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Telecom: Telefonica e gli italiani


A quanto pare la telenovela di Telecom Italia sta per chiudersi, almeno provvisoriamente.

 

Telefonica, Mediobanca, Intesa, Generali e Benetton dovrebbero controllare Olimpia dopo aver comprato le azioni di Tronchetti Provera a 2,80 euro al pezzo.

 

Volete le mie riflessioni mentre io aspetto le vostre?

 

Hanno vinto Prodi e Berlusconi, che probabilmente entrera’ nel pool in un secondo tempo con apposito aumento di capitale insieme a Colaninno che e’ gia’ del ramo, ha vinto l’asse con Zapatero che ha avuto gia’ una prova generale nell’operazione Enel per Endesa, Tronchetti ha salvato il grosso ed esce senza altri danni da una vicenda che poteva costargli davvero tanto, ha perso il partito degli americani, ma anche quello degli estremisti alla Grillo e anche un po’ alla Di Pietro che volevano lo scontro durissimo con Pirelli e l’emarginazione di Berlusconi. Hanno perso anche i piccoli azionisti che speravano di vendere le proprie azioni al miglior offerente.

 

E c’e’ anche aria di grandi intese politiche dopo queste economiche. Vedremo.

 

 

 

www.adnkronos.it

La trattativa è “in una fase avanzata, mancano solo alcuni dettagli”. Secondo quanto riferiscono all’Adnkronos fonti vicine al dossier, si starebbe per chiudere l’accordo che porterebbe Mediobanca, Intesa, Generali, Benetton e Telefonica a controllare Telecom, attraverso una quota complessiva pari a circa il 25% del capitale. Alla quota del 18% detenuta da Olimpia si sommeranno infatti anche le quote rispettivamente detenute da Mediobanca, 1,54%, e Generali, 4,1%.

Telefonica rileverebbe una quota pari al 40% di Olimpia e ne diventerebbe il primo azionista, con Mediobanca e Generali che entrerebbero apportando anche le quote dirette possedute in Telecom. A Intesa Sanpaolo spetterebbe una partecipazione piu’ piccola. All’interno di quella che sarebbe una sorta di Newco rimarrebbe anche Benetton con una quota quasi dimezzata rispetto all’attuale 20%.

Il disimpegno di Pirelli, che controlla l’80% di Olimpia, avverrebbe ad un prezzo pari a 2,80 euro, frutto della media di quanto metteranno sul piatto da una parte Telefonica e dall’altra i soci bancari. Un successivo aumento di capitale garantirebbe l’ingresso dei soci italiani.

Al momento, nessuna offerta sarebbe stata ancora formalizzata al vertice di Pirelli e il cda della Bicocca, chiamato a dare il via libera all’operazione, non sarebbe stato ancora convocato. Secondo quanto trapela, però, le trattative hanno subito una accelerazione tale da ipotizzarne una chiusura definitiva già nel weekend. In questo momento prosegue infatti freneticamente il lavoro delle banche coinvolte, Intesa e Mediobanca, che stanno limando gli ultimi dettagli con tutti i protagonisti di una partita che sembra ormai vicina al fischio finale.

Telefonica, riferiscono all’ADNKRONOS fonti vicine al dossier, ha vinto la corsa a due con France Telecom, su cui si era ristretta la ricerca del partner industriali e concentrata l’attenzione di Mediobanca e Intesa negli ultimi giorni. Ragioni di opportunità e l’esigenza di stringere i tempi avrebbero consigliato di rinviare l’ingresso di altri soci industriali italiani, Fininvest e Colaninno su tutti, a una seconda fase dell’operazione.

15 Commenti su “Telecom: Telefonica e gli italiani”

  1. Rina Benedetti:

    Eh gia’,Prodi ha sacrificato un fante(Rovati),ma alla fine ha vinto la partita!E Berlusconi improvvisamente e’ diventato tanto mansueto…

  2. ANGELINO FAGGIONATO:

    “E c’e’ anche aria di grandi intese politiche dopo queste economiche. Vedremo.”

    Quest’aria comincio a respirarla anch’io…voglio pensare che sarà una cosa positiva per il nostro paese a lungo termine .

  3. Fabio Zulian:

    ……ma sarà una Grosse Koalition…..o una grande frittata o il famoso compromesso storico?

    A parte la battuta e ritornando a Telecom mi sembrava strano che Zapatero non ricevesse nulla in cambio. Il fatto è che in economia la politica incide ancora tantissimo, altro che mercati liberi!
    Ma, visto cos’è successo con AT&T, gli americani vorranno ancora “approcciare” l’economia italiana?

  4. Stefano Oriani:

    Mi sembra una grande frittata.
    Se così sarà, si prepara a guidare Telecom il solito fritto misto di imprenditori, banche e assicurazioni, sempre gli stessi, variamente assortiti, che in svariati patti di sindacato et similia controllano la maggior parte delle aziende italiane.
    A parte l’eventuale inciucio politico (l’ingresso di Berlusconi, senza trascurare eventualmente Colaninno, considerato “governativo” insieme a Intesa San Paolo), ma non si era parlato di rinnovare l’economia italiana? Vietare per il futuro le scatole cinesi? Tutelare i piccoli azionisti? Tutte chiacchiere, il solito chiacchiericcio italiano, e di soli pochi giorni fa.

    Perchè in Italia, così si fa: grande risalto sui media per dimostrare che i politici si sbracciano a risolvere per ns. conto i grandi temi d’attualità, e invece appena il tema non è più di stretta attualità, tutto viene fatto scivolare abilmente nel dimenticatoio….
    Ricordate il caso Welby? E ora che Welby è morto, chi parla più di eutanasia o testamento biologico, a sinistra come a destra?

    Carissimi Bloggers, la verità è che in questo paese (pseudo) libero, noi cittadini veniamo perennemente presi in giro… ed è difficile non esserlo visto che la stampa libera, indipendente, qui quasi non esiste… per non parlare delle TV… e la cosa bella è che dopo aver gridato allo scandalo sull’eventualità che gli americani potessero controllare la rete telefonica fissa, inseriamo Berlusconi nel business… ma quante contraddizioni… come al solito la politica rovina tutto. E la legge sul conflitto d’interessi: nel centro-sinistra, chi ne parla più?

    Io azionista Telecom non sono, ma mi continuerò a chiedere perchè un vanesio industriale di pneumatici debba controllare per 5 anni un’azienda di questo peso con scatole cinesi, sia tanto bravo da far quasi dimezzare il valore delle azioni, e alla fine, essendosi scocciato, poverino, riesca a coalizzare una serie di soggetti in suo aiuto, perchè vuole vendere ma non vuole perderci troppo, il poverino…
    e dei piccoli azionisti a nessuno importa…

  5. Rina Saggioro:

    @ Stefano
    E quando mai ….ai nostri governanti sia di destra o di sinistra si sono interessati dei piccoli azionisti …..vedi caso PARMALAT,CIRIO ARGENTINA…..hanno troppi inciuci e conflitti di intersssi, troppa politica sporca,troppi politicanti dentro consigli di aminisrazione di banche e aziende per ricordarsi che esiste anche il piccolo risparmiatore …….

  6. Alfredo Anaclerio:

    Italia : politica & economia .
    Le Tecnologie imporranno i cambiamenti che tutti auspichiamo.

  7. Stefano Oriani:

    @Rina
    Sono d’accordo… e ne sono consapevole… ma non bisogna mai stancarsi di segnalarlo e denunciarlo … :-)

    @Alfredo
    Uno dei più grandi cambiamenti in meglio che auspico per l’Italia, grazie al Simulmondo, è quello dell’informazione. E questo Blog, come anche altri prestigiosi compagni di strada, ne è un esempio.

  8. Stefano Oriani:

    E intanto il CDA di Pirelli dà l’ok all’operazione…

    http://www.corriere.it
    29 Aprile 2007

    La nuova società di controllo avrà il 23,6% di Telecom Italia

    Acquisto di Telecom, sì all’accordo
    Telco, la cordata tra Mediobanca, Intesa-SanPaolo, Generali, Sintonia e Telefonica, ha acquistato Olimpia per 4,1 miliardi

    MILANO – Telco spa al posto di Olimpia. C’è voluto meno di mezz’ora al Cda di Pirelli, iniziato intorno alle 21 di sabato, per ratificare l’accordo. Intesa-San Paoli, Mediobanca, Generali, Sintonia e la spagnola Telefonica, in qualità di partner di minoranza, hanno raggiunto l’Intesa con Pirelli e la stessa Sintonia per acquistare l’intero capitale di Olimpia (che controllava Telecom con il 18%) a 4,1 miliardi di euro. Erano presenti alla riunione del board il presidente Marco Tronchetti Provera, il vicepresidente Alberto Pirelli, i consiglieri Carlo Secchi e Franco Bruni. Gli altri consiglieri erano collegati in videoconferenza. È stata così confermata l’attesa svolta per il caso Telecom.
    PREZZO – Il prezzo offerto per Olimpia dal consorzio composto da Telefonica, Generali, Intesa-San Paolo, Sintonia e Mediobanca valorizza la quota in Telecom Italia a 2,82 euro per azione. Lo dice una nota congiunta, aggiungendo che la valorizzazione della quota Olimpia in Telecom è pari a 6,8 miliardi al lordo del debito e il prezzo provvisorio è di 4,1 miliardi. La newco che sarà costituita prenderà il nome di Telco e avrà il 23,6% di Telecom Italia, raggiunto grazie al 18% acquistato da Olimpia e il 5,6% apportato da Mediobanca e da Generali. Telco sarà capitalizzata, oltre che con la quota di Mediobanca e Generali, con 522 milioni in contanti di IntesaSanpaolo, 412 milioni da Sintonia del gruppo Benetton — che investe la metà del ricavato di vendita di Olimpia — 2,314 miliardi da Telefonica e un finanziamento ponte per massimi 900 milioni. La società è aperta a nuovi soci, ma sarà Intesa-Sanpaolo che indicherà, «con ragionevole gradimento degli altri soci Telco» i partner che potranno entrare con quote singolarmente comprese tra il 2 e il 5%. Anche gli attuali soci potranno apportare nuove azioni Telecom, sempre che la quota totale sia inferiore alla soglia del 30% oltre la quale diventa obbligatoria un’Opa.
    PIRELLI – La cessione di Olimpia «determinerà un impatto positivo sulla posizione finanziaria netta di Pirelli & c. Spa. di circa 3,3 miliardi di euro». È quanto si legge in una nota, dove si precisa che «il perfezionamento» dell’operazione «è previsto entro ottobre 2007»
    IL RETROSCENA – Inedito il retroscena svelatodal presidente di Generali Antoine Bernheim, che sabato mattina ha spiegato di essere stato contattato dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. «Quando mi ha contattato su Telecom – ha affermato – gli ho detto che non ci occupiamo di telefoni, ma di assicurazioni; però se ci fosse stata un’azione complessiva, di interesse generale, avremmo partecipato. Poi gli ho detto: “visto che siete pronto a difendere l’italianità di Telecom, spero che, se accadrà alle Generali, il governo sia pronto a difendere l’italianità di Generali e venga in nostro aiuto”».

  9. Telecom è di Telco « DARIO BONACINA:

    [...] Le riflessioni di Francesco Carlà suggeriscono ulteriori prospettive: Hanno vinto Prodi e Berlusconi, che probabilmente entrerà nel pool in un secondo tempo con apposito aumento di capitale insieme a Colaninno che è già del ramo, ha vinto l’asse con Zapatero che ha avuto già una prova generale nell’operazione Enel per Endesa, Tronchetti ha salvato il grosso ed esce senza altri danni da una vicenda che poteva costargli davvero tanto, ha perso il partito degli americani, ma anche quello degli estremisti alla Grillo e anche un po’ alla Di Pietro che volevano lo scontro durissimo con Pirelli e l’emarginazione di Berlusconi. Hanno perso anche i piccoli azionisti che speravano di vendere le proprie azioni al miglior offerente. [...]

  10. n.n.:

    Qualche tempo fa , quando At&T era ancora in gara si parlava di separazione della rete dalla gestione dei servizi. Ora il decreto Gentiloni è all’esame del parlamento. Vedremo se passerà.

    Non è facile avere una visione d’insieme quando gli interessi sono tanti.
    Interessi finanziari di investitori istituzionali e individuali. Interessi del cittadino ad avere un sistema di telecomunicazione funzionante. Interessi dello Stato a che tutti panni vengano lavati in casa.

    Già, per quanto se ne dica, per tutti i meriti riconoscibili al ns Governo attuale, la fine della storia era prevedibile. Salvare tutto il possibile e che trattenere in Italia cio’ che è italiano.

    E la Spagna? beh, noi accendiamo le loro lampadine…

  11. Erino Montanari:

    Il problema è che i ns politici sono mediocri e di conseguenza fanno una politica mediocre.
    Credo che la politica debba dettare le regole ed i cittadini rispettarle, non è più possibile che i rappresentati del popolo entrino in tutti gli affari (dal discorso banche alla telefonia etc).
    Ma questa è un’accusa per entrambi i poli, questi signori invece di cercare di farci vivere meglio cercano di alimentare il loro feudo.

    P.s. ma in Telecom si respira aria di aumento di capitale…..??? Spererei di no per chi ce l’ha

  12. Giuseppe Bravi:

    Mia figlia direbbe .. che pastrugno papà… e non saprei darle torto..

  13. Francesco Carlà:

    http://www.corriere.it

    Si iniziano a delineare i reali termini dell’accordo tra gli investitori italiani (Intesa-San Paolo, Mediobanca, Generali e Benetton) e il socio industriale, la compagnia spagnola Telefonica, che hanno acquisito il controllo di Telecom Italia. Telefonica «ha un diritto di prelazione sulla vendita di azioni della nuova società e diritto di veto in alcune decisioni di modifica dell’azionariato, politica dividendi e dismissioni». La compagnia spagnola, in un comunicato datato 28 aprile ma diffuso solo oggi sul sito della Consob spagnola, puntualizza i termini dell’intesa che ha portato alla costituzione di Telco, la newco che ha acquisito il controllo di Telecom.

    OPERAZIONE – Con questa operazione, si puntualizza, «Telefonica rafforza le relazioni con Telecom Italia, compagnia con cui ha già stretto accordi di collaborazione in Germania, e consolida la propria posizione in Europa e Sudamerica». Pur rimanendo «autonoma e indipendente» la gestione delle due compagnie, è previsto dall’accordo che «i due consiglieri di amministrazione Telecom espressi da Telefonica si asterranno dal voto nelle riunioni degli organi sociali su decisioni riguardanti Paesi in cui entrambe le compagnie sono presenti». L’operazione, conclude la compagnia iberica, garantirà sia a Telefonica sia a Telecom «la realizzazione di sinergie grazie a risparmi sui costi».

  14. Francesco Carlà:

    … Piu’ Stato e meno Mercato. Esattamente il contrario di quello che serve davvero all’Italia…

    http://www.ilgiornale.it
    Gian Maria De Francesco

    «Penso che per Telecom si sia evitato il peggio, garantendo una presenza italiana che rappresenta la premessa per un discorso più ampio». Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha voluto impartire la propria «benedizione» al passaggio di consegne tra Pirelli e la cordata Telefónica-Mediobanca-Intesa-Benetton.

    Ma l’ennesima esternazione dell’ex leader di Rifondazione ha irritato la parte liberal della maggioranza di centrosinistra. La replica del ministro del Commercio con l’estero, Emma Bonino, non si è fatta attendere. «Mi auguro davvero che il presidente della Camera voglia tornare a un rispetto istituzionale che a mio avviso è un dato molto importante», ha ribattuto aggiungendo che «la chiarezza non è stata il forte della vicenda».

    La possibilità che il premio di rischio per gli investimenti in Italia aumenti a causa delle ripetute intromissioni della politica è vissuta con preoccupazione. «In Francia si sa che ci si comporta così – ha aggiunto Bonino riferendosi alla telefonata tra il ministro Padoa-Schioppa e il presidente di Generali Bernheim – e un investitore più o meno lo sa. In Italia le professioni, almeno teoriche, sono quelle di non interventismo».

    Lo stesso sfogo di Marco Tronchetti Provera secondo il quale per un imprenditore italiano è difficile muoversi «con autonomia» conferma i timori del ministro radicale. Anche per questo motivo la Cdl è tornata all’attacco. «Prodi ha dissotterrato l’ascia di guerra per mettere Telecom sotto controllo, allo scopo di consolidare un sistema di potere che gli fa capo», ha commentato il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto. «Prodi e D’Alema pensano di essere i padroni dell’economia e vogliono decidere sulla roba d’altri fino a meditare espropri», ha rilevato Maurizio Gasparri. «È fin troppo evidente che l’italianità rappresentava il pretesto per aggirare il mercato», ha commentato il presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai, Mario Landolfi.

    Nel 2007 sarà difficilmente riproponibile il modello di Stato nazionalizzatore teorizzato dal centrosinistra di Aldo Moro negli anni ’60. Nell’Unione quella eco non si è assopita se lo stesso Bertinotti ha invocato «una discussione sulle strategie industriali del Paese». Il sostegno a queste tesi non manca. «Telecom non può e non deve essere sganciata dal controllo pubblico», ha ribadito il comunista Pino Sgobio. Il capogruppo di Rifondazione alla Camera, Gennaro Migliore, ha invocato «un’immediata attivazione delle procedure per lo scorporo della rete e il conseguente controllo pubblico». Persino l’Italia dei Valori ha giudicato positivamente le teorie bertinottiane.

    Tronchetti Provera, in fondo, non ha tutti i torti. «Il mondo politico considera Telecom un po’ come un’azienda di Stato». E nei prossimi mesi non si congederà di certo dal tavolo delle trattative.

  15. roberto:

    ……e i piccoli azionisti non li tutela…….. nessuno…………………………………………perchè non possiamo vendere anche noi a 2.82 ?

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