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di FinanzaWorld staff

Investire nelle aziende farmaceutiche: l'esempio Glaxo SmithKline - parte seconda

del 8/01/2009
di FinanzaWorld staff
Come molte delle aziende analizzate nelle
ultime settimane Glaxo SmithKline (NYSE:GSK)
ha la generazione di cassa tra i suoi punti di forza.

Il bilancio mostra quasi dieci miliardi in cassa ed
investimenti a breve termine. Valori molto alti anche
quelli di altri concorrenti come Johnson&Johnson
(NYSE:JNJ) e Wyeth (NYSE:WYE). Per non parlare
dei 26 miliardi di dollari di Pfizer (NYSE:PFE).

Qualcuno obiettera' che troppa cassa possa essere
un problema se non utilizzata a dovere, ma nella
situazione attuale dove il credito potrebbe non venire
concesso con molta facilita' potrebbe essere piu'
difficile per le aziende sfruttare le diverse
opportunita' di crescita.
 
Noi quindi continuiamo a preferire aziende ricche
in cassa e con pochi debiti (Glaxo invece pur avendo
molta cassa ha una situazione debitoria abbastanza
elevata).

Questa cassa deve essere spesa in qualche modo:
acquisizioni, acquisto azioni proprie, dividendi o
pagamento dei debiti.

Tuttavia la strada migliore, in un momento di tassi di
interesse ai minimi storici, sembra proprio essere
quella delle acquisizioni.

E' un momento di grandi rischi e altrettante
opportunita'. In questo momento del mercato poter
disporre di una notevole quantita' di cassa e' molto
importante, perche' come abbiamo visto molte aziende
farmaceutiche quotano a prezzi economici, e potrebbe
essere il momento di acquisti e fusioni.

E potenziali aziende da acquisire ce ne sono, visto che
l'associazione che raggruppa le aziende del settore si
e' rivolta a Washington per richiedere di far parte del
piano di bailout varato dal nuovo governo americano.

Non di certo per le aziende con profitti e cassa come Pfizer
o Amgen (NASDAQ:AMGN), quanto per altre meno ricche,
come Exelixis (NASDAQ:EXEL), che potrebbero quindi
anche essere acquisite.

Proprio quello che Johnson&Johnson ha gia' iniziato a fare,
acquistando in poche settimane Mentor e Omrix
Biopharmaceuticals.

E le acquisizioni dovranno essere mirate, scegliendo le
aziende che hanno maggiori probabilita' di produrre
farmaci innovativi e rivolti al maggior numero di persone.

Cassa che potrebbe anche essere utilizzata per
collaborazioni di marketing, in particolare con le aziende
con farmaci importanti che hanno gia' accordi distributivi
con partner differenti.

Glaxo lo ha gia' fatto negli ultimi anni con 16 aziende
diverse tra cui Alnylam Pharmaceuticals (NASDAQ:ALNY)
o Isis Pharmaceuticals (NASDAQ:ISIS).

I profitti dell'ultimo trimestre sono stati in crescita
del 4%, al di sotto delle attese.
Una delle ragioni e' stata la forza del dollaro nell'ultimo
semestre. L'azienda infatti genera una consistente parte
del fatturato all'estero, e finche' il dollaro era debole
i risultati erano stati migliori.

Sono tre le strategie comuni per i prossimi anni dettate
da praticamente tutte le grandi aziende del settore:
andare all'attacco dei mercati emergenti (e Glaxo
SmithKline non e' da meno), produrre piu' vaccini e
taglio dei costi.

La produzione di vaccini e' uno dei trend emergenti
del settore, infatti nel 2007 la crescita per Glaxo e'
stata del 20%, ma addirittura del 57% per Novartis
(NYSE:NVS) e del 126% per Merck (NYSE:MRK).

Inoltre i tempi di approvazione sono piu' rapidi e la
competizione e' minore.
E infatti Glaxo ha 24 nuovi vaccini in fase di test, di
cui 7 nell'ultima fase prima dell'approvazione finale,
un potenziale catalizzatore nel lungo termine quindi.

Riguardo il taglio dei costi, l'azienda ha iniziato una
riduzione del personale nonche' delle spese di marketing.
Non e' sola, perche' anche Pfizer e Wyeth si sono
mosse nella stessa direzione.

Quindi se la scadenza dei brevetti portera' ad una
riduzione della crescita del fatturato i margini operativi
dovrebbero migliorare considerevolmente grazie a
controllo dei costi e sinergie commerciali.

Una cattiva notizia e' arrivata all'inizio di Dicembre
dall'ente americano che controlla il rilascio dei medicinali,
la Food and Drug Administration.
Ha proposto un meeting dove verra' discussa la possibile
eliminazione dal mercato dei medicinali Serevent e Advair,
utilizzati per la cura dell'asma.
Il problema e' rilevante per Glaxo, perche' Advair e' uno
dei prodotti piu' venduti dell'azienda, anche se oltre la
meta' delle vendite avviene al di fuori degli Stati Uniti
e quindi non verrebbero influenzate dalle decisioni della FDA.

Il problema per gli investitori nel titolo e' la mancanza
di un chiaro catalizzatore per il 2009, che non sia la sola
valutazione.
Un catalizzatore per il 2009 potrebbe essere la decisione della
FDA riguardo il vaccino per il tumore al collo dell'utero,
chiamato Cervarix e gia' utilizzato in Europa, destinato ad
una grossa fetta di mercato tanto grande da attirare le
mire di Novartis e AstraZeneca (NYSE:AZN), che stanno
acquisendo aziende per poter entrare in questo stesso
mercato.

Ma nell'attesa del catalizzatore gli investirori si potranno
accontentare del corposo dividendo del 5.3% ai prezzi
attuali, anche questo in linea con i concorrenti maggiori
tutti intorno al 5%. Solo Pfizer si distingue con un dividendo
intorno al 7%. Una curiosita': proprio quest'anno per la prima
volta negli ultimi 40 anni, Pfizer ha deciso di non incrementare
il dividendo rispetto all'anno precedente.

Alla prossima settimana.


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