Burlington Northern Santa Fe investire con Warren Buffett
del 19/02/2009
di FinanzaWorld staff
Burlington Northern Santa Fe (NYSE:BNI) e'
l'azienda creata nel 1995 dalla fusione tra la
Burlington Northern e la Santa Fe Pacific,
entrambe attive nel trasporto ferroviario.
BNI e' per fatturato il secondo operatore negli
USA, secondo solo a Union Pacific (NYSE:UNP)
e seguito a grande distanza da Norfolk Southern
(NYSE:NSC), CSX (NYSE:CSX), Canadian Pacific
Railway (NYSE:CP) ed altri.
Nella ricerca dei nostri investimenti, come sapete,
valutiamo con attenzione la presenza di barriere
di ingresso nel business.
In questo caso le barriere sono piuttosto alte: una
rete ferroviaria non e' facilmente costruibile ed
inoltre e' difficile pensare ad un'altra forma di
trasporto economica quanto quella su rotaie.
Indovinate chi e' il maggior azionista di BNI?
La Berkshire Hathaway (NYSE:BRK.A, BRK.B), la
societa' del noto azionista Warren Buffett, che
detiene il 22% del flottante.
A Buffett piace comprare titoli di aziende che hanno
alte barriere di ingresso alla concorrenza, posizioni
di mercato dominanti, ROIC in crescita e produzione
di flusso di cassa operativo costante.
Ricordate il ROIC ?
http://www.finanzaworld.it/content/read/9870/il-roe-seconda-parte
Da qui il suo investimento anche nelle concorrenti
di BNI, Norfolk Southern e Union Pacific, ma gli
stessi criteri di scelta sono stati usati per la
selezione di NRG Energy (NYSE:NRG) o
Coca-Cola (NYSE:KO).
La domanda a questo punto e' perche' investire su
una rete ferroviaria e perche' in questo momento?
Sebbene il trasporto di persone sia in costante
calo negli ultimi 100 anni, il trasporto di merci
continua invece a crescere da decenni.
Il settore e' stato a lungo poco considerato per
via degli alti costi di capitale e la bassa redditivita',
ma le ferrovie odierne sono molto differenti da
quelle di un tempo.
Ora sono completamente automatizzate a guidate
dalla tecnologia, l'uso di videocamere e sensori ottici
e' ormai pienamente diffuso e quindi anche
l'efficienza e' aumentata molto.
Tra l'altro dai dati del 2007 e 2008 risulta come
la maggior percentuale di materiale trasportato su
rotaie sia il carbone, di cui abbiamo visto proprio
qualche settimana fa come le previsioni di utilizzo
siano in forte crescita:
http://www.finanzaworld.it/content/read/10205/alliance-resource-il-carbone-come-alternativa
Anche la capacita' di trasporto e' aumentata molto.
Basti pensare che nel primo trimestre del 2008 BNI
ha trasportato 782 tonnellate di merce per ogni 4
litri (piu' o meno un gallone) di diesel, mentre in
media nel 1980 si riusciva a trasportare una
tonnellata di merce per sole 235 miglia.
La rete ferroviaria statunitense trasporta oltre il
40% dei beni nazionali, costituendo pero' solo il
13% dei totali costi di trasporto. Chiara quindi
l'efficienza rispetto ad altre forme di trasporto,
quella via terra tramite mezzi pesanti e quella
via mare.
Il treno quindi utilizza meno carburante per la
stessa distanza percorsa; e meno carburante vuol
dire anche minor inquinamento.
I risultati storici dell'azienda ci dicono che e'
riuscita dalla nascita, nel 1995, a triplicare il
fatturato ed il free cash flow, nonche' a mantenere
i debiti sotto la soglia critica del 25% degli asset.
Il fatturato di BNI deriva dal trasporto di prodotti
di consumo (33%), carbone (25%), prodotti agricoli
(20%) e prodotti industriali (22%).
Nell'ultimo trimestre i profitti sono cresciuti
del 20%, malgrado il volume medio dei trasporti su
rotaia sia calato del 15% rispetto all'anno
precedente.
E BNI non e' stata l'unica nel settore, anche Union
Pacific ha avuto buoni risultati. per la maggior parte
grazie all'ottimo controllo dei costi operativi e minore
prezzo del carburante.
Tuttavia il trasporto merci per via aerea e' calato in
dicembre del 22%. E questo potrebbe non essere un
buon segnale per il futuro per BNI.
L'azienda ha anche un'esposizione debitoria e costi
di capitale piuttosto alti e non potrebbe essere
altrimenti visto il settore.
E' quindi importante valutare il Return On Invested
Capital (ROIC), e quindi verificare che il ritorno sul
capitale sia maggiore del costo dello stesso capitale
per l'azienda.
Nel caso di BNI, il ROIC e' stato in crescita negli
ultimi anni, dal 6% del 2003 fino al quasi 11% del
2008.
Il valore non e' altissimo, ma si e' dimostrato finora
sufficiente per una generazione di free cash flow
tale da permettere il pagamento dei debiti,
mantenendo il rapporto debt/assets sempre sotto
il 25% negli ultimi anni.
BNI rappresenta un titolo cosiddetto difensivo, ma
vediamone la valutazione: il titolo quota 10 volte gli
utili e 15 volte il free cash flow del 2008.
Non e' quindi di certo economico.
Non la deve pensare cosi' pero' Warren Buffett, che
sta acquistando il titolo a piene mani:
http://finance.yahoo.com/q/it?s=BNI
Possibili catalizzatori sono l'aumento del costo del
petrolio e la ulteriore ripresa della domanda di
carbone, nonche' il package di stimolo all'economia
che sta per essere vagliato, che dovrebbe includere un
piano di rilancio delle infrastrutture, ferrovie incluse.
D'altra parte e' pero' possibile che Obama restringa
l'uso del carbone ed in quel caso BNI, ma anche le
altre concorrenti, vedrebbero diminuire le prospettive
di crescita.
Alla prossima settimana.
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