Abbiamo visto molte volte quanto sia importante
la capacita' di generazione di free cash flow per
un'azienda.
Il free cash flow e' la cassa che non e' necessaria
per l'operativita' o la crescita del business e
l'azienda puo' decidere di restituirla agli
investitori sotto forma di dividendo o di buyback. O
piu' semplicemente di reinvestirla nel business
stesso.
Dopo anni di crescita economica molte aziende
hanno una cassa solida e di fronte alla crisi
stanno adottando strategie differenti.
C'e chi sceglie di mantenere i soldi in cassa per
poter meglio gestire le incertezze future, chi ha
deciso di aumentare il dividendo ed altre che
stanno invece procedendo a corposi buyback.
Spesso la scelta tra dividendo e buyback dipende
dalle tassazioni previste per quell'anno e quindi
dalla contabilita'.
Gli investitori sono continuamente alla ricerca
di segnali che possano indicare se un titolo e'
sottovalutato o meno e se sia il momento di
acquistarlo.
L'inizio di un programma di buyback e' solitamente
ritenuto un segnale di acquisto perche'
l'azienda crede che il prezzo del titolo sia
sottovalutato.
Non solo, se l'azienda acquista un certo numero
di azioni, il numero totale sul mercato diminuira'
ed i profitti per azione saranno maggiori.
Inoltre il minor numero di azioni in circolo,
riduce l'offerta sul mercato e potrebbe aiutare
il prezzo a salire.
Ed il buyback ha il vantaggio per l'azionista di
non dover pagare le tasse sul dividendo.
Molte le aziende che hanno annunciato piani di
buyback negli ultimi mesi: Nike (NYSE:NKE),
Oracle (NASDAQ:ORCL), Microsoft (NASDAQ:MSFT),
Valero (NYSE:VLO), Cisco Systems (NASDAQ:CSCO),
DuPont (NYSE:DD), Time Warner (NYSE:TWX) e
Procter & Gamble (NYSE:PG) sono tra queste.
Il buyback puo' essere effettuato in due modi, il
piu' semplice e comune e' l'acquisto di azioni
proprie sul mercato esattamente come farebbe
un investitore privato.
Oppure l'azienda puo' annunciare una cosiddetta
'tender offer'. In questo caso gli azionisti devono
proporre un prezzo a cui poter vendere le proprie
azioni. Questa modalita' e' comunque molto meno
frequente.
Attenzione perche' sui soldi in cassa l'azienda
riceverebbe comunque degli interessi. Quindi il
buyback ha senso solo se e' prevista una crescita
degli utili, altrimenti converrebbe mantenere la
quota cash.
Cosa cambia sui dati di bilancio ? Semplicemente
per ogni azione acquistata c'e' un calo nel
valore di cassa sul balance sheet.
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La distribuzione tramite dividendo e' invece
tipica delle aziende piu' mature, come
Johnson & Johnson (NYSE:JNJ).
Un'azienda che decide di distribuire un dividendo
difficilmente non lo fara' negli anni successivi.
Un buyback invece puo' avvenire ogni qual volta
l'azienda ritiene di doverlo fare, senza l'obbligo
che un dividendo comporta.
Quindi mentre un dividendo offre una sorta di
gratificazione momentanea, un buyback promette una
maggior parte di profitti futuri.
Un dividendo e' piu' un impegno a lungo termine:
ben poche aziende vorranno eliminare o ridurre il
dividendo, quindi e' piu' probabile che la quota di
free cash flow distribuita tramite dividendo sia
conservativa.
Infatti quando il management sa che gli investitori
si aspettano un pagamento regolare, e' possibile
che tenda ad essere piu' prudente nelle decisioni
che riguardano il business.
Del resto il pagamento di dividendi costanti
sembra essere una delle chiavi per il successo di
un'azienda. Uno studio dimostra che nel periodo
1972-2006, i titoli dell'indice S&P500 che non
pagavano dividendi sono cresciuti del 4.1% all'anno,
mentre i cosiddetti dividend payers del 10.1%.
Ben 6 punti percentuali di differenza quindi.
Il buyback ha comunque piu' senso del dividendo
quando il titolo quota ad un buon sconto rispetto
al valore intrinseco ed il potenziale ritorno
sull'investimento e' maggiore di quanto l'azienda
sarebbe capace di ottenere reinvestendo questo
denaro.
Dobbiamo quindi guardare al ROIC, o return on
invested capital. Se un'azienda ha un ROIC del 20%,
che e' gia' un buon valore, e ritiene il titolo
sottovalutato del 40% rispetto all'intrinsic value,
allora il buyback e' sicuramente la scelta migliore.
Ricordate il ROIC ?
http://www.finanzaworld.it/content/read/9870/9870/il-roe-seconda-parte
E d'altra parte ci sono studi che dimostrano come
le aziende che effettuano periodici buyback abbiano
fatto meglio dell'indice di quasi il 3% in piu'
per anno.
La situazione ideale quindi sarebbe un'azienda che
ripaga gli azionisti attuali con dividendi crescenti
e coperti dal free cash flow.
Ma anche gli azionisti futuri, con programmi di
buyback appena il titolo quota a prezzi appetibili.
Coca-Cola (NYSE:KO) e' una di queste aziende
virtuose.