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Investire nelle aziende farmaceutiche: l'esempio Glaxo SmithKline - parte prima

del 31/12/2008
di FinanzaWorld staff
Glaxo SmithKline (NYSE:GSK) e' un'azienda farmaceutica
inglese attiva nella produzione e commercializzazione
di farmaci e trattamenti farmacologici per la cura di
malattie di vario tipo.

Esempi di medicinali prodotti dall'azienda sono Avandia,
Advair, Paxil, Entereg, Tykerb. E non manca il
concorrente del Viagra (prodotto dalla Pfizer
(NYSE:PFE), Levitra coprodotto
da Glaxo, Schering-Plough (NYSE:SGP) e Bayer.  

Non stiamo quindi parlando di un'azienda piccola, ma
sicuramente di una big cap, uno dei giganti di Wall
Street, con una capitalizzazione di 92 miliardi di
dollari.

Il titolo quindi e' anche piu' stabile rispetto ai
movimenti medi del mercato.
Tra l'altro e' il settore in generale ad essere
piuttosto stabile in questi momenti di turbolenza,
infatti dalla rivale Amgen (NASDAQ:AMGN), alla
decisamente piu' piccola micro-cap
Maxygen (NASDAQ:MAXY), sono tante le aziende del settore
con beta inferiore a 1.

Insomma sembrano essere tornati di moda i cosiddetti
titoli difensivi come quelli farmaceutici ma anche
quelli legati
al settore alimentare come come Pepsi (NYSE:PEP) o
General Mills (NYSE:GIS).  

L'idea di fondo e' semplice: nei momenti di recessione
continuera' comunque il consumo di beni ormai
considerati di primaria necessita' e di uso comune,
nonche' di medicinali.

Ma se la strategia ha funzionato nei precedenti periodi
di crisi economica siamo sicuri che sara' cosi anche
questa volta ?
E' pur vero che questi titoli hanno beta minore del
mercato,
ma sono pur sempre in calo ed anche abbastanza
consistente.
Se infatti andiamo ad esaminare la prestazione da inizio
anno dei singoli settori considerati difensivi vedremmo
che l'indice delle utilities e' giu' del 30%,il
farmaceutico in calo del 20% la grande distribuzione
perde oltre il 30%.
Da Coca-Cola (NYSE:KO) a Merck (NYSE:MRK) sono tutti in
sofferenza.

Inoltre investire nel settore farmaceutico comporta
anche dei rischi in piu', si deve sempre considerare il
rischio di un ritardo inaspettato nell'approvazione del
medicinale ed e' quindi necessario valutare che impatto
il ritardo possa avere sui risultati dell'azienda.

Le prestazioni dei titoli del settore sono stati
piuttosto insoddisfacenti negli ultimi anni. Se
prendiamo la capitalizzazione totale delle 20 aziende
piu' grandi, il valore e' oggi molto minore di quanto lo
fosse nel 2000.

E Glaxo quota ora ad un ratio P/E intorno a 10, mentre
la media degli ultimi 5 anni e' stata di 16.

Un po' tutte le aziende hanno dovuto passare anni
difficili.
Per Pfizer il problema e' stato il puntare troppo sui
suoi prodotti di punta, le cosiddette blockbuster drugs,
e poco sulla ricerca e sviluppo di nuovi farmaci,
venendosi cosi' a trovare al momento con un solo
medicinale in lista di approvazione e molti brevetti
prossimi alla scadenza.

Uno studio americano riporta che le aziende
farmaceutiche perderanno 140 miliardi di dollari di
fatturato entro il 2016 per la scadenza dei brevetti sui
medicinali.

E sicuramente alcuni dei farmaci cosiddetti blockbuster,
come Lipitor della Pfizer, Plavix della Sanofi-Aventis
(NYSE:SNY) o Advair della Glaxo vedranno un grosso calo
delle vendite alla scadenza dei rispettivi brevetti.

Come investire quindi in un'azienda farmaceutica ?
Ci sono fondamentalmente due strade, la prima e' di
scegliere le aziende che hanno il maggior numero di
farmaci in sviluppo magari in phase 3.
Ci sono infatti tre fasi di test clinici perche' un
farmaco venga approvato dalla FDA e l'ultimo
passo, detto appunto phase 3, e' anche quello della
durata maggiore.

L'altra alternativa e' selezionare le aziende con il
prodotto potenzialmente piu' innovativo o che potrebbe
interessare il maggior numero di persone.
Ma in entrambi i casi sarebbe necessaria una competenza
del settore non indifferente visto che solo un farmaco
su 5 di quelli sottoposti ai test clinici ottiene
l'approvazione finale.

Oppure si puo' scegliere tra le aziende gia'
consolidate, quelle in grado di crescere tramite
acquisizioni, in grado di comprare le aziende che
sviluppano i farmaci piu' promettenti.

E se il settore e' per forza di cose tra i piu'
dispendiosi quando si tratta di ricerca e sviluppo,
d'altra parte la produttivita' della ricerca e' in
declino perche' sempre meno medicinali vengono approvati
e sono davvero pochi quelli che riescono ad essere dei
cosiddetti blockbuster.

Anche Glaxo sta investendo molto in ricerca e sviluppo e
in particolare nel settore delle cellule staminali,
cosi' come sta accadendo per la rivale Pfizer
(NYSE:PFE).
Per entrambe la mossa e' opportuna, per Pfizer quasi
obbligatoria, trovandosi di fronte all'aggressiva
competizione dei farmaci generici per il suo prodotto di
punta Lipitor, da qui la ricerca verso nuovi settori.

Un altro fattore di rischio e' l'aumentata concorrenza
da parte dei produttori di farmaci generici.
Il problema e' che molti dei medicinali che Glaxo vende
negli Stati Uniti soffrono di una maggiore competizione
da parte dei farmaci generici, con una riduzione di
quasi il 50% del fatturato generato con alcuni farmaci
importanti come Lamictal o Wellbutrin.

Ad esempio, Teva Pharamceuticals (NASDAQ:TEVA), produce
i farmaci generici dei corrispondenti del Lamictal e
WellButrin XL prodotti da Glaxo, con ottimi risultati e
infatti il titolo ha perso solo il 10% dall'inizio
dell'anno.

Visto il numero di rischi perche' investire in
un'azienda di questo tipo ?
Perche' in questo momento le piu' grandi aziende
farmaceutiche sono ricche di soldi in cassa che
potrebbero essere utilizzate per vari scopi funzionali
alla crescita.

E questo lo vedremo la prossima settimana.



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