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Apple: la crescita inarrestabile

del 5/02/2009
di FinanzaWorld staff
Questa settimana analizziamo uno dei leader indiscussi
del settore tecnologico, l'azienda il cui prodotto di
punta e' risultato essere al primo posto per i brand
universalmente riconosciuti, parliamo di Apple
(NASDAQ:AAPL), ormai nota a tutti per cultura, strategia,
design innovativo ed attenzione al cliente.

Malgrado i venti di crisi, il modello di business di Apple
di vendere prodotti dall'alto margine di profitto
continua a funzionare.

I risultati dell'ultimo trimestre sono stati migliori
delle aspettative, con profitti di 1.78 $ per azione,
rispetto alle attese di 1.39$. Non c'e' stata grossa
crescita rispetto all'anno precedente, ma era il minimo
che ci si potesse aspettare in questo scenario
macro-economico.
Infatti il fatturato e' cresciuto del 5.8% ed il profitto
netto solo dell'1.5%.

E comunque il volume di vendita degli iPod e' stato in
crescita, ma se il profitto e' stato minore vuol dire che
in realta' si sono dovuti abbassare i prezzi di vendita.
Se poi sacrificare i profitti per guadagnare posizioni di
mercato sia una giusta strategia sara' tutto da vedere,
A tal proposito basterebbe chiedere informazioni a Nokia
(NYSE:NOK).

Le vendite dell'AppleTV sono invece triplicate ed in
questo caso la strategia di mercato e' inusuale per Apple
che, solitamente attende che un mercato sia gia' ben
definito per entrare con un prodotto di alto livello
(come nel caso dell'iPod o dell'iPhone).
L'accelerazione verso l'entertainment digitale  vede
quindi Apple ben posizionata, insieme agli altri possibili
vincitori come Netflix (NASDAQ:NFLX) e Tivo (NASDAQ:TIVO).

Le vendite dei notebook MacBook e MacBook Pro sono state
ottime, con una crescita del 34% rispetto all'anno
precedente.

La crescita delle vendite di Mac e' indicativa, perche'
significa che Apple sta ormai mangiando nello stesso
piatto di Microsoft (NASDA:MSFT).

Non tutte le notizie sono state positive. Il fatturato
medio per punto vendita e' stato di 7 milioni di dollari,
contro gli 8.5 milioni dell'anno passato dimostrando che
anche l’azienda di Cupertino non e' quindi immune alla
crisi del settore retailer.

Il margine lordo e' stato del 34.7%, un incremento del 4%
rispetto alle previsioni fornite dal management stesso.
Incremento dovuto in gran parte al minor costo delle
materie prime, ma anche ai piu' bassi prezzi di trasporto.

Apple continua a guadagnare fette di mercato in Francia,
Germania, Italia e Spagna.
E' chiaro quindi quanto i mercati internazionali siano
diventati sempre piu' importanti: e' stato proprio
all'estero che sono stati venduti piu’ iPod e Mac,
altrimenti nei soli Stati Uniti le vendite sarebbero
risultate piatte.

Il lancio dell'iPhone ha sicuramente obbligato gli altri
produttori come Motorola (NYSE:MOT), Samsung o Nokia  
a rivedere le proprie interfaccie utente.
Del resto la produzione di dispositivi mobili sempre piu'
complessi e' il maggior mercato di crescita anche per i
concorrenti Research In Motion (NASDAQ:RIMM) con il suo
BlackBerry, ma anche per le gia' citate Samsung e Nokia.

Ma se l'iPhone continuera' ad essere un successo, ne
beneficieranno non solo Apple, ma anche chi ne realizza i
dispositivi interni: ad esempio il microprocessore e' di
progettazione ARM Holdings (NASDAQ:ARMH) e prodotto da
Samsung, le memorie flash sono di Intel (NASDAQ:INTC),
altri componenti sono forniti da TriQuint (NASDAQ:TQNT) e
il motore per il multimedia e' di Infineon (NYSE:IFX).

Diamo un'occhiata ai dati di bilancio di Apple.
Il dato piu' importante sono sicuramente i soldi in cassa,
quasi 29$ in cash per azione.
Parliamo quindi di oltre il 30% della capitalizzazione.
Ed in questo in buona compagnia con aziende del calibro
di Electronic Arts (NASDAQ:ERTS) e Sun Microsystems
(NASDAQ:JAVA).

Il titolo quota a buoni prezzi, valuta infatti ad un
rapporto EV/Fcf di poco superiore alla decina, ma con
aspettative di crescita intorno al 15-18% l'anno per i
prossimi 5 anni.

Ci piace inoltre vedere il ratio EV/Fcf minore sia del
Return on equity (24%) che del Forward P/E (15.6).

Inoltre, nessun debito, 9.5 miliardi di dollari di free
cash flow negli ultimi 12 mesi e un valore di ROIC di
quasi il 20%.

Il margine lordo del 34% e' ottimo rispetto, ad esempio,
al 18% di Dell (NASDAQ:DELL) o al 25% di Hewlett-Packard
(NYSE:HPQ).

Apple potrebbe anche usare i soldi in cassa per
acquisizioni strategiche. Alcuni esempi: Sun Microsystems
(NASDAQ:JAVA) potrebbe essere utile per integrare il
sistema operativo Solaris, ma anche Java ed i server sui
dispositivi Apple.

Altrettanto strategica potrebbe essere l'acquisizione di
Limelight Networks (NASDAQ:LLNW), per il download di
brani
da iTunes o addirittura Netflix visto che entrambe
posseggono le infrastrutture necessarie per il video-on-
demand.
Oppure RealNetworks (NASDAQ:RNWK).

Ed in un futuro non troppo lontano, Apple potrebbe
anche andare a competere con le varie consolle
videoludiche, anche se il temporaneo sostituto di Steve
Jobs, Tim Cook, ha esplicitamente dichiarato che la
stategia di Apple e' di controllare le tecnologie
primarie che sono dietro i prodotti che l'azienda produce
e di non imbarcarsi in qualsiasi tipo di progetto
innovativo.

O magari potrebbe essere arrivato anche per Apple il
momento della distribuzione di un dividendo, come e' gia'
successo per Microsoft.

Essendo Apple un'azienda attiva nel settore retailer
dobbiamo anche verificare il cash conversion cycle (CCC).
Lo ricordate? Ne avevamo discusso qui:
http://www.finanzaworld.it/content/read/9366/9366/individuare-i-segnali-negativi-terza-parte

Il CCC rappresenta la velocita' con cui un'azienda riesce
a passare dalla materia prima al prodotto finito e
quindi all'avere nei propri conti il denaro ricavato
dalla vendita. Apple e' tra le pochissime aziende del
settore a poter vantare CCC negativo, indice di potere
commerciale nelle contrattazioni con i fornitori, basso
inventario e capacita' di ritardare i dovuti pagamenti
fino a 3 mesi.

Nei prossimi mesi vedremo se Apple confermera' le
capacita' di tenuta alla congiuntura economica.
Anche se la valutazione non e' proprio economica ed il
prezzo del titolo sembra essere profondamente legato alle
decisioni future di Steve Jobs, Apple non e' piu' la
small cap che ormai piu’ di venti anni fa, inizio' a
creare prodotti dal design innovativo e dalla forte
crescita, ma e' un'azienda molto piu' grande e che
probabilmente sara' in grado di resistere anche
all'uscita di scena del suo padre fondatore Steve Jobs.

Alla prossima settimana.

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