Alliance resource il carbone come alternativa
del 29/01/2009
di FinanzaWorld staff
Tra le materie prime che negli ultimi anni
sono cresciute a dismisura per poi ritornare
solo negli ultimi mesi a prezzi piu' bassi, c'e'
sicuramente anche il carbone.
Il prezzo della materia prima e' stato incredibilmente
volatile nel corso del 2008, arrivando a perdere fino
al 14% in un giorno.
Ed il settore e' stato sicuramente tra i piu' seguiti
tanto che si e' arrivati alla quotazione di un ETF
specifico: il Market Vectors Coal Etf (NYSE:KOL).
Puo' una fonte di energia come il carbone durare
ancora a lungo o ci sara' un veloce passaggio alla
produzione di energia elettrica tramite vento e sole ?
Sappiamo ormai che il nuovo presidente Obama e'
decisamente a favore delle energie alternative e
sicuramente una transizione avverra', ma
difficilmente potra' essere cosi' rapida come molti
auspicano, tanto che l'uso del carbone come
combustibile e' in realta' previsto in crescita fino
al 2030.
Sebbene il carbone sia una delle fonti energetiche piu'
inquinanti molte aziende sono al lavoro per rendere la
lavorazione del carbone piu' rispettosa dell'ambiente e
con una minore emissione di inquinanti.
Cattiva reputazione ben meritata del resto, essendo
la maggiore causa di emissione di diossido di carbonio
nell'atmosfera.
Tuttavia e' ancora molto usato, essendo economico
ed ancora disponibile in gran quantita'.
Infatti l'unica risorsa energetica piu' economica del
carbone in termini di kW/h e' il nucleare, che comunque
costituisce il 20% dell'energia prodotta in USA, mentre
il 50% dell'energia prodotta negli Stati Uniti deriva dal
carbone (ed oltre il 40% di quella mondiale).
China, Stati Uniti, Australia ed India sono i maggiori
produttori di carbone e non stupisce che i maggiori
consumatori siano Cina, Stati Uniti ed India, paesi tutti
chiaramente colpiti dalla recessione globale.
Tra l'altro il carbone e' anche usato nella produzione
dell'acciaio e nella lavorazione dell'alluminio, quindi
da aziende come Mechel (NYSE:MTL) o
ArcelorMittal (NYSE:MT).
Tra le aziende che si occupano dell'estrazione del
carbone, ve ne sono alcune interessanti come
Arch Coal (NYSE:ACI), Peabody Energy (NYSE:BTU) e
Alliance Resource Partners (NASDAQ:ARLP), quinto
produttore diretto di carbone negli Stati Uniti, e di cui
ci occuperemo oggi.
In quanto a dati di bilancio, il titolo sembra avere quasi
tutto cio' che cerchiamo in un investimento ideale:
free cash flow positivo, return on assets del 10%,
crescita prevista di utili e fatturato intorno al 20%,
profitto netto del 13%, insider che detengono il 44%
del flottante.
E nell'attesa che i prezzi del carbone tornino a salire
distribuisce ai suoi investitori un cospicuo dividendo, ai
prezzi attuali di oltre il 9%.
Anche se la valutazione, che dal punto di vista del
rapporto prezzo/utili puo' sembrare bassa intorno
al 6.5, non lo e' altrettanto se consideriamo il free
cash flow, visto che il titolo quota ad un ratio ev/fcf
intorno a 17.
Un fattore di rischio e' l'esposizione debitoria, che e'
piuttosto alta.
Come valutare la capacita' dell'azienda di mantenere
liquidita' sufficiente ?
Possiamo guardare al valore della cassa per azione
(cash per share) che deve essere in crescita, cosi' come
ci auspichiamo sia crescente il valore del flusso di cassa
operativo (operating cash flow) nel corso degli anni.
Oppure possiamo semplicemente considerare il current
ratio, (ossia gli asset divisi per le passivita'), che misura
la capacita' di un'azienda di ripagare i debiti ed i
pagamenti dovuti, almeno nel breve periodo.
Piu' il valore e' superiore all'unita', migliore la qualita'
dell'azienda.
Nel caso di Alliance Resource il current ratio e' di 2.9,
piu' che buono quindi. Ma attenzione, perche' il valore
era intorno a 4 fino al trimestre precedente ed e' calato
perche' la gestione del flusso di cassa non e' stata ottimale
ed infatti anche il cash per share e' diminuito
considerevolmente.
In realta' gia' il secondo trimestre era stato negativo,
con un calo del profitto netto del 7%.
In quanto ad operating cash flow invece Alliance
Resource e' sempre stata migliore delle concorrenti, come
Massey Energy (NYSE:MEE) o Arch Coal.
E' possibile una ripresa dei prezzi del carbone ai livelli
della primavera del 2008 ?
Per rispondere a questa domanda, torniamo allo scenario
che si prospettava un anno fa: prezzo del petrolio in
ascesa, domanda di acciaio e di energia elettrica in forte
crescita.
E' ancora possibile che tutto cio' si verifichi di nuovo ?
Probabilmente non a breve termine, ma nel medio periodo
e' piu' probabile una nuova spinta inflazionistica.
E a quel punto potrebbe beneficiarne anche Joy Global
(NYSE:JOYG), azienda produttrice di macchinari e servizi
necessari per l'estrazione sia del carbone che di altri minerali.
Comunque vista la volatilita' degli indici negli ultimi mesi,
Alliance Resource potrebbe offrire un po' di respiro,
infatti il beta e' di 0.66, quindi il titolo e' un terzo
meno volatile dell'indice.
Ma vedremo cosa accadra' con i risultati del quarter,
che verranno rilasciati in questi giorni.
Alla prossima settimana.
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