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Diverse volte, sia all'interno di
Analisi Globale che delle altre
newslettere free e premium di
Finanza World, abbiamo trattato
l'importanza dell'Asset Allocation.
Quando i mercati azionari crescono
continuamente e con poca volatilità,
come eravamo abituati negli ultimi
quattro anni circa, l'importanza
di una divisione dei propri risparmi
tra diverse classi di investimento non
salta immediatamente all'occhio.
Gli investitori vedono le azioni, cioè
la classe di investimento che indubbiamente
rende di più nel lungo periodo, crescere
bene e senza grosse oscillazioni e
considerano gli altri tipi di investimenti
degli sprechi. In queste fasi, l'aspetto
psicologico tutto sommato non fa
danni eccessivi perché le oscillazioni,
che pur ci sono, sono piuttosto basse
e sopportabili dall'investitore medio.
Il problema, invece, emerge quando
i mercati scendono pesantemente
come in questo 2008. E' in questo
tipo di mercati che uno guarda i
propri investimenti azionari e li
vede scendere. Ogni giorno, ogni
mese, spera sia quello buono per
il rimbalzo, ma il rimbalzo non arriva.
E nelle fasi finali spesso c'è anche la beffa.
Esausto, l'investitore liquida tutto
proprio prima che l'Orso finisca
ed inizi un nuovo Toro.
Questo è dovuto sicuramente alla
mancanza di ottica di lungo periodo,
ma anche alla mancanza di una buona
asset allocation.
Dividere i propri risparmi tra azioni
ed obbligazioni, non solo permette
di sopportare meglio le oscillazioni
azionarie, ma anche di preservare
il capitale per amentare poi le proprie
azioni.
Facciamo un esempio prendendo
come riferimento del mercato azionario
l'indice italiano. Chi quest'anno avesse
avuto un portafoglio al 100% azionario,
oggi, da inizio anno, perderebbe circa
il 50%. Poiché sempre in questo
2008 un indice obbligazionario di
titoli a 5 anni ha reso mediamente
intorno al 9%, chi ha un portafoglio
60% azioni e 40% obbligazioni
avrebbe ottenuto un rendimento
globale del -26% circa. Già molto
meglio del -50% di prima. Chi
poi avesse avuto un profilo estremamente
prudenziale con un'allocazione 30%
azioni e 70% obbligazioni, oggi
realizzerebbe circa il -8%. Ancora
meglio.
Oltre al rendimento assoluto, c'è anche
da notare come la sopportazione
psicologica della perdita sia diversa.
Chi sta vedendo il proprio portafoglio
che si è dimezzando ha più probabilità
di commettere errori rispetto a chi ha
perso solo il 26% o meglio l'8%.
Certo, c'è il rovescio della medaglia,
cioè che quando il mercato ripartirà
un 100% di azioni permetterà di cogliere
in pieno il rialzo.
Ma ancora, ripetiamo, è molto
probabile che chi fino a ieri aveva il
100% in azioni si trovi stremato
psicologicamente da questo mercato
e domani, quando partirà il rialzo,
avrà liquidato tutte le proprie azioni
e non prenderà nulla o quasi del nuovo
Toro, o peggio troverà coraggio solo
dopo qualche anno, quando saremo
agli sgoccioli del rialzo stesso.
Quale è la morale di questa newslettera?
La stessa che ripetiamo da sempre: dividere
i propri risparmi tra azioni ed obbligazioni
(e anche il cash) è fondamentale per
percorrere la Maratona con tranquillità. Le
proporzioni secondo cui fare la ripartizione
dipendono dal profilo di rischio e, eventualmente,
dall'età.
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in azioni che in obbligazioni potete
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