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Cisco, quando la rete diventa piattaforma

del 22/01/2009
di FinanzaWorld staff
La settimana passata l'ex gigante canadese
del networking  Nortel (NYSE:NT) ha dichiarato
lo stato di insolvenza.

Da notare che l'azienda nel 2000 aveva
una capitalizzazione di oltre 100 miliardi di
dollari e quotava intorno ai mille dollari
per azione !

Chi potrebbe beneficiare dall'uscita di scena
di Nortel ?

Sicuramente le aziende concorrenti,
Alcatel-Lucent (NYSE:ALU), Juniper (NASDAQ:
JNPR), Riverbed (NASDAQ:RVBD) ma la piu'
accreditata sembra essere Cisco (NASDAQ:CSCO).

Cisco e' produttore di router, switcher, PBX,
sistemi di videoconferenza e molto altro, con
una reputazione costruita negli anni, di essere
la migliore e la piu' affidabile, controllando quasi
il 25% del mercato della sicurezza della rete
ed il 60% del mercato dei router.

I prodotti di Cisco sono necessari ormai
praticamente per ogni azienda, un po' come
e' stato in passato per i prodotti Microsoft
(NASDAQ:MSFT).

Nel corso degli anni sia start-up che aziende
dai fatturati miliardari hanno provato a metterne
a rischio la leadership, ma con scarsi risultati,
infatti Cisco e' riuscita a mantenere
ampi margini su quasi tutti i suoi prodotti.

Inoltre e' un'azienda con una storia di successo
nelle acquisizioni.

Tuttavia vista la riduzione della capacita' di
spesa, nel 2009 la competizione tra le aziende
dell'IT sara' ancora piu' forte.
Infatti per quanto Cisco sia il leader di mercato,
in un momento di crisi e' difficile trovare le
giuste ragioni per cambiare la propria rete o
per effettuare l'upgrade al nuovo router.

Tra l'altro il sistema bancario, pesantemente
coivolto nella crisi, con la sua complessa struttura
IT e' tra i maggiori clienti di Cisco.

Anche se l'azienda ha gia' dimostrato negli anni,
e soprattutto durante lo scoppio della bolla
dot-com del 2001, di poter resistere agli alti e
bassi del mercato, e di sapersi velocemente
adattare ai cambiamenti.

Il CEO John Chambers e' gia' passato indenne
negli ultimi venti anni da altri periodi di crisi,
almeno quattro, e ogni volta e' riuscito a
guadagnare fette di mercato.

Ed ha confermato l'obiettivo di crescita del
fatturato tra il 12% ed il 17% per i prossimi anni.

Del resto la crisi non sembra avere effetti per
tutte le aziende del settore, ad esempio Hewlett-
Packard (NYSE:HPQ) ha addirittura annunciato
una crescita degli utili per il prossimo trimestre.

Anche per questo l'azienda punta sullo sviluppo
di nuove nicchie di mercato, come il DVV
(digital video delivery) e i cosiddetti blade server,
ossia server in grado di occupare
molto meno spazio di quelli standard.
Blade server che tra l'altro dovrebbero usare
dei meccanismi di virtualizzazione, in grado di
aumentare l'effettiva disponibilita' di risorse.
E a tal proposito non dovrebbe sorprendere piu' di
tanto, un accordo nei prossimi mesi tra Cisco e
VMWare (NYSE:VMW).

Inoltre all'inizio del mese l'azienda ha fatto il suo
ingresso nel mondo dell'home entertainment,
presentando al mercato il suo nuovo sistema audio
senza fili, un nuovo passo quindi verso la convergenza
di sistemi differenti.

L'entrata di Cisco nell'elettronica di consumo e'
strategica essenzialmente per due motivi.
Primo, i sistemi di videoconferenza
stanno diventando sempre piu' popolari e stanno
facendo il loro ingresso anche nelle case. Inoltre, i
contenuti digitali, che siano film, musica o altro
richiedono banda larga e una infrastruttura di
rete in grado si supportarla.
Cisco quindi potrebbe diventare un'altra
Microsoft ed un buon sistema di networking
potrebbe essere cio' che permettera' di avere tutto
il contenuto on-demand che da tempo ormai
viene annunciato.

Inoltre sappiamo che il nuovo presidente
americano Obama puntera' molto su una
maggiore attenzione sulle risorse energetiche,
nonche' ad un minor consumo. Nel lungo
termine, questo potrebbe essere solo l'inizio
di un boom di sistemi di videoconferenza.

L'azienda ha anche tanti punti di forza: un
ottimo bilancio, e' profittevole e quota ad una
buona valutazione.
Ha pochi debiti, infatti il rapporto debt/equity
e' 0.196, e soprattutto la cassa e' molto superiore
al totale dei debiti.
Anche i valori del Return on Asset e del Return
on Equity sono buoni, rispettivamente del 10%
e 23%.  

Il ratio EV/FCF ci dice che il titolo quota ad
un valore d'azienda valutato 10 volte il free
cash flow, con stime di crescita superiori al 10%
annuo per i prossimi 5 anni.

Inoltre il valore del flusso di cassa operativo e'
decisamente maggiore del profitto netto, indice
quindi di una ottima gestione operativa. Ne avevamo
gia' discusso qui:
http://www.finanzaworld.it/content/read/9337/9337/individuare-i-segnali-negativi-seconda-parte

L'ultimo trimestre e' stato positivo, con una
crescita del fatturato dell'8%, ma le previsioni
per questo trimeste sono negative.
Gli analisti infatti prevedono un calo del
fatturato intorno al 5% e addirittura un calo
dei profitti intorno al 20%.

Ma in quanto a capacita' di generare free cash
flow Cisco e' tra le aziende migliori, ed in questo
molto simile ad altri giganti come Oracle (NASDAQ:
ORCL) o Pfizer (NYSE:PFE).

Quindi mentre tante aziende soffrono la stretta
creditizia, Cisco ha il vantaggio di poter guardare
lo scorrere della crisi con una buona dose di soldi
in cassa.

Avere soldi in cassa, l'abbiamo detto piu' volte,
e' sicuramente un punto di forza. Ma perfino,
se escludiamo la cassa dalla nostra valutazione e
consideriamo il rapporto EV/EBIT vedremo che la
valutazione e' buona, intorno a 9.
L'EBIT, per chi non lo ricordasse, non e' altro
che l'acronimo di earnings before interest and taxes.

Vedremo cosa accadra' con la prossima trimestrale,
attesa nei primi giorni di Febbraio.

Tra l'altro le comunicazioni trimestrali ed annuali
di Cisco sono sempre piuttosto interessanti perche'
il Ceo Chamber mantiene sempre una visione di
lungo periodo, che aiuta a mantenere la calma
in periodi di turbolenza.

Alla prossima settimana.

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