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Nell'ultima settimana c'è stata un'altra
tappa del processo di cui stiamo
parlando ormai da diverso tempo, cioè
il progressivo ripiegamento dei prezzi
dei titoli di stato. Processo di cui stiamo
parlando ormai dalla fine di ottobre
e novembre.
Un primo motivo, quello che abbiamo
discusso più volte, è l'eccessiva valutazione
raggiunta dei bond in quei mesi, quando
tutto il sistema finanziario sembrava
sull'orlo del collasso. Di questo ne
abbiamo ormai parlato continuamente
e non vogliamo tediarvi con una ripetizione.
Vogliamo invece soffermarci sul secondo
elemento che potrebbe guidare le quotazioni
dei bond statali verso il basso e cioè il
progressivo aumento del rischio sui debiti
sovrani.
Per fronteggiare la crisi, praticamente tutti
gli
stati occidentali
si sono impegnati in
costosi (e dubbi) piani di sostegno all'economia
e al sistema finanziario, non ultimo il ricorso
a nazionalizzazioni e iniezioni di capitale
nelle banche.
Tutto questo ha portato e porterà all'espansione
dei deficit
su livelli la cui sostenibilità nel tempo
potrebbe lasciare più di qualche dubbio.
I paesi anglosassoni, con USA e UK in testa,
sono quelli che forse vedranno peggiorare di più
il loro rapporto debito/PIL se si considerano
i livelli di partenza, ma anche la Germania vede
il rapporto deteriorarsi 8anche per il forte
calo del PIL) e nei paesi come ad esempio
l'Italia dove gli interventi non sono stati eccessivi,
beh le condizioni di partenza vedevano già un
rapporto molto alto.
Come dicevamo, questa settimana abbiamo
avuto le prime avvisaglie che qualcosa su
questo fronte sta emergendo. L'agenzia di
rating S&P ha infatti modificato l'outlook
sul Regno Unito, portandolo a "negativo"
da "stabile" e questo potrebbe preludere
alla perdita del rating massimo AAA.
Certo, va detto che le agenzie di rating sono
messe sotto accusa più di una volta ultimamente
e probabilmente a ragione, ma in ogni caso
questo è un segnale.
Poi, lasciando le agenzie di rating, troviamo le
parole di Bill Gross, che per certi versi puo'
essere considerato il Warren Buffett del
comparto obbligazionario. Secondo Gross,
non solo il Regno Unito, ma persino gli USA
potrebbero perdere la tripla A.
In ogni caso, prima delle agenzie di rating
e prima di Bill Gross (anche se crediamo
che quest'ultimo sia già ben posizionato con
il suo portafoglio) è il mercato a dire che
sui debiti sovrani c'è qualcosa che non va.
I tassi sui titoli a lungo termine, infatti,
continuano a crescere.
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