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Nelle ultime due edizioni di Analisi
Globale abbiamo trattato prima
dei miglioramenti, timidi a dire la veritā
ma comunque significativi, del quadro
macroeconomico, quindi la scorsa
settimana abbiamo visto come stanno
reagendo i mercati azionari.
Questa settimana vediamo invece come
si stanno muovendo i mercati obbligazionari
durante questa fase di moderato miglioramento.
Rispetto ad alcuni mesi fa, in particolare
rispetto a ottobre e novembre 2008, la
grande paura sembra essere passata. Allora,
ricordiamolo, c'era il rischio di implosione
delle grandi banche, AIG, il gigante
assicurativo americano, era sull'orlo del
baratro (e avrebbe avuto ripercussioni
inimmaginabili in tutto il mondo), si
parlava di iniziare a ritirare i soldi dalle
banche.
In quella situazione, i titoli di stato avevano
un grande appeal come rifugio sicuro. Perché
tutti sapevano che anche uno stato puo'
fallire, ma senza dubbio le opzioni e le leve
a disposizione di un governo o di un'intera
area economica (area euro, ad esempio) sono
maggiori rispetto a quelle di una singola
banca e di una singola impresa.
In quella situazione, all'interno del nostro
servizio FW Obbligazioni Italia & Euro
impostammo la nostra strategia per
il 2009 e, forse, anche per gli anni a venire.
Per la precisione, comprammo titoli corporate
mendre vendemmo titoli di stato.
Quello che fa Buffett e i value investor in
generale sull'azionario vale anche per l'obbligazionario.
Si compra quando tutti hanno paura, si vende
quando tutti sono entusiasti.
A fine 2008, tutti volevano titoli di stato. Per
noi era il momento di uscire. Al contrario, tutti
avevano paura dei titoli corporate. Basta pensare
che in quei giorni persino i titoli di un gigante
secolare come General Electric erano
trattati come spazzatura. Ma mentre su GE qualche
dubbio poteva anche essere legittimo perché
in fondo ha una divisione finanziaria molto rilevante,
c'erano comunque in circolazione molti titoli
industriali, con interessi nulli nel comparto
finanziario e con situazioni patrimoniali solide,
che pagano rendimenti molto interessanti.
Questo č quanto ed il resto č storia
del 2009. I titoli corporate hanno fatto
un rally molto buono mentre i titoli di
stato, sebbene non siano crollati, hanno
smesso di salire prima di iniziare una
moderata discesa. Il Bund future, un
benchmark obbligazionario dell'area
euro, ha superato quota 125 nei mesi
scorsi e poi ha iniziato a ripiegare e
stabilizzarsi. Attualmente quota sotto
123, il che significa comunque una perdita
di oltre un punto percentuale in conto
capitale (ricordiamo che stiamo parlando
di obbligazioni e non di azioni, quindi
un punto percentuale anche se non č
moltissimo č comunque una perdita
che non va sottovalutata).
Pertanto, in questo momento sono
i titoli corporate a fare meglio
nell'universo dei bond, insieme
ai
titoli "inflation-linked" di cui abbiamo
parlato giā nelle ultime settimane e
che sono un'altra parte della nostra
strategia obbligazionaria. Per contro,
i titoli di stato stanno un po' rifiatando.
Ovviamente, non tutte le obbligazioni
sono uguali e, anzi, serve un po' di
attenzione quando si scelgono i titoli
corporate per evitare le varie Cirio,
Enron, Lehman. I titoli che a nostro
avviso offrono le migliori combinazioni
"rischio-rendimento" li trovate all'interno del
nostro servizio premium FW Obbligazioni
Italia & Euro, che potete provare
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