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In campo obbligazionario, un elemento
che spesso non viene immediatamente
compreso dagli investitori è la differenza
tra un ETF obbligazionario e un singolo
titolo.
Molti ritengono che i due investimenti
siano equivalenti ed abbiano lo stesso
profilo di rischio/rendimento, ma in realtà
questo è vero solo in parte.
E' ovvio che si tratta di due investimenti
che, se simili in quanto a caratteristiche
e durata,
reagiscono agli
stessi elementi.
Così, un BTP a 10 anni e un ETF obbligazionario
che investe in titoli di stato europei a 10 anni
saliranno di prezzo quando i tassi o l'inflazione
scendono e se il rating dei paesi migliora, mentre
scenderanno nei casi contrari. Tuttavia, nel lungo
termine il profilo di rischio/rendimento tende a
modificarsi.
Ad esempio, dopo 4 anni il nostro BTP
sarà un titolo con scadenza residua di
6 anni. Continuerà ancora a reagire agli
elementi prima visti, ma sarà meno reattivo.
E dopo 9 anni, il nostro BTP avrà durata
residua
di un solo anno. Quindi il suo comportamento
sarà simile a quello di un BOT a un anno.
Sarà poco reattivo a variazione di tassi ed
inflazione perché se l'emittente è solido
si sa già che a scadenza pagherà il suo
valore di rimborso.
Per un ETF obbligazionario, invece, non è
così. Un ETF che investe in obbligazioni a
10 anni, in ogni momento tenderà a mantenere
la duration del portafoglio. Semplificando
molto, dopo un anno avrà in portafoglio
titoli con durata residua di soli 9 anni. Li
venderà e comprerà nuovamente titoli a
10 anni (in realtà la sostituzione avviene
continuamente nel tempo, a seconda
degli intervalli di revisione del portafoglio).
E così periodo dopo periodo.
Quindi, in ogni momento l'ETF deterrà
sempre titoli a 10 anni e sarà sempre
esposto alle fluttuazioni che ci sono su
titoli di questo tipo.
E' anche ovvio che il titolo obbligazionario,
salvo i casi di default del'emittente, a scadenza
restituisce il capitale (più le cedole durante
la vita del prestito). L'ETF, invece, qualora
ci trovassimo di fronte ad un prolungato
mercato "Orso" sui titoli sottostanti, potrebbe
quotare sotto il prezzo di acquisto anche molti
anni dopo.
La differenza è banale, eppure molti investitori
non riesono a coglierla.
A lungo termine, si tratta di due investimenti
con caratteristiche diverse. L'ETF può essere
più rischioso dal punto di vista delle oscillazioni,
ma puo' anche rendere potenzialmente molto di
più.
Per contro, c'è anche il problema della diversificazione.
Se l'emittente del singolo titolo fa default, perdiamo
tutto, mentre l'ETF, detenendo titoli diversi, ha meno
problemi da questo punto di vista. Il default di
un singolo emittente pesa generalmente poco
sul fondo nel suo complesso.
Differenze fondamentali da comprendere. Tenetele
presenti quando scegliete i vostri investimenti
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