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Buyback o dividendo?

del 23/04/2009
di FinanzaWorld staff
Abbiamo visto molte volte quanto sia importante 
la capacita' di generazione di free cash flow per 
un'azienda. 
Il free cash flow e' la cassa che non e' necessaria 
per l'operativita' o la crescita del business e 
l'azienda puo' decidere di restituirla agli 
investitori sotto forma di dividendo o di buyback. O 
piu' semplicemente di reinvestirla nel business 
stesso. 

Dopo anni di crescita economica molte aziende 
hanno una cassa solida e di fronte alla crisi 
stanno adottando strategie differenti. 
C'e chi sceglie di mantenere i soldi in cassa per 
poter meglio gestire le incertezze future, chi ha 
deciso di aumentare il dividendo ed altre che 
stanno invece procedendo a corposi buyback. 

Spesso la scelta tra dividendo e buyback dipende 
dalle tassazioni previste per quell'anno e quindi 
dalla contabilita'. 

Gli investitori sono continuamente alla ricerca 
di segnali che possano indicare se un titolo e' 
sottovalutato o meno e se sia il momento di 
acquistarlo. 
L'inizio di un programma di buyback e' solitamente 
ritenuto un segnale di acquisto perche' 
l'azienda crede che il prezzo del titolo sia 
sottovalutato. 

Non solo, se l'azienda acquista un certo numero 
di azioni, il numero totale sul mercato diminuira' 
ed i profitti per azione saranno maggiori. 
Inoltre il minor numero di azioni in circolo, 
riduce l'offerta sul mercato e potrebbe aiutare 
il prezzo a salire. 
Ed il buyback ha il vantaggio per l'azionista di 
non dover pagare le tasse sul dividendo. 

Molte le aziende che hanno annunciato piani di 
buyback negli ultimi mesi: Nike (NYSE:NKE), 
Oracle (NASDAQ:ORCL), Microsoft (NASDAQ:MSFT), 
Valero (NYSE:VLO), Cisco Systems (NASDAQ:CSCO), 
DuPont (NYSE:DD), Time Warner (NYSE:TWX) e 
Procter & Gamble (NYSE:PG) sono tra queste. 

Il buyback puo' essere effettuato in due modi, il 
piu' semplice e comune e' l'acquisto di azioni 
proprie sul mercato esattamente come farebbe 
un investitore privato. 
Oppure l'azienda puo' annunciare una cosiddetta 
'tender offer'. In questo caso gli azionisti devono 
proporre un prezzo a cui poter vendere le proprie 
azioni. Questa modalita' e' comunque molto meno 
frequente. 

Attenzione perche' sui soldi in cassa l'azienda 
riceverebbe comunque degli interessi. Quindi il 
buyback ha senso solo se e' prevista una crescita 
degli utili, altrimenti converrebbe mantenere la 
quota cash. 

Cosa cambia sui dati di bilancio ? Semplicemente 
per ogni azione acquistata c'e' un calo nel 
valore di cassa sul balance sheet. 


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La distribuzione tramite dividendo e' invece 
tipica delle aziende piu' mature, come 
Johnson & Johnson (NYSE:JNJ). 
Un'azienda che decide di distribuire un dividendo 
difficilmente non lo fara' negli anni successivi. 
Un buyback invece puo' avvenire ogni qual volta 
l'azienda ritiene di doverlo fare, senza l'obbligo 
che un dividendo comporta. 

Quindi mentre un dividendo offre una sorta di 
gratificazione momentanea, un buyback promette una 
maggior parte di profitti futuri. 

Un dividendo e' piu' un impegno a lungo termine: 
ben poche aziende vorranno eliminare o ridurre il 
dividendo, quindi e' piu' probabile che la quota di 
free cash flow distribuita tramite dividendo sia 
conservativa. 

Infatti quando il management sa che gli investitori 
si aspettano un pagamento regolare, e' possibile 
che tenda ad essere piu' prudente nelle decisioni 
che riguardano il business. 

Del resto il pagamento di dividendi costanti 
sembra essere una delle chiavi per il successo di 
un'azienda. Uno studio dimostra che nel periodo 
1972-2006, i titoli dell'indice S&P500 che non 
pagavano dividendi sono cresciuti del 4.1% all'anno, 
mentre i cosiddetti dividend payers del 10.1%. 
Ben 6 punti percentuali di differenza quindi. 

Il buyback ha comunque piu' senso del dividendo 
quando il titolo quota ad un buon sconto rispetto 
al valore intrinseco ed il potenziale ritorno 
sull'investimento e' maggiore di quanto l'azienda 
sarebbe capace di ottenere reinvestendo questo 
denaro. 

Dobbiamo quindi guardare al ROIC, o return on
invested capital. Se un'azienda ha un ROIC del 20%, 
che e' gia' un buon valore, e ritiene il titolo 
sottovalutato del 40% rispetto all'intrinsic value, 
allora il buyback e' sicuramente la scelta migliore. 
Ricordate il ROIC ? 
http://www.finanzaworld.it/content/read/9870/9870/il-roe-seconda-parte

E d'altra parte ci sono studi che dimostrano come 
le aziende che effettuano periodici buyback abbiano 
fatto meglio dell'indice di quasi il 3% in piu' 
per anno. 

La situazione ideale quindi sarebbe un'azienda che 
ripaga gli azionisti attuali con dividendi crescenti 
e coperti dal free cash flow. 
Ma anche gli azionisti futuri, con programmi di 
buyback appena il titolo quota a prezzi appetibili. 
Coca-Cola (NYSE:KO) e' una di queste aziende 
virtuose. 


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