NIKE Just do it ancora una volta
del 12/02/2009
di FinanzaWorld staff
Nike (NYSE:NKE) e' uno dei primi titoli a
venire in mente quando si parla di brand
internazionali e ben riconosciuti, nonche'
di big-cap di Wall Street.
L'azienda ha tutte le caratteristiche dei leader
che ricerchiamo per i nostri investimenti:
fatturato costante e prevedibile, ottimi risultati
negli anni e buona generazione di free cash flow.
Il brand e' diventato cosi' forte, conosciuto e
rispettato, da permettere a Nike di essere non
piu' solo un'azienda produttrice di scarpe sportive,
ma anche ormai di occhiali da sole ed attrezzatura
e abbigliamento sportivo di ogni genere.
E sappiamo che ha un brand con una buona
reputazione puo' anche permettersi prezzi di vendita
piu' alti. Tra l'altro il brand e' sicuramente di
caratura internazionale, infatti il fatturato estero
e' maggiore di quello interno gia' dal 2000.
Infatti ad oggi il 30% del fatturato deriva dall'area
EMEA (Europa e Medio Oriente) ed il 16% da
Asia ed Australia.
Nei 4 trimestri del 2008, malgrado la non facile
situazione macro economica, Nike e' riuscita a far
crescere fatturato (5.8%) ed utili (8%).
Ha inoltre generato 1.2 milioni di dollari in free cash
flow, di cui 450 milioni sono stati distribuiti agli
azionisti come dividendi (2.10% ai prezzi attuali).
Il dividendo, benche' non sia molto alto, e' in crescita
continua negli ultimi 5 anni.
Inoltre nell'ultima conference call il management ha
sottolineato l'obiettivo di ridurre le spese in SGA
(Selling, General and Administrative), necessarie
per mantenere la forza del brand, ma che ammontano
ad oltre il 30% del fatturato.
Il titolo sembra essere un porto tranquillo nei giorni di
alta volatilita'.
Infatti negli ultimi 3 anni, l'indice di correlazione tra
il titolo Nike ed il settore di riferimento, il Consumer
Discrectionary index, e' stato dello 0.01.
Cosa vuol dire ? Che il titolo non si e' mosso in linea con
il settore. Merito soprattutto della non dipendenza dal
fatturato
generato negli Stati Uniti.
Ed anche il beta, ossia la volatilita' rispetto all'indice
e' bassa (0.76), che non guasta in questa incerta
situazione dei mercati.
Malgrado tutte queste notizie positive il titolo ha
tuttavia perso il 22% nell'ultimo anno.
Ma il piano di buyback di 2.2 miliardi di azioni, che
terminera' l'anno prossimo, potrebbe anche fornire un
supporto in caso di ulteriore possibile discesa del titolo.
E' importante notare che pur essendo Nike una big-cap,
gli insider detengono oltre il 7% del flottante.
L'azienda ha un quick ratio di 2.11, valuta ad un ratio di
EV/fcf intorno a 23, ad un PEG sotto l'unita' e 11 volte
i profitti del prossimo anno, quindi e' considerata
liquida e correttamente valutata (anche se in realta'
non raggiungeva questa valutazione dal 1995).
Il quesito piu' importante da porsi con tutte le aziende
del settore e' se il valore dell'inventario e' in linea
con le vendite, o il generale calo dei consumi ha lasciato
i magazzini pieni di prodotti che non si vendono.
Verifichiamo i dati per Nike considerando la variazione
degli ultimi due trimestri:
http://finance.yahoo.com/q/is?s=NKE
Vediamo che il Total Revenue tra settembre 2008
e novembre 2008 subisce una variazione negativa del
15.5%.
Controlliamo ora la variazione dell'inventario per lo
stesso periodo:
http://finance.yahoo.com/q/bs?s=NKE
Qui vediamo invece una variazione negativa del 1.5%.
Quindi nell'ultimo trimestre, e rispetto al precedente,
il calo dell'inventario e delle vendite non sono andati di
pari passo. Non esattamente un segnale positivo (ma
che puo' essere dovuto a vari motivi) come avevamo
discusso qui:
http://www.finanzaworld.it/content/read/9302/individuare-i-segnali-negativi
Se invece confrontiamo i dati annuali del 2008 e del
2007, vedremo che non ci sono differenze significative.
Si tratta quindi di un problema momentaneo o di guai in
vista per i prossimi mesi ?
Indicativo in questo senso sara' verificare la variazione
anche nel prossimo trimestre.
E del resto Nike e' in buona compagnia: da Columbia
Sportswear (NASDAQ:COLM), alla piu' piccola Under
Armor (NYSE:UA) un po' tutte le aziende del settore
hanno sofferto problemi di inventario nell'ultimo
trimestre.
Solo Foot Locker (NYSE:FL) e' riuscita a far meglio,
mantenendo le vendite pressoche' costanti, ma
diminuendo l'inventario di quasi il 10%. Foot Locker
che tra l'altro quota ad un ratio EV/fcf intorno al 3,
quindi piuttosto basso per un'azienda con una crescita
prevista del 15% per i prossimi 5 anni. Ma qui il
problema sono i margini e la redditivita', troppo bassi
rispetto alla concorrenza.
Ma se la crisi puo' avere impatto sui risultati presenti,
potrebbe anche essere l'opportunita' per le aziende con il
brand piu' forte e disponibilita' di free cash flow (e Nike
e' tra queste) di mostrare la propria forza rispetto a
concorrenti di dimensioni piu' piccole.
Il settore e' infatti da qualche anno in consolidamento,
con fusioni ed acquisizioni che stanno riguardando anche
i big del settore. Infatti nel 2006 c'e' stato il matrimonio
tra Adidas (XETRA:ADSG) e Reebok , i primi due
concorrenti di Nike, e nel 2007 la stessa Nike ha acquisito
Umbro, per poter avere ancora piu' visibilita' nel mondo
del calcio.
Siamo quindi ora di fronte ad un quasi duopolio tra Nike
e Adidas-Reebok; resta da vedere se questo portera'
benefici ad entrambi o si ridurra' ad uno scontro di
prezzi come e' stato nel caso di altri duopoli importanti
in altri settori, come ad esempio quello tra AMD
(NYSE:AMD) e Intel (NASDAQ:INTC), oppure tra
Coca-Cola (NYSE:KO) e Pepsi (NYSE:PEP).
Alla prossima settimana
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