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Tra le società più penalizzate da questo
Bear Market sui listini ci sono sicuramente
quelle operanti in business piuttosto
ciclici, cioè business dove la domanda
è piuttosto correlata al ciclo economico.
Tra questi business c'è sicuramente quello
degli elettrodomestici, dove uno dei
principali player italiani ed europei
è Indesit.
Con sede a Fabriano (Ancona), Indesit
è il secondo produttore in Europa di
elettrodomestici ed il quinto al mondo.
Oltre agli stabilimenti presso la sede,
il gruppo ha unità produttive in
Polonia, Regno Unito, Turchia, Cina
e Russia ed opera con una gamma
piuttosto ampia di prodotti all'interno
del suo settore, producendo, con marchi
diversi, cucine, piani cottura, forni, lavatrici,
frigoriferi, lavastoviglie, ecc...
La società negli ultimi anni ha mostrato
una buona redditività e buone performance
economiche in genere.
Fino al 2007
il gruppo ha mantenuto una
certa stabilità di vendite ed utili, con un
buon ritorno sul capitale proprio (ROE),
una progressiva riduzione dell'indebitamento
e persino un buon free cash flow (cosa non
del tutto tipica per i business ciclici che spesso
sono ad alta intensità di capitale e debbono
reinvestire buona parte dei flussi di cassa
operativi). Tutto questo ha consentito di
erogare buoni dividendi.
In altri termini, fino al 2007 Indesit è
stata senza dubbio una buona storia
di successo e visto che ha quasi sempre
quotato multipli non eccessivamente
alti, per molto tempo è stata nella
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Purtroppo, dal 2007 in avanti, i risultati
hanno iniziato a raccontare un'altra
storia. Infatti, i titoli ciclici risentono
molto del ciclo sfavorevole ed Indesit
non sfugge a questa regola. Anzi, la
società ha sicuramente risentito moltissimo
della contrazione economica.
Infatti, nel solo 2008 l'utile per azione
è crollato quasi del 50%, passando da 1,028
euro a 0,543 euro. Nell'ultimo trimestre
del 2008, peraltro, la società è tornata
in perdita dopo diverso tempo. Anche
le vendite si sono ridotte del 10%. Per
avere un'idea della situazione, si pensi
che vendite ed utili per azione sono
tornati ai livelli del 2005. In questa
caduta, un aspetto positivo perlomeno
è dato dal fatto che le rimanenze
non sono cresciute molto e i crediti
verso clienti sono addirittura diminuiti,
segno che per il momento non sembrano
esserci problemi particolari nell'incasso
dei crediti. Entrambi gli elementi, comunque,
andranno monitorati nell'immediato futuro.
Ovviamente, questo ha anche portato
ad una contrazione dei cash flow e,
quel che è peggio, ad un aumento
dell'indebitamento. Il debito al netto
delle disponibilità di cassa è infatti
passato da 342 milioni di euro a
479 milioni, con un aumento
del 37%
in un solo anno. Il livello non è critico
in assoluto, perché è ancora solo
leggermente superiore al capitale
netto, ma è il ritmo a cui è cresciuto
che è preoccupante, soprattutto in un
periodo di contrazione del credito,
con la liquidità che è più che mai
importante.
Nell'immediato futuro, gli analisti
non si aspettano un grosso miglioramento.
Nel 2009 gli utili per azione sono
attesi nuovamente in contrazione, a
0,28 euro per azione. Si tratta di un'altra
riduzione quasi del 50% rispetto ai
livelli attuali e solo nel 2010 è prevista
una ripresa a 0,41 euro per azione,
livello comunque inferiore al 2008.
C'è da dire comunque che la società
ora è piuttosto interessante da monitorare.
E' sicuramente troppo presto e troppo
rischioso, ora, un investimento su di essa,
ma poiché il mercato ha penalizzato molto
il titolo, quando il nuovo ciclo economico
partirà Indesit potrebbe fare un turn around
sostanzioso.
Infatti, il peggioramento dei risultati economici
è stato accompagnato da un calo fortissimo
delle quotazioni.
Solo 12 mesi fa, il titolo quotava quasi 10 euro
per azione, mentre ora siamo a 2 euro. In
meno di 12 mesi, ha perso circa l'80% della
capitalizzazione.
Sulla base delle stime per il 2009,
Indesit quoterebbe comunque 10 volte
gli utili e ormai circa il 50% del proprio
capitale netto.
Valutazioni molto basse, giustificate dal
timore che il ciclo sfavorevole possa
peggiorare ulteriormente i risultati anche
oltre le previsioni. Ma se invece la società
riuscirà a centrare le stime e addirittura
fare meglio, allora le potenzialità di crescita
del titolo da questi valori molto depressi
dovrebbero essere notevoli.
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