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Marr è il leader in Italia nella distribuzione
specializzata di prodotti per
la ristorazione.
Marr serve sia la ristorazione commerciale,
cioè ristoranti, alberghi, pizzerie, villaggi turistici,
sia la ristorazione collettiva come ospedali,
mense, scuole.
Il suo portafoglio prodotti è composto di
oltre 10.000 articoli
alimentari e da circa
8.000 articoli
non alimentari (stoviglie,
posate, tovaglie, ecc...).
La storia di Marr è vecchia di circa 35 anni,
periodo nel quale ha creato il suo vantaggio
competitivo costituita da una presenza
capillare, una buona efficienza logistica e
un assortimento davvero molto ampio.
Marr fa capo al gruppo Cremonini che
controlla quasi il 60% del gruppo ed è
stato determinante per lo sviluppo della
società, che ha notevolmente ampliato
la sua attività con l'ingresso, nel 1979,
di questo forte socio.
Dal punto di vista finanziario, la società
viene da quattro anni di moderata ma
continua crescita, con le vendite che
sono cresciute al ritmo dell'8,7% medio
annuo
e gli
utili del 9,3%.
Risultati economici in crescita, quindi,
una certa stabilità e un buon vantaggio
competitivo in Italia.
Un mix che potrebbe essere molto interessante
anche per il nostro servizio
In Borsa in Italia
dedicato
interamente alla Borsa Italiana, che in passato
ha scoperto titoli che hanno fatto performance
vicine al 100% e anche in questo 2009 sta
battendo l'indice di riferimento S&P/Mib.
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Vediamo però quali sono gli elementi negativi.
In primo luogo, abbiamo visto dai numeri
precedenti che la crescita è si buona e costante,
ma comunque non è molto elevata. In altri termini,
non possiamo aspettarci troppo da Marr in
termini di potenzialità future senza passare per
eventuali acquisizioni.
In secondo luogo, i margini sono molto bassi,
intorno al 3%. Così, eventuali cali di fatturato
possono presto erodere tutto il margine
positivo e portare la società in perdita.
C'è poi da segnalare che la posizione finanziaria
è solo di poco inferiore al capitale netto.
Questo significa che la solidità finanziaria non
è certo a rischio, ma non ci sono molti margini
per aumentare ancora il debito.
Infine, il fatturato del gruppo è concentrato
sostanzialmente in Italia, il che significa che
la società è molto legata alla congiuntura del
nostro paese e non coglie in alcun modo
(se non dal punto di vista degli approvvigionamenti)
le potenzialità che ci sono sui mercati internazionali.
Sebbene il business di riferimento sia comunque
piuttosto stabile e poco ciclico, è evidente che
il gruppo è molto legato all'economia del nostro
paese (che di certo non brilla come una delle
economie più dinamiche al mondo o in Europa).
Queste considerazioni ci spingono a non
inserire, per ora, il titolo Marr nel nostro
portafoglio, ma continuiamo comunque
a seguirlo per vedere eventuali miglioramenti
dal punto di vista dei margini e della
crescita.
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