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Il settore del fashion retailer

del 20/11/2008
di FinanzaWorld staff
Le grandi aziende del settore abbigliamento
sembrano essere tra le piu' colpite dalla
recessione dei consumi in atto.

Non solo, la crisi finanziaria e' arrivata al settore
delle carte di credito e qualcuno si vedra' ridotte
le linee di credito sulle propria carte Visa (NYSE:V)
o Mastercard (NYSE:MA).

A quanto sembra il numero di acquisti si e' molto
ridotto, la maggior parte delle aziende nel settore
del fashion retailer stanno soffrendo di calo delle
vendite, comps negativi e riduzione dei margini.

Viste le preoccupazioni sulle capacita' di spesa
anche per il 2009, sembra quindi logico che i titoli
del settore retail siano tra i piu' depressi nei
mercati finanziari.

E' ancora il momento di scappare da questi titoli ?
Forse non del tutto, ci sono infatti tra questi
alcuni che sono in zona 'value' ed altri
che gli investitori farebbero meglio ad evitare.

Cosi' non sembra essere finora per Guess? (NYSE:GES), che
ha avuto una crescita dei profitti decisamente
migliore delle aspettative fino all'ultimo trimestre,
aumentando anche del 25% il dividendo rispetto
all'anno precedente.

L'azienda ha una forte presenza internazionale ed
i piani del management sono abbastanza conservativi:
nessun sacrificio in termini di profitti o cash flow
per la crescita futura.

Negli ultimi anni la crescita e' stata molto
forte, con fatturato e margini in accelerazione
e quindi anche profitti sempre piu' alti.

I ratio pero' non contano molto quando le
prospettive future sono in calo.

Vedremo cosa accadra' con i risultati della prossima
trimestrale.

Del resto se tutto il settore e' a rischio, alcune
aree sembrano essere piu' sensibili.

Un'area particolarmente in calo e' quella dedicata
all'abbigliamento per donne non piu' giovani,
con alcuni titoli come Chico's (NYSE:CHS) e
Coldwater Creek (NASDAQ:CWTR) che hanno perso
davvero molto dai massimi.

Del resto sembra normale che persone di eta' piu'
matura, in un contesto di crisi economica, siano
piu' attente alle spese rispetto al consumatore
medio di un negozio Guess, rivolto ad una clientela
giovane.

Altri come Gap (NYSE:GPS) e Hot Topic (NASDAQ:HOTT) sono
ormai da anni alle prese con un turnaround che,
se non e' riuscito nei momenti di consumo eccessivo
difficilmente avverra' ora.

Chico's invece quota a 1.90$ dollari per azione
pur avendo un book value di oltre 5$.

Qui il problema e' la perdita a doppia cifra in
uno dei parametri piu' utilizzati per le valutazioni
nel settore, ossia i same store sales (anche detto 'comps').

Cosa sono i comps e cosa rappresentano?

Ogni mese aziende come Chico's, Costco (NASDAQ:COST),
Wal-Mart (NYSE:WMT), Gap  comunicano un dato
che rappresenta la crescita  delle vendite per i negozi
con almeno un anno di vita,  ed e' un parametro molto
importante per tutte le aziende retailer, soprattutto
quelle nel mondo nella moda.

Molte sono le spiegazioni plausibili per un calo
delle vendite.

Il brand potrebbe non essere piu' forte come prima
o si potrebbe essere in una fase di recessione o piu'
semplicemente vanno rivisti i prezzi.
Di sicuro rappresenta un problema che va investigato.

Quello che puo' essere preoccupante piu' che un
singolo mese con dati delle vendite in calo e' un
trend negativo, soprattutto quando i concorrenti
sono invece in trend positivo.

Nel caso di Chico's il mix di rallentamento delle
vendite abbinato a diminuzione intorno al 15% dei comps
e' stato determinante.

Tuttavia l'azienda riesce ancora a generare profitti,
i soldi in cassa sono addirittura incrementati
l'anno passato ed il free cash flow e' stato positivo
finora nei primi sei mesi dell'anno.

Certo la fiducia del CEO dell'azienda, che ha acquistato
azioni per un milione di dollari quando quotava intorno ai
10$, non e' decisamente la stessa degli investitori.

La domanda degli investitori e' la solita.
Siamo di fronte ad un value o una value trap ?

Di certo le variabili macro economiche avranno ancora
piu' effetto sulle aziende che hanno gia' problemi,
come Gap o Coldwater Creek.

Le due aziende hanno gia' iniziato un programma
di turnaround. Ma se il taglio dei costi e un  inventario
sotto controllo possono aiutare, le aziende restano
pur sempre a rischio se non riescono ad incrementare
il fatturato per punto vendita (senza dover ricorrere
a promozioni o svendite eccessive).

Altre potrebbero non sopravvivere affatto a questa
crisi. The Talbot's (NYSE:TLB), ad esempio, con un
quick ratio di 0.7 e' al momento decisamente a
rischio.

Ricordiamo la formula per il calcolo del quick ratio:
quick ratio = (assets - inventories) / liabilites

e serve per determinare se l'azienda ha liquidita'
sufficiente per l'operativita' immediata.

Il valore medio varia da settore a settore, ma
in generale un valore sotto 1.0 costituisce un
segnale di allarme, soprattutto quando il fatturato
ed il margine netto sono in calo. Come nel caso
di Talbot's.

Ma anche Aeropostale, che pur senza debiti e con
free cash flow positivo, ha un quick ratio di 0.59.

Tuttavia i movimenti irrazionali a breve termine del
mercato possono presentare delle opportunita' per gli
investitori piu' pazienti.

E come sempre, sara' chi ha piu' soldi in cassa
che sara' capace di resistere anche ai momenti
negativi del mercato. Quindi anche in questo settore
e' piu' che mai valido il detto 'cash is king'.

Ad esempio, American Eagle Outfitters (NYSE:AEO) quota
ad un rapporto p/e di 6.7, pur essendo un'azienda
praticamente senza debiti, con free cash flow
positivo ed un dividendo del 4.80% ai prezzi attuali.

O Abercrombie & Fitch (NYSE:ANF) che valuta
sotto il book value con un rapporto price/sales di 0.37.

Ma anche Guess, che valuta ad un rapporto p/e di 4.40 ed
un price/sales di 0.62, pur avendo soldi in cassa e pochi
debiti.

Comunque il Thanksgiving day e' ormai alle porte.

Vedremo cosa accadra' subito dopo e i risultati subito
dopo le feste natalizie saranno determinanti per capire
chi saranno i prossimi leader del settore.

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