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“Volevo solo fare la pizza”


Fa ridere e fa anche piangere. A voi cosa fa?

 

Da “L’espresso”

Che pizza capricciosa
di Marco Travaglio
Corsi insensati, burocrazia da incubo, dipendenti finti malati ma
intoccabili. Tra Kafka e Fantozzi, l’odissea di un ristoratore. In un
libro che batte ogni saggio

In ‘Volevo solo vendere la pizza’ (Garzanti) Luigi Furini, 53 anni,
giornalista di giudiziaria e di economia, racconta la sua esperienza
di piccolo imprenditore e la storia tragicomica del negozio di pizza
al taglio cui per due anni ha dedicato tutto il suo tempo libero. Qui
di seguito pubblichiamo l’introduzione del libro, firmata da Marco
Travaglio.

Questo libro potrebbe intitolarsi, parafrasando Totò, “Poi dice che
uno si butta a destra”. È la storia di un ex giovane maoista, ex
sindacalista della Cgil, che fa il giornalista e a un certo punto
decide di investire un gruzzolo di risparmi mettendo su una micro-
pizzeria da asporto nella sua città, Pavia. E scopre suo malgrado
l’altra faccia dello stato sociale e del sindacato: quella che premia
chi cerca il posto, non il lavoro. E punisce inflessibilmente chi ha
voglia di fare. Gigi Furini, autore e protagonista di queste
avventure fantozziane, le racconta con delicatezza e ironia. Ma alla
fine il suo ritratto del nostro Welfare straccione è folgorante e
impietoso, politicamente scorrettissimo proprio perché molto più
autentico e realistico di qualunque trattato socioeconomico. ‘Volevo
solo vendere la pizza’ è vivamente consigliato ai politici e ai
sindacalisti che vogliano guardarsi allo specchio e uscire dal loro
polveroso Jurassic Park. Ma anche ai politologi che s’interrogano sul
“malessere del Nord”.

Dunque Gigi affitta a Pavia un locale di 30 metri quadri a 1.200 euro
al mese, e si mette al lavoro. S’iscrive alla Camera di commercio,
acquista il forno, i macchinari e gli arredi, rinnova gli impianti
perché siano a norma, si dota di tutto l’armamentario per la
sicurezza, passa ore e ore fra commercialisti, avvocati, consulenti,
Asl, uffici pubblici. Non vede l’ora di sfornare la prima pizza, ma
quell’ora sembra non arrivare mai. Passano i giorni, e il piccolo
imprenditore Gigi si trova risucchiato in un tunnel degli orrori
senza fine, roba da far impallidire i più vieti luoghi comuni sulla
burocrazia all’italiana. Il mondo di Gogol e Kafka è uno scherzo, al
confronto. Obblighi, autorizzazioni, carte, bolli, spese,
certificati, ispezioni, permessi, multe, leggi, regolamenti, cavilli,
manuali, corsi di formazione e soprattutto sigle. Tante sigle,
perlopiù incomprensibili. C’è per esempio il corso Haccp (Hazard
Analysis and Critical Control Points), che ricorda vagamente il
socialismo reale, invece insegna a distinguere le mozzarelle dai
detersivi e a numerare le trappole per topi. Ed è solo il primo di
una lunga serie, perché prim’ancora che Gigi apra il suo negozietto
c’è già qualche decina di persone che vive alle sue spalle. Cioè
campa su una serie di prescrizioni che “se non ottemperi, rischi di
prendere la multa”. Dunque, terrorizzato, ottemperi. Il medico che
deve valutare i rischi per i futuri lavoratori si porta via mille
euro per un sopralluogo di dieci minuti e una relazione prestampata.
E altre migliaia di euro per tenere corsi su corsi, uno più
tragicomico dell’altro. Le lezioni di Rssp (prevenzione e protezione)
svelano agli attoniti studenti come si appoggia una scala al muro,
come si spostano le sedie e soprattutto che cosa s’intende per
“luoghi bagnati”: la normativa considera tali “anche gli spazi aperti
dopo le precipitazioni atmosferiche fino al ritorno dello stato
asciutto”. Al corso antincendio si sconsiglia di “usare materiale
infiammabile per spegnere le fiamme” e si apprende che “il legno
brucia più facilmente quando è secco”; quando è umido, invece, “con
più difficoltà”. Roba forte. Mai come le lezioni di primo soccorso,
che insegnano un sistema tutto speciale per fronteggiare “gli eventi
avversi”. Quale? “Chiamare il 118 da qualunque telefono fisso o
cellulare, senza comporre il prefisso”, avendo cura di “specificare
città, paese o frazione, via e numero civico del luogo della chiama”,
altrimenti l’ambulanza non sa dove andare e non arriva.

La prima pizza non s’è ancora vista, e il piccolo imprenditore Gigi
ha già speso centomila euro. Poi finalmente, superato l’ultimo
scoglio dell’insegna luminosa (altra battaglia campale), la pizzeria
Tango apre i battenti e fa subito ottimi affari. Se non fosse per i
cosiddetti “lavoratori”, si capisce. La prima commessa si ammala dopo
dieci giorni: mai più vista. La sostituta, una studentessa, non vuol
saperne di un contratto per motivi fiscali suoi. Poi c’è la Guardia
di Finanza, che sulle quisquilie non perde un colpo. Un giorno la
commessa regala una fetta di pizza a una bambina: multa di 516 euro
per “mancata emissione del documento fiscale dell’importo di euro 1″.
La scena si ripete quando una cliente fugge lasciando lo scontrino
sul bancone e viene pizzicata senza, all’uscita, dalle occhiutissime
Fiamme gialle. La pizzaiola intanto resta incinta e si mette subito
in malattia per “gravidanza a rischio”. Poi però apre una pizzeria
proprio davanti alla Tango e comincia beffardamente a lavorarci
dall’alba a notte fonda, col suo bel pancione in primo piano. Prende
due stipendi, uno dei quali rubato, ma l’Inps non fa una piega,
l’Ispettorato del lavoro men che meno, il sindacato la protegge. E
Gigi paga. Tenta di licenziarla, ma non c’è verso. Ormai va avanti a
gocce di Gutron, sull’orlo dell’esaurimento nervoso. È a questo punto
che la sua fede comunista comincia a vacillare. I “compagni” della
Cgil lo trattano come un “padrone” e coprono la malata immaginaria
che viola il contratto, fa concorrenza sleale al suo datore di lavoro
e ha pure il coraggio di denunciarlo per averla licenziata. Gigi la
rimpiazza col signor Giovanni, ma gliene andasse bene una: lavora un
mese, per il resto è sempre in malattia, viene pagato per sette mesi,
più tredicesima, quattordicesima, ferie non godute e liquidazione, ma
non gli basta ancora: con l’ausilio dell’ennesimo “patronato dei
lavoratori”, denuncia Gigi per “inadempienze contrattuali”.
Le gocce di Gutron aumentano. La nuova pizzaiola è siciliana: al suo
paese lavorava in una panetteria, ma risultava bracciante agricola,
così il padrone pagava meno contributi. Controlli? In Sicilia,
nemmeno l’ombra. C’è chi, per molto meno, correrebbe a iscriversi
alla Lega Nord. Gigi, che è un buono, si limita a chiudere bottega,
per disperazione. Così l’Italia ha una piccola impresa in meno e
cinque lavoratori disoccupati in più. L’ultimo sfizio del piccolo
imprenditore prima di alzare bandiera bianca è quello di capire: è
stato solo sfigato, o c’è dell’altro? È capitato solo a lui, oppure è
così per tutti? Dall’Inps di Roma rispondono che nel 2003, su venti
milioni di lavoratori assicurati, sono stati presentati dodici
milioni di certificati medici per complessive sessanta milioni di
giornate lavorative perdute. Non era sfiga, è il sistema. Gigi,
anziché buttarsi a destra, è rimasto eroicamente comunista. Ma,
questo sì, è capitato solo a lui.

29 Commenti su ““Volevo solo fare la pizza””

  1. Filippo Biscarini:

    E pensare che a volte vaneggio di aprire una piccola attività … : forse qui in Olanda :-)

  2. Francesco Carlà:

    Quando si sentono, si leggono e si vivono situazioni del genere, la domanda che nasce spontanea e’ sempre la stessa:

    Ma come facciamo ad essere sempre, in qualche modo, imprenditori in Italia?

  3. Filippo Biscarini:

    Perché in Italia esistono tante vie per raggiungere un obiettivo, meno quella maestra: è per questo che la gente “diritta” come Luigi Furini non ce la fa.
    Ed è per questo che probabilmente, mio malgrado, non riuscirò a tornare in Italia.

  4. Fabio Zulian:

    Penso che mondo politico e sindacale siano agli antipodi rispetto al mondo reale.
    Un abisso.
    Viviamo in realtà completamente diverse.
    Penso che i “loro” problemi non siano i “nostri” problemi di tutti i giorni. Qualcosa fanno ma quel qualcosa è sempre stritolato dalla marea enorme di pressapochismo, inettitudine, incapacità e lo sottolineo, nel vedere e gestire le cose. Il fare è strettamente legato alla permanenza dello status quo. Nulla deve cambiare per tenere sedie e poltrone.
    Gente che non ha mai lavorato.
    Il clientelismo come ragione d’essere.

    Il brutto del libro è che ti fa sorridere o addirittura ridere (non me ne voglia l’autore).
    Chi ci prende per i fondelli ci fa ridere!
    Ed è vero. Se leggo Stella sul Corsera alla fine penso che siano sceneggiature di un film di Mr. Bean mentre invece è la realtà italiana di tutti i giorni.

    Buona giornata.

    ps. Prof. mi vorrebbe spiegare cosa va a fare un’imprenditore in politica (escluso Berlusconi)?

  5. Francesco Carlà:

    @Zulian

    Penso che ci dovrebbe andare a cercare rappresentanza per i nostri interessi …

  6. Francesco Carlà:

    … la notizia mi e’ stata segnalata a f.carla@finanzaworld.it dal fidato Blogger Stefano Oriani …

    potete anche voi segnalarmi notizie a f.carla@finanzaworld.it

  7. Stefano Oriani:

    @Prof. Carlà
    Grazie per il fidato… detto da lei è un vero complimento… :-)

    @Tutti
    Dove siete oggi… tutti assenti dal PC? Si vede che non ci sono correzioni in atto… :-)
    Rilancio il post del Prof. e chiedo, cosa pensate riguardo alle novità previste nella “lenzuolata” di Bersani? Cambierà realmente in meglio la facilità con cui aprire un’impresa? Oppure rimarrà più o meno tutto come prima? Sarei interessato a conoscere le vostre opinioni.

  8. Liliana Venturi:

    Tutto, tutto, tristemente vero.
    Funziona proprio così, non una virgola in più o in meno. Per lavoro affronto questa situazione praticamente tutti i giorni e sostengo con profonda comprensione lo sguardo sconcertato del mio interlocutore e lo ammiro per l’eroico coraggio di piccolo imprenditore nel decidere di aprire le loro attività nel settore alimentare sulla cui situazione non faccio commenti … Ma è il sistema, non c’è destra o sinistra che tenga… l’HACCP c’era prima ed ora, la legge sulla sicurezza del lavoro idem per non parlare della privacy e potrei scrivere un’appendice al libro di cui sopra.
    E gli adempimenti fiscali? vogliamo parlarne?
    E della possibilità di assumere personale? La beffa sono gli studi di settore che ti fanno “più ricco” se malauguratamente hai assunto qualcuno per qualche ora la settimana.
    Eppure nel mio lavoro cerco di convincere le persone a comportarsi onestamente perchè ne sono convinta, anche per la lunga esperienza, che sia economicamente che eticamente alla lunga paga, anche se la realtà è una grossa istigazione a delinquere.

  9. Stefano Oriani:

    @Liliana
    E’ sempre un piacere vedere sul Blog i tuoi post, pregevoli ed equilibrati.

    C’è qualche Blogger, tra noi, che si è scontrato con la mega-burocrazia italiana in situazioni simili? Se si, raccontate la vostra esperienza…

  10. Silvia Varotto:

    Tutto giusto e bello…e strarisaputo peccato che Travaglio scriva sull’Unità da sempre il riferimento per sindacati estremisti, gran comunisti tutelatori degli interessi dei già garantiti. E come ciccha finale la legge Amato sull’immigrazione per dare la cittadinanza in 5 anni a qualunque disperato si presenti in Italia (addirittura con la autocertificazione ..geniale veramente). Un disegno criminale senza esagerazioni. E la Preside che non può non dico licenziare ma almeno sospendere il personale della scuola coinvolto nell’inchiesta pedofilia nel Lazio ? Garantiamo prima il posto fisso del presunto pedofilo e i genitori muti….e Fioroni che dice “Li licenzio io” invece di modificare le regole per tutti….

  11. Angelo Ferrara:

    Vorrei andare controcorrente…
    Per lavoro mi occupo di lavoro nero e sottopagato e vi posso garantire che se ne vedono di tutti i colori…
    L’onestà paga sempre!

  12. Rina Saggioro:

    @LILIANA
    penso propio tu abbia ragione, non per essere razzista lungi da me..
    mentre da noi coninuano a chiudere tutti i piccoli negozi di fiducia sotto casa, marrocchini,cingalesi,cinesi,pachistani aprono negozi fatiscenti e sporchi dove vendono di tutto,sia prodotti di macelleria . alimentari e quan’taltro si può immaginare… La mia domanda è questa: ma la stesse leggi italiane per loro non valgono? perche noi siamo vessati da mille cavilli burocratici e alla fine sfiniti dobbiamo chiudere prima di aprire,mentre loro aprono,vendono qualsiasi cosa dentro dentro a questi buchi e nessuno dice niente…per non parlaredi quei negozi dove vendono KEBAB e altre porcherie varie e nessuno controlla …ma i NAS DOVE SONO?? Non parliamo poi dei centri (call telefono) dove davanti si radunano decine e decine di persone e chiudono a notte fonda,la mattina se vuoi uscire di casa per andare al lavoro devi prima togliere sacchi di immondizia(lattine bottiglie di birra mozziconi e altre scifezze) che lasciano sulla porte di casa e marciapiedi…..Ma a casa loro si comportano cosi??e guai a dirgli qualcosa sei razzista ….ma noi quando andiamo nei loro paesi ci comportassimo alla stessa maniera loro starebbero zitti ….io sono convinta di no,ma in italia vige un anarchia ,dove chi lavora onestamente viene vessato e trattato da evasore ,mentre tutta questa gente viene protetta per motivi umanitari, io credo ci stiano prendendo in giro….in italia è l’unico paese dove vieni pagato per non lavorare e per loro è come miele per le api….SCUSATEil mio sfogo ma questa situazione la vivo sotto casa tutti giorni e sono stufa di tutto il lassismo e perbenismo di questi nostri politicanti che pensano solo a conservare la propia poltrona e non a diffendere i cittadini ITALIANI grave errore……..commenti ,polemiche ,oppinioni e quan’altro sono graditi…….

  13. Giovanni:

    L onestà paga sempre …..ma fatemi il piacere…..andatelo a dire a chi ha dovuto chiudere x i costi esorbitanti che deve sopportare cada die….più quelli aggiuntivi e non preventivabili e che ti cadono addosso quando meno te l aspetti o ditelo a quei poveri disgraziati che in nome della legalità hanno sfidato anche il malaffare e son stati costretti anche a scappare se non peggio …..m il bello è che tutti qs signori politici ,sindacalisti ,opinionisti,statalisti,preti ,suore e papi vari e movimentisti hanno trovato tutti una gran battaglia da fare a livello mondiale ..quella contro la pena di morte ……che abbiano un pò di stringina ????Non si sa mai la CINA é VICINA…..

  14. Stefano Oriani:

    @Silvia Varotto
    Al di là di chi compra l’Unità… ma anche la Repubblica, l’Espresso… hai mai letto un libro di Travaglio? Ad esempio l’ultimo, “La Scomparsa dei Fatti”… direi che non guarda in faccia a nessuno!
    D’altra parte a uno come Travaglio, certamente non lo farebbero scrivere su pubblicazioni di destra! Lì vige il “pensiero unico”, o quasi. Almeno su questi altri giornali può pubblicare, piacciano o meno le sue opinioni.
    Riguardo Fioroni: forse così pensa di fare più sensazione e farsi più pubblicità…e senza inimicarsi il resto dei “tutti” che dicevi tu… almeno credo.

  15. Stefano Oriani:

    @Rina Saggioro
    Una curiosità…in quale città abiti?

  16. Liliana Venturi:

    @stefano
    molto gentile anche per me leggere i tuoi post mai aggressivi e stimolanti è un piacere.
    @tutti
    Mi rendo conto che le realtà sono differenti da nord a sud e da paese a città. E’ vero che chi vive in città strabordanti di persone vede restringere il proprio spazio sempre più ed è al limite della sopportazione se non lo ha superato. Non è giusto che chi vive da onesto cittadino si veda calpestare e strattonare tra coloro che pensano di essere furbi e si interessano solo del proprio potere e coloro che guardano all’Italia come paese di Bengodi sia nel bene e purtroppo anche per fare del male…
    Io nel mio piccolo confido nella convinzione che ascoltare gli altri e imporre i propri principi di onestà sia un nodo con cui tutti prima o poi fanno i conti anche solo perchè egoisticamente conviene. In fondo agli albori della civiltà l’uomo si è aggregato in comunità perchè ciò gli ha permesso di soddisfare meglio i suoi bisogni al minor dispendio di energie… Forse non è nel breve termine… ma i cadaveri passano nel fiume…
    In fondo penso anche ai miei nonni e bisnonni che andarono a cercare fortuna in America e che rimasero chiusi moltissimi giorni a Ellis Island… loro avevano tanti sogni e non erano in malafede… e non hanno neanche fatto fortuna…

  17. Rina Saggioro:

    @ STEFANO
    la tua coriosita’ sara sodisfata….. vivo a VERONA bellissima citta bei monumenti …..ma se per caso ci vieni a fare un giro guardati un po attorno e vedrai che quello che dico non è fantasienza ma comune realta mio malgrado……

  18. G. A.:

    @ Ferrara

    Magari varrebbe la pena approfondire. Io rimango sempre confuso quando si parla di diritto del lavoro, ho 33 anni e tutti i miei amici sono “lavoratori autonomi” magari non in nero, ma sicuramente non garantiti.

    @ Venturi

    Sono d’accordo, l’onestà paga, soprattutto per quel che riguarda il rapporto con se stessi. Non è necessario essere onesti per gli altri, perché se ne ha un tornaconto, ma semplicemente per coerenza

    @ Varotto

    Ahimé all’Unità non sono più estremisti comunisti almeno dai tempi del compromesso storico, figuriamoci adesso dove i DS sono propugnatori di una conciliazione nazionale dove tutto e tutti sono legittimati. La questione dell’immigrazione, beh, che lo si voglia o no è una questione fisiologica è impossibile impedire l’accesso in Italia a meno di fare degli italiani 50 milioni di poliziotti e metterli a pattugliare i confini. Il discorso è semplice: li legalizziamo perché così saranno obbligati a rispettare le leggi. Anche sotto casa mia c’era una macelleria islamica e posso assicurare che non ho mai avuto problemi

  19. Rina Saggioro:

    @ STEFANO
    non ho niente contro gli emigrati ,ben vengano se hanno un posto di lavoro trovano casa e rispettino la legge italiana e si comportano da persone civili…… ma se vai a fare un giro in via MAZZINIe dintorni trovi un vu cumpra davanti a ogni negozio con lenzuola distese davanti alle porte degli stessi e se i negozianti si lamentano e chiamano i viglli c’è il caso che il giorno dopo ti trovi la vetrina sfondata se tutto va bene……senza guardare quelli che i un buco di stanza ci vivono in dieci …????chi permette a loro tutto questo….non io di certo …..credimi tutto questo succede perchè chi ci governa è troppo attento a non farsi sfilare la poltrona da sotto il culo ,piutosto che far rispettare la legge……ormai la politica quella non coretta,quella degli iteressi personali, quella dei lecchini a preso il sopravento sulla responsabilita civile…..

  20. n.n.:

    Pur non difendendo l’illegalità, una piccola riflessione: anche noi eravamo un popolo di emigranti.

  21. Stefano Oriani:

    @Rina
    Lo temevo… vidi un programma d’attualità su zone del Nordest con simili problemi… come da me detto in altro thread, ahimè il Nord si sta meridionalizzando… ognuno fa quello che gli pare (a cominciare dagli immigrati) e chi dovrebbe tenere a bada illegalità e comportamenti sbagliati latita… ma dove andremo a finire… pienamente d’accordo sulle responsabilità e sul disinteresse dei politici.

    @Tutti
    Non è che anche qui piano piano stiamo scivolando off-topic? … :-)

  22. Rocco Pellegrino:

    @ a tutti.

    Continuate pure a srivere quelli che sono i miei pensieri ,ci riuscite

    benissimo,devo solo ringraziarvi TUTTI..

    un piccolo artigiano calabrese.

  23. Rina Saggioro:

    @ N.N
    sono d’accordo con te è vero noi siamo un popolo di emigranti ,ma anche di onesti lavoratori ………non vado oltre …avrei una coriosità..
    N.N… cosa vuol dire signor nessuno…

  24. AARON LA PRIMA LUCE:

    Ovviamente il buon Furini non ha mai provato la stessa esperienza nel sud ed in particolare a Napolli e dintorni; qui tutte le cose di cui parla il libro si trasformano e diventano modo e motivo di alleggerire il portafogli del malcapitato Luigi di turno. Da parte di tutti: funzionari in testa ed i corsi si fanno solo sulla carta, almeno ti risparmi le scemenze (per non dire altro) di questi pseudo corsi. c’è un vantaggio, sono in verità pochi i dipendenti (di microimprese ovviamente) che fanno malattie, esiste ancora un certo timore dalle nostre parti (non dico di cosa). Ma, c’è un problema in più, oltre al socio di maggioranza Romano e chi ne fa le veci, c’è quello di minoranza il sig. Delinquente organizzato che viene ad incassare mensilmente, il day trader che compra le tue azioni di tanto in tanto sig. Rap-Ina. Qui, bisogna imparare presto a nuotare nel magma nostrum. E se qualcuno pensa che io esageri venga pure a vivere qui nel sud per un paio di annetti, tornerà al nord molto più rinforzato. Ah, dimenticavo, gli extracomunitari qui, si trovano così bene ed a loro agio che possono prendere possesso di intere città senza colpo ferire. Comunque è un po’ inutile cercare di comprendere la stupidità cronica e abissale che pilota le azioni dei Politici (mortadella o salame non importa). Essi vivono in un mondo totalmente separato fatto di auto che possono sfrecciare sulle strade a 230 Km ora e la sera dire in TV che l’alta velocità causa incidenti, tirare di naso e dire che è una iattura. E via così. Forse le cose potrebbero cambiare, basterebbe vendere l’italia agli americani o ai canadesi. Ah, c’è qualcuno che potrebbe fare giustizia a Napoli….. : il Vesuvio . Smile. Giovanni

  25. Stefano Oriani:

    @AAron
    Vedo che anche tu sei di questa piacevole città… hai descritto in modo simpatico il… valore aggiunto di fare impresa dalle nostre parti. Vi posso confermare che è esattamente come dice Aaron: se fare impresa al Nord è … un’impresa, quaggiù è roba da gente coraggiosa e con molto fegato. Verrebbe voglia di dire “Forza Vesuvio, avanti Etna!” come appariva anni fa sui cavalcavia nel Nord Italia … :-)

  26. Antonio Bogani:

    60 milioni di giornate lavorative perse per 20 milioni di lavoratori significano 3 giorni lavorativi a persona o sbaglio?
    Al di la del fatto che ho parecchi perenti (da brava veneta) con piccole attivita’ in proprio che posso confermare questa follia burocratica descritta nel libro,3 giorni di malattia a persona non mi sembrano una cosa assurda,io li faccio (mediamente) e senza calcare la mano dal medico….

  27. Rocco Pellegrino:

    @AAron

    Confermo quello che tu dici.

    Qui’ dal pianeta locride , cambiano le sfumature ma non la sostanza.

  28. CLAUDIO ALLEGRI:

    da oltre trent’anni faccio l’imprenditore e come me tanti altri colleghi hanno imparato a sopravvivere al ns.stato poco efficiente , ad una burocrazia troppo invadente e ad un’etica inesistente considerando il ns.mestiere come una missione (vedi il vero medico, il vero insegnante ecc ).
    la speranza che un giorno le cose possano cambiare o migliorare non deve morire mai !

  29. Francesco Introzzi:

    E il costo della burocratizzazione corporativo-plagiante di marca euro-unionista dove la mettiamo?
    L’Italia continua a fare cattiva scuola in Europa, come ai tempi dell’ante-guerra, quando la Germania nazista non ha fatto altro che perfezionare la scuola del nostro fascio casareccio.
    L’antidoto potremmo forse cercare di trovarlo in una democrazia diretta di stampo svizzero: sarebbe un sistema di responsabilizzazione popolare che del resto funziona anche in quell’angolo d’Italia che si chiama “Canton Ticino”. Perchè non dovrebbe funzionare nel resto del nostro paese?
    Cuneo, 27 aprile 2007
    Francesco Introzzi

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