Facebook e Twitter sono due servizi che stanno
diventando sempre piu' popolari. Per una qualsiasi
azienda entrambi hanno un gran potenziale come
strumenti di amplificazione del branding.
Facebook, cosi come MySpace e Linkedin e' un
servizio usato piu' per mettere in collegamento vari
utenti che per la pubblicazione online di contenuti.
Twitter invece permette di inviare e condividere
informazioni brevi, detti tweet, tra un gruppo di
utenti o un flusso di conversazioni.
Tutti questi servizi di social networking sfruttano
la stessa idea di base, ossia la creazione del
'network effect'.
La legge del network effect descritta dal pionere
della rete Ethernet, Bob Metcalfe, dice che il valore
di una comunicazione su rete e' proporzionale al
quadrato del numero di utenti connessi. Quindi
maggiore il numero di utenti maggiore il valore o i
vantaggi derivanti.
E' il network effect applicato al commercio
elettronico che ha permesso il successo di eBay
(NASDAQ:EBAY), Amazon (NASDAQ:AMZN) o Blue Nile
(NASDAQ:NILE).
Quindi un sito ad accesso gratuito che guadagni
dalla pubblicita' ha l'obbligo di dover portare
piu' gente possibile sul proprio sito. Facebook e
Twitter, ma anche MySpace sono finora riusciti a
farlo con successo.
Ci aveva gia' provato United Online (NASDAQ:UNTD)
con il suo Classmates.com, ma si era arenato essendo
un servizio premium e non del tutto aperto come poi
e' stato Facebook.
Se un social network e' in grado di creare valore
esponenzialmente alla crescita e' possibile che
Facebook possa produrre guadagni tali da non
passare inosservati a Microsoft (NASDAQ:MSFT), Google
(NASDAQ:GOOG), Yahoo (NASDAQ:YHOO) o IAC/Interactive
Corp (NASDAQ:IACI).
Del resto la stessa Google sta sviluppando delle
interfacce per creare social software, chiamate
FriendConnect e OpenSocial.
Ed anche tutti i grandi del settore consumer sono
per forza di cosa interessati a cio' che puo' essere
'social'.
E spesso si deve leggere tra le righe. Ad esempio
l'acquisto di Audible da parte di Amazon lo scorso
anno ha permesso anche l'accesso ad un vasto numero
di utenti di audio libri che condividono
informazioni sul portale dell'azienda.
O Starbucks (NASDAQ:SBUX) che usando gli strumenti
per il cloud computing (ne abbiamo discusso
nell'articolo della settimana passata) forniti da
Salesforce.com (NYSE:CRM) ha creato il portale 'My
Starbucks Idea' per comunicare con i propri clienti.
La domanda e' come riuscire a guadagnare da questi
servizi ?
La risposta e' al momento la pubblicita'.
Ogni pagina personale costituisce un' eccellente
fonte di informazioni.
Facebook infatti potrebbe determinare dalla mia
attivita' sul sito chi siano i miei amici, cosa mi
piace leggere, come passo il tempo libero e perfino
le mie scelte politiche e religiose.
E' chiaro che una tale mole di dati faccia gola ai
giganti del search, soprattutto a chi riesce a
monetizzare meglio le proprie ricerche. Quindi
Google, piuttosto che Yahoo o Microsoft.
Ma quanti degli utenti di Facebook o Twitter sono
davvero interessati alla pubblicita' proposta ?
Se, ad esempio, mentre scrivo apro la mia pagina
personale su Facebook, vedo comparire pubblicita'
per l'acquisto della divisa del Barcellona e uno
sconto su dei prodotti dimagranti.
E non sono due prodotti a cui potrei essere
interessato.
E' chiaro quindi che il successo di questo business
model legato alla pubblicita', dipendera'
soprattutto dalla qualita' dei processi in grado di
analizzare i dati degli utenti alla ricerca di
informazioni sensibili.
Sicuramente gli algoritmi miglioreranno con il
tempo, del resto l'opportunita' e' troppo ghiotta.
In realta' cio' che le aziende pubblicitarie cercano
e' un messaggio che venga presentato al momento
giusto, quando piu' potrebbe interessarci, infatti si
parla di real-time ad-delivery, settore in cui
potrebbe emergere Akamai (NASDAQ:AKAM), da cui
passa gran parte del traffico su Web.
Quanto puo' davvero valere Facebook ?
Basti pensare che Time Warner (NYSE:TWX) l'anno
passato ha pagato 850 milioni di dollari per Bebo,
un altro servizio di social networking, molto meno
noto di Facebook e Twitter.
E comunque Facebook e' gia' un business: e' infatti
un'azienda dove lavorano piu' di 700 persone, che
ha fatturato 300 milioni di dollari nel 2008 ed ha
una crescita stimata di utenti del 70% per il 2009.
Ad oggi, la stima di ogni facebook profile, la
pagina personale di ciascun utente, e' arrivata a 4
dollari.
Se poi da questa crescita sara' possibile guadagnare
e' ancora tutto da vedere. A questa domanda
proveremo a dare risposta la prossima settimana,
quando vedremo anche la valutazione di Twitter.