C'e' aria di convergenza nel mondo degli
smartphone: basti pensare all'alleanza stretta da
Intel (NASDAQ:INTC) con Nokia (NYSE:NOK), le nuove
idee di Google (NASDAQ:GOOG) e l'intenzione di Dell
(NASDAQ:DELL) di entrare in questo mercato.
In realta' cio' che gli utenti hanno dimostrato
essere il vero fattore determinante nel successo
degli smartphone e' la qualita' del software e
delle applicazioni disponibili.
Basta intuire quanto abbiano contribuito al
successo il servizio di mail per il BlackBerry o
l'iTunes App Store per l'iPhone o il sistema
operativo Symbian OS per Nokia.
Ormai il destino dei telefoni cellulari vecchio stile
e' segnato. Secondo i dati della Gartner (NYSE:IT), la
vendita di smartphone nell'ultimo anno e' stata in
crescita del 13% mentre c'e' stato un declino del 9%
della vendita di cellulari.
Apple (NASDAQ:AAPL) ha al momento la piattaforma
probabilmente migliore, con una miriade di
applicazioni disponibili.
Ma anche la risposta di Nokia, lo smartphone N97,
sta avendo un ottimo successo.
Sono in tanti a volere un fetta del mercato
dell'iPhone.
La settimana passata l'azienda produttrice del
BlackBerry, Research In Motion (NASDAQ:RIMM) ha
annunciato che presto sara' possibile utilizzare un
software compatibile con il sistema operativo del
Mac.
Nokia e' la leader di mercato nel mondo, detenendo
ben il 41% del totale degli smartphone venduti.
Mentre negli Stati Uniti l'azienda finlandese
detiene solo il 3% del mercato: qui e' Apple la
regina incontrastata, con il 27.1% del totale dei
dispositivi venduti.
In realta' il futuro degli smartphone e' ancora
tutto da vedere.
Ad esempio sebbene Research In Motion stia
realizzando dei BlackBerry con uno schermo piu'
grande, quasi tutti i produttori di PC, da Asus a
Lenovo passando per Dell stanno sostituendo i modem
interni con dispositivi radio di terza e quarta
generazione, avvicinando sempre di piu' il mondo dei
notebook a quello degli smartphone.
Anche il dispositivo di email del BlackBerry, uno
dei suoi punti di forza, potrebbe essere rimpiazzato
dall'utilizzo di Sharepoint della Microsoft
(NASDAQ:MSFT).
Inoltre la tecnologia della Research In Motion non
e' altrettanto flessibile ed estensibile, come lo
possono ora essere iPhone Os, WebOS o Android.
Palm (NASDAQ:PALM) ha ben capito che molti utenti
in realta' sono alla ricerca piu' che del design
innovativo di un software migliore.
Ed anche Nokia si muove in questa direzione: ha
infatti annunciato un accordo con Microsoft per la
realizzazione di una versione di Office per gli
smartphone della serie E.
La reazione degli investitori agli ultimi risultati
dell'azienda e' stato il classico esempio di buoni
risultati che contano meno delle previsioni per il
futuro.
E' vero che su base annua i profitti si sono piu'
che dimezzati ed il fatturato e' stato in calo del
25%, ma su base trimestrale il fatturato e'
cresciuto del 7% ed i profitti sono stati in crescita
del 50%.
Tuttavia il management ha annunciato riduzione dei
margini e crescita nulla per i prossimi trimestri
del 2009.
In realta' guardando bene nei dati di bilancio
possiamo vedere due segnali negativi: la crescita del
days sales outstanding e la differente velocita'
della variazione del fatturato rispetto a quella
degli accounts receivable.
Di entrambi abbiamo gia' discusso qui:
http://www.finanzaworld.it/content/read/9366/9366/individuare-i-segnali-negativi-terza-parte Nel caso di Nokia il calo degli accounts receivable
ha senso vista la congiuntura economica, ma il
fatturato e' calato in maniera decisamente non
proporzionale, indice del fatto che Nokia ha dovuto
non solo abbassare i prezzi di vendita dei propri
prodotti ma ha anche dovuto ritardare la richiesta
dei pagamenti.
Infatti in media i prodotti Nokia hanno subito un
ribasso del 16% dall'anno precedente.
Ma e' anche vero che il titolo in questo momento
sembra essere piuttosto a buon mercato, avendo fatto
molto peggio dell'indice di riferimento perdendo
oltre il 50% in un anno.
Nokia infatti quota ad un ratio P/E inferiore a 12,
pur avendo un ROE al 18%, un dividendo con un
rendimento del 3.8% ai prezzi attuali, basso
indebitamento e leadership di mercato.
Vedremo se i prossimi trimestri del 2009 vedranno la
crescita anche sul mercato americano e la ripresa
dei margini.