelle aziende di telefonia?

del 27/08/2009
di FinanzaWorld staff
Storicamente in ogni crisi recessiva gli investitori 
si rivolgono verso i settori cosiddetti non ciclici: 
quindi aziende come Johnson&Johnson (NYSE:JNJ) o 
Coca-Cola (NYSE:KO). 

C'e' chi inserisce tra i settori anti ciclici anche le 
aziende della telefonia, in realta' non e' stato 
proprio cosi' negli ultimi mesi. 

Verizon (NYSE:VZ) ad esempio ha annunciato un calo 
dei profitti del 21% ed il licenziamento di 8000 
persone prima della fine dell'anno. 

Il fatto e' che la telefonia fissa sta affrontando 
grossi problemi strutturali e per molte aziende del 
settore la componente wireline e' ancora sostanziale. 

Chi ad esempio decidesse di acquistare azioni 
Verizon, comprerebbe il titolo di un'azienda che e' 
ancora per la meta' wireline e per i costi lo e' 
addirittura al 65%. 

Negli Stati Uniti i servizi telefonici tradizionali 
perdono mercato a favore di alternative come quelle 
fornite da  Time Warner Cable (NYSE:TWC) o Vonage 
(NYSE:VG). 

E Verizon e Vodafone (NYSE:VOD), uniti nella joint 
venture Verizon Wireless, gia' pensano che la 
telefonia di terza generazione sia troppo lenta e 
progettano il lancio di servizi 4G per il prossimo 
anno. 
Una buona notizia per i possessori di titoli di 
Alcatel-Lucent (NYSE:ALU) o LM Ericsson 
(NASDAQ:ERIC) che possiedono le infrastrutture per  
la costruzione della rete. 

Potrebbe avere senso guardare anche all'estero e 
rivolgersi non solo ai giganti Vodafone o Deutsche 
Telekom (NYSE:DT) ma anche a mercati con forte 
crescita del settore. 

Ad esempio Telefonica (NYSE:TEF) opera sul mercato 
brasiliano (oltre che in Spagna, Regno Unito, 
Germania e Messico) e nonostante la situazione macro 
economica, ha visto crescere il numero di clienti 
del 7.6% negli ultimi sei mesi. 
Non solo, i profitti sono cresciuti del 10.7% ed il 
free cash flow e' risultato positivo. 
Risultati sicuramente migliori dei rivali Vodafone, 
Sprint Nextel (NYSE:S) e Verizon. 

Chi e' riuscito a sorprendere e' stata China Mobile 
(NYSE:CHL), con un incremento del fatturato del 15.5% 
e dei profitti del 30%. 
E' anche riuscita ad aggiungere 7.3 milioni di 
utenti l'ultimo anno, arrivando ora ad oltre 547 
milioni di clienti, ossia il 70% del mercato cinese, 
surclassando la concorrente China Telecom (NYSE:CHA) 
che e' molto indietro con i suoi 28 milioni di 
clienti. 
I numeri sono stratosferici, basti pensare che China 
Mobile ha piu' utenti di colossi come Verizon 
Wireless, Sprint Nextel o At&T (NYSE:T).

O guardare a mercati alternativi con Cellcom Israel 
(NYSE:CEL) o Turkcell Iletisim Hizmetleri (NYSE:TKC), 
che ha un'ottima generazione di free cash flow e 
grandi prospettive di crescita non solo in Turchia, 
ma anche in Asia centrale ed est Europa. 

Quasi tutti questi titoli offrono allettanti 
dividendi, il problema e' qui capire quanto sicuri 
siano in caso di calo del fatturato. 

E' per questo che i due elementi primari 
nell'analisi di un'azienda telco sono il cash flow 
from operations e la crescita del numero di clienti. 

In realta' il settore e' abbastanza semplice da 
analizzare, infatti il business e' piuttosto semplice 
da comprendere ed e' abbastanza prevedibile, inoltre 
ha barriere d'ingresso alte, visto i costi di 
capitale e dei tangible assets, nell'ordine dei 
milioni di dollari. 
 
Tra i leader del gruppo, Vodafone sembra uscirne 
vincitrice: e' infatti quella che ha la giusta 
combinazione di vantaggi competitivi, buon bilancio 
e le prospettive di crescita migliori. 

Vodafone quota inoltre ad un ratio price/bookvalue 
intorno a 0.8, e' quindi considerata sottovalutata, 
offre un sostanzioso dividendo, che non intacca 
completamente il suo free cash flow e, sebbene abbia 
dovuto svalutare alcune acquisizioni effettuate, in 
particolare quelle in Turchia, e' pur sempre 
un'azienda capace di generare solidi profitti. 

Alla prossima settimana. 


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