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Isagro č un operatore italiano attivo
nel business degli "agrofarmaci", cioč
sostanze per la difesa delle piante
dall'azione di malerbe, insetti e
parassiti.
Nata nel 1992 dal conferimento del
ramo d'azienda della Enichem Agricoltura
(a sua volta nata dalla fusione
delle divisioni agrochimiche di Montedison
ed Enichem), nel 1993 i manager del
gruppo realizzano un'operazione di
management buy-out sotto la guida
di Giorgio Basile.
Dai prima anni '90 ad oggi, la societą
persegue un notevole piano di sviluppo,
con partnership importanti con primari
operatori internazionali del settore
(quali, ad esempio, Bayer Cropscience,
Rohm & Haas e Sumitomo Chemical
Company). Procede inoltre con un piano
di acquisizioni che porta la societą ad
acquistare il ramo agrochimico di Caffaro
e dell'indiana RPG LifeScience.
In seguito, inizia la fase di sviluppo internazionale
con la costituzione di filiali operanti direttamente
nei diversi paesi. Nascono cosģ Isagro USA,
Isagro Japan, Isagro Brazil e altre decine
di filiali in sud America, Sud Africa e persino
una succursale a Cuba.
Oggi il gruppo presenta un importante
portafoglio prodotti, che vanno dagli
insetticidi ai funghicidi ed altri prodotti
simili.
La societą opera in un business molto
interessante che, peraltro, per diverso
tempo ha attirato l'attenzione degli operatori
e sicuramente continuerą a farlo in
futuro. Business interessanti come questo
sono sempre tenuti sotto controllo
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Questa societą č perņ tutt'altro che
priva di rischi. A fronte di un business
piuttosto interessante, i risultati economici
sono stati tutt'altro che positivi.
Negli ultimi cinque anni le vendite
sono state sostanzialmente stazionarie
e gli ultimi tre anni hanno visto bilanci
costantemente in perdita.
La societą č anche molto indebitata,
con un rapporto debito netto/equity
superiore a 2.
C'č da dire che le stime sono abbastanza
positive, con un EPS atteso a 0,4 euro
per azione per il 2010. Ai prezzi attuali,
il P/E del gruppo scenderebbe sotto quota
10. Ma per ora, appunto, queste restano
stime, mentre gli storici restano abbastanza
negativi.
Completa il quadro di incertezza la concorrenza,
composta da societą molto grandi, mentre Isagro
č una small cap peraltro piuttosto "sottile".
I nomi dei concorrenti sono Monsanto, Syngenta
e i rami agrochimici di diverse multinazionali
chimiche come Du Pont o Bayer. Ovviamente,
č immediata la differenza in termini di
risorse finanziarie, economie di scala, sinergie, ecc...
Fino ad ora questi aspetti non hanno pesato
tantissimo, ma il futuro č incerto e la posizione
di Isagro non č certo di leadership.
In definitiva, il gruppo si presenta interessante
in termini di business, ma ancora da verificare
in termini di risultati concreti e di capacitą
di sopravvivenza.
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