Storicamente in ogni crisi recessiva gli investitori
si rivolgono verso i settori cosiddetti non ciclici:
quindi aziende come Johnson&Johnson (NYSE:JNJ) o
Coca-Cola (NYSE:KO).
C'e' chi inserisce tra i settori anti ciclici anche le
aziende della telefonia, in realta' non e' stato
proprio cosi' negli ultimi mesi.
Verizon (NYSE:VZ) ad esempio ha annunciato un calo
dei profitti del 21% ed il licenziamento di 8000
persone prima della fine dell'anno.
Il fatto e' che la telefonia fissa sta affrontando
grossi problemi strutturali e per molte aziende del
settore la componente wireline e' ancora sostanziale.
Chi ad esempio decidesse di acquistare azioni
Verizon, comprerebbe il titolo di un'azienda che e'
ancora per la meta' wireline e per i costi lo e'
addirittura al 65%.
Negli Stati Uniti i servizi telefonici tradizionali
perdono mercato a favore di alternative come quelle
fornite da Time Warner Cable (NYSE:TWC) o Vonage
(NYSE:VG).
E Verizon e Vodafone (NYSE:VOD), uniti nella joint
venture Verizon Wireless, gia' pensano che la
telefonia di terza generazione sia troppo lenta e
progettano il lancio di servizi 4G per il prossimo
anno.
Una buona notizia per i possessori di titoli di
Alcatel-Lucent (NYSE:ALU) o LM Ericsson
(NASDAQ:ERIC) che possiedono le infrastrutture per
la costruzione della rete.
Potrebbe avere senso guardare anche all'estero e
rivolgersi non solo ai giganti Vodafone o Deutsche
Telekom (NYSE:DT) ma anche a mercati con forte
crescita del settore.
Ad esempio Telefonica (NYSE:TEF) opera sul mercato
brasiliano (oltre che in Spagna, Regno Unito,
Germania e Messico) e nonostante la situazione macro
economica, ha visto crescere il numero di clienti
del 7.6% negli ultimi sei mesi.
Non solo, i profitti sono cresciuti del 10.7% ed il
free cash flow e' risultato positivo.
Risultati sicuramente migliori dei rivali Vodafone,
Sprint Nextel (NYSE:S) e Verizon.
Chi e' riuscito a sorprendere e' stata China Mobile
(NYSE:CHL), con un incremento del fatturato del 15.5%
e dei profitti del 30%.
E' anche riuscita ad aggiungere 7.3 milioni di
utenti l'ultimo anno, arrivando ora ad oltre 547
milioni di clienti, ossia il 70% del mercato cinese,
surclassando la concorrente China Telecom (NYSE:CHA)
che e' molto indietro con i suoi 28 milioni di
clienti.
I numeri sono stratosferici, basti pensare che China
Mobile ha piu' utenti di colossi come Verizon
Wireless, Sprint Nextel o At&T (NYSE:T).
O guardare a mercati alternativi con Cellcom Israel
(NYSE:CEL) o Turkcell Iletisim Hizmetleri (NYSE:TKC),
che ha un'ottima generazione di free cash flow e
grandi prospettive di crescita non solo in Turchia,
ma anche in Asia centrale ed est Europa.
Quasi tutti questi titoli offrono allettanti
dividendi, il problema e' qui capire quanto sicuri
siano in caso di calo del fatturato.
E' per questo che i due elementi primari
nell'analisi di un'azienda telco sono il cash flow
from operations e la crescita del numero di clienti.
In realta' il settore e' abbastanza semplice da
analizzare, infatti il business e' piuttosto semplice
da comprendere ed e' abbastanza prevedibile, inoltre
ha barriere d'ingresso alte, visto i costi di
capitale e dei tangible assets, nell'ordine dei
milioni di dollari.
Tra i leader del gruppo, Vodafone sembra uscirne
vincitrice: e' infatti quella che ha la giusta
combinazione di vantaggi competitivi, buon bilancio
e le prospettive di crescita migliori.
Vodafone quota inoltre ad un ratio price/bookvalue
intorno a 0.8, e' quindi considerata sottovalutata,
offre un sostanzioso dividendo, che non intacca
completamente il suo free cash flow e, sebbene abbia
dovuto svalutare alcune acquisizioni effettuate, in
particolare quelle in Turchia, e' pur sempre
un'azienda capace di generare solidi profitti.
Alla prossima settimana.