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Con le grosse difficoltà che le Borse
stanno sperimentando ormai da più
di un anno, è opportuno guardare a
titoli tendenzialmente poco rischiosi
o, comunque, con business stabili
e di dimensioni medio grandi.
Sul listino italiano, una società che
sicuramente possiede queste caratteristiche
è Finmeccanica, leader
italiano e player globale
del settore della difesa, dell'aeronautica e, in
misura minore, dell'impiantistica dell'energia
(tramite la controllata Ansaldo Energia).
Di Finmeccanica avevamo già
parlato in passato, prima però della
recente acquisizione della DRS technology
che ha modificato il profilo economico
e finanziario della società.
Vediamo quindi innanzitutto la situazione di
Finmeccanica precedentemente
a questa acquisizione.
Il gruppo, al trimestre chiuso al 30
settembre 2008, presentava un
utile per azione di 1,311 euro, che
ai prezzi attuali ci da un P/E di 8,47.
La società aveva anche un rapporto
debito/capitale netto intorno a 0,5,
non eccessivamente alto nell'ambito
di un settore ad alta intensità di capitale
come quello di Finmeccanica.
Completava la buona situazione del gruppo
i tassi di crescita storici piuttosto
elevati (negli ultimi due esercizi la crescita
media era stata del
+19% per il fatturato
e +10% per gli utili netti) e prospettive
interessanti (crescita delle vendite attesa
nei prossimi anni del 14% e crescita
attesa degli utili dell'11%).
Sotto molti punti di vista, una società
molto interessante e che aveva molti
dei canoni che cerchiamo nei titoli
che fanno parte del portafoglio di
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Questa era la situazione prima dell'acquisizione
del gruppo DRS, che ha cambiato non poco
l'assetto patrimoniale della società.
DRS è una società americana con business
affine a quello di Finmeccanica, operando
nel settore dell'elettronica per la difesa
tramite
fornitura di prodotti integrati, servizi
e supporto, molto bene inserita nell'esercito
e nella difesa americana, dei paesi alleati e
dei relativi "contractor",
dai quali riceve importanti
commesse.
L'acquisizione è stata piuttosto dispendiosa,
intorno ai 3,4 miliardi di euro, finanziata
con un mix di capitale proprio (tramite aumento
di capitale già avvenuto), capitale di debito
e cessione degli assets.
L'aumento di capitale ha coperto circa 1,2-1,3
miliardi di euro. Nelle ipotesi iniziali del management,
a seguito di questo aumento di capitale e della
futura cessione di alcuni assets, il nuovo debito
a carico della società dovrebbe essere poco
oltre il miliardo di dollari (e già sono state
effettuate due emissioni obbligazionarie per
un controvalore vicino a questo importo).
Il vero nuovo debito che finirà effettivamente
in capo a Finmeccanica
sarà evidente solo con
le prossime trimestrali e dipenderà anche dal
processo di dismissione degli assets. In ogni caso,
se anche le stime del management fossero rispettate,
questo vorrebbe dire una crescita del debito
vicina al 50%, a cui poi si deve aggiungere il
consolidamento del debito di DRS. Questo
vuol dire comunque un peggioramento non di
poco conto della struttura finanziaria del gruppo,
in un periodo dove essere liquidi e poco
indebitati è fondamentale.
Ovviamente, a fronte di questo c'è il
nuovo business di DRS che ora sarà
consolidato nei bilanci di Finmeccanica,
con notevole aumento di ricavi ed utili.
Il punto, ora, è se questo business sarà
sufficientemente redditizio da coprire
gli oneri aggiuntivi del nuovo debito
e permetterà, dopo aver ripagato lo stesso,
di ottenere un buon rendimento per gli
azionisti che già hanno dovuto subire la
"diluizione" del capitale, cosa non sempre
ben sopportata dalla Borsa che infatti
ha penalizzato non poco il titolo.
In particolare, circolano alcuni dubbi
sulla capacità dei governi di mantenere
gli attuali budget militari in un periodo
in cui si stanno impegnando in piani
di spesa enormi per rilanciare l'economia.
Per ora il business militare non ha risentito
molto, tanto che proprio recentemente
DRS ha ottenuto una nuova commessa
negli USA,
ma di certo per il futuro le incognite
non sono di poco conto. Proprio in questi
giorni, ad esempio, circolano voci
sul possibile stop o rallentamento di una
fornitura di elicotteri di Finmeccanica
(in partnership con Lockheed Martin)
verso la US Navy.
La società resta quindi interessante
e da seguire nei prossimi mesi, ma per
di valutare un potenziale acquisto sarà importante
vedere in primis quale sarà il vero impatto
dell'acquisizione sulla struttura patrimoniale
del gruppo, quindi vedere in che misura tale
acquisizione porterà un miglioramento nei
conti societari a livello reddituale e dei
cash flow.
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