Torniamo ad analizzare Altria Group (NYSE:MO),
dopo la discussione della settimana passata, che
potete rileggere qui:
http://www.finanzaworld.it/content/read/10258/altria
-group-bacco-tabacco-e-dividendiAbbiamo visto come il titolo sia stato storicamente
tra i migliori di tutto l'indice.
E' anche vero che l'azienda non e' la stessa di oggi,
dopo gli spinoff e quindi senza la crescita che potra'
avere la Philip Morris International (NYSE:PM) nei
mercati esteri.
Il titolo valuta ad un ratio P/E intorno a 7 ma ancora
migliore e' il ratio EV/fcf, che e' di 3.5.
Inoltre, il flusso di cassa operativo e' maggiore del
profitto netto.
E l'azienda restituisce agli investitori un dividendo
dell'8% ai prezzi attuali.
Il pagamento continuo e crescente di dividendi e' un
buon indicatore delle performance aziendali.
Infatti sebbene i numeri dei profitti possano essere
piu' o meno manipolati, grazie a tecniche e trucchi
che abbiamo gia' visto nelle passate analisi, un
dividendo e' invece un pagamento tangibile di denaro.
Tra l'altro Altria ha aumentato il dividendo tutti gli
anni nell'ultimo decennio.
Ma attenzione alle cospicue distribuzioni di dividendi:
non consigliamo di investire in un'azienda solo per il
suo rendimento.
Un alto dividendo indica un titolo che quota a bassi
prezzi e quindi poco considerato, per ragioni diverse,
dal mercato.
Ma un dividendo potrebbe non essere garantito per
sempre, o comunque il rendimento potrebbe
diminuire.
E' quindi necessario verificare che l'azienda abbia le
possibilita' di crescita del free cash flow, la fonte del
dividendo.
Del resto anche titoli, ora in grossa difficolta', come
Citigroup (NYSE:C) e Bank of America (NYSE:BAC)
hanno distribuito negli ultimi anni copiosi dividendi.
I CEO delle aziende sanno benissimo l'importanza di
un dividendo, e cosa ne indica la riduzione, tanto da
fare di tutto pur di continuare a retribuire gli
investitori, a rischio di nascondere eventuali problemi
nella struttura di capitale.
Quindi non basta il dividendo, ma la capacita' di pagare
il dividendo negli anni facendo crescere il business
sottostante.
Ed in questo Altria e' finora stata simile ad altri big di
Wall Street, come Johnson & Johnson (NYSE:JNJ)
o la stessa Kraft Foods (NYSE:KFT).
Sapete gia' che preferiamo titoli che generano grandi
quantita' di free cash flow, e quindi dopo aver
verificato la situazione di cassa, assicuriamoci che
l'azienda non stia pagando piu' di quanto in realta'
possa.
Il ratio da guardare in questo caso e' il payout ratio,
che non e' altro che la quantita' di profitti che viene
distribuita agli investitori sotto forma di dividendi.
Un valore molto basso indica che l'azienda reinveste
i profitti generati per la propria crescita; ma il ratio
costituisce anche un buon indice della stabilita'
futura del dividendo.
Non c'e' un valore preferibile del payout ratio valido
per tutte le aziende. Ad esempio titoli dalla buona
crescita tendono a non pagare alcun dividendo o
comunque hanno un rendimento piuttosto basso.
In generale sono preferibili titoli con valori massimi
del payout ratio del 60% per i titoli bancari, dell'80%
per il settore utilities e del 50% per titoli con una
buona crescita.
Il payout ratio di Altria e' di quasi il 90%. piuttosto
alto e quindi non e' un segnale positivo, perche'
rischia di limitare di molto la scelta di futuri
incrementi del dividendo.
La domanda da porsi e' pero' se i futuri profitti
saranno in grado di supportare i futuri pagamenti
di dividendi.
La risposta non e' facile, ben pochi avrebbero
predetto cio' che e' successo ad uno dei settori
maggiormente proficui riguardo ai dividendi, il
settore bancario.
Infatti un payout ratio cosi' alto sarebbe un
pericolo in caso di deterioramento dei profitti,
perche' il management dovrebbe a quel punto
decidere di tagliare l'importo del dividendo.
Seguendo il buon esempio dato dal management di
JPMorgan (NYSE:JPM) che ha deciso di decurtare
il dividendo del 87%, permettendo di consolidare la
situazione finanziaria ma magari scontentando molti
investitori.
Oppure l'azienda puo' scegliere di mantenere intatto
il dividendo portando il payout al 100% e oltre.
Ed in questo caso sarebbe anche peggio, perche'
vorrebbe dire bruciare le risorse di cassa
dell'azienda.
Ma attenzione, perche' il payout ratio viene calcolato
sui profitti ed in effetti sarebbe piu' corretto parlare
di earnings payout ratio.
Sappiamo pero' che il dato dei profitti puo' essere
manipolato per i piu' svariati motivi.
Introduciamo allora il free cash flow payout ratio,
ossia i dividendi per azione diviso per il free cash
flow per azione.
Questo dato e' molto piu' difficile da manipolare di
quello relativo ai profitti. Dobbiamo cercare aziende
che abbiano un volume di cassa tale da poter
mantenere il dividendo e poterlo anche alzare,
quindi con un free cash flow payout ratio
per lo meno inferiore all'80%.
E nel caso di Altria il ratio e' del 49%, un buon valore.
L'azienda e' in buona compagnia: infatti tra i titoli
dell'S&P500 con un dividendo superiore al 3%,
quasi la meta' ha un free cash flow payout ratio
inferiore all'80%.
Ma attenzione a titoli come Tiffany (NYSE:TIF) o
Nordstrom (NYSE:JWN) con valori davvero
molto elevati.
Il management ha anche deciso di sospendere il
consistente piano di acquisto di azioni proprie,
iniziato nel 2008, per poter avere maggiore
flessibilita' nell'acquisizione di UST in questo
scenario economico, senza che il rating sul debito
abbia impatti negativi. Tuttavia ne ha previsto
il ripristino nel 2010.
Dalla nostra analisi quindi Altria risulta essere
un'azienda con grossa forza commerciale e bassa
crescita, tanto da poter distribuire quasi tutti i
suoi profitti agli azionisti. Per quanto il dato in
se' sia un rischio, abbiamo visto come comunque
ci sia free cash flow in abbondanza per poter gestire
il pagamento senza troppi problemi.
Invece un segnale sicuramente negativo sarebbe
se l'azienda decidesse nei prossimi anni di tagliare
il dividendo e contemporaneamente di non
riprendere il piano di buyback, che indicherebbe
un deciso deterioramento della struttura di capitale.
Alla prossima settimana.