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Market timing


 

Secondo voi, cari Fwiane e Fwiani, si puo’ prevedere l’andamento delle borse ed essere sempre dal lato giusto dell’onda come un surfer campione del mondo?

 

Mi piacerebbe leggere le vostre risposte con annesse motivazioni.

42 Commenti su “Market timing”

  1. Giorgio Catalano:

    Vorrei porre alla Vs. attenzione un breve passaggio di uno studioso della materia, nei confronti del quale ho una profonda considerazione, così come grande stima ho nei confronti del Prof. Carlà.

    “-L’analisi quantitativa, a fronte di un’ottima capacità di risolvere problematiche di asset allocation, si rivela piuttosto inefficace nella fase di securities selection, privilegiando troppo aspetti statistici rispetto a problematiche reali, e risulta completamente inefficace nella fase finale di market timing.

    -L’analisi fondamentale è discretamente efficace nell’asset allocation, con il difetto di non porsi come problema centrale l’individuazione del rapporto rischio/rendimento. Essa riesce invece a risolvere perfettamente le problematiche legate allo stock picking, mentre non propone soluzioni interessanti per il market timing.

    -L’analisi tecnica ha difficoltà a individuare un portafoglio ottimo e non è efficace nella fase di stock picking. Al contrario, propone una serie di soluzioni ottimali per il market timing che si possono adattare a ogni tipo di propensione al rischio.

    Si dimostra quindi l’assoluta inutilità delle polemiche fra gli studiosi dei diversi approcci. Ogni analisi ha senso di esistere se lavora in sinergia con le altre. Un solo metodo è insufficiente per l’intero processo di portfolio management. La metodologia consigliata è quella che passa attraverso l’analisi di tutte tre le tecniche.”

  2. Stefano Oriani:

    @Giorgio
    Tutto chiaro. Quanto citato, mi pare, rispecchia il tuo approccio e la tua operatività sui mercati.

    @Prof
    No, per me è impossibile che si possa indovinare sempre il timing sui mercati. Persino i navigati gestori degli hedge fund sbagliano a volte! Anzi credo che più si va a fare trading specie intraday, più errori (e perdite) si fanno: persino le banche ti mettono in guardia (es. Fineco, se non erro, quando sottoscrivi l’opzione PowerDesk)

    No, amici, il trading come surf sempre vincente non può funzionare: lo comprendo in un’ottica complementare, secondaria, ma l’approccio vincente, per chi ha pazienza e Metodo, resta quello dell’Investitore Intelligente. Come ricorda anche Warren Buffet: meglio il ”sitting”.

  3. Giovanni:

    Sono pienamente d accordo con Stefano e lo dico dopo anni di delusioni cocenti e montagne di libbri letti ed alcuni anche buttati …
    In borsa nonsi va a fare surf,ma x guadagnare,ma ,come in tutte le attività,ci sono entrate ed uscite,non si può pensare di avere sempre ragione,troppe sono le variabili che entrano in gioco e come al solito chi ha metodo pazienza e disciplina bene o male va avanti…ma qs sono cose che già sappiamo
    salutoni a tutti

  4. Francesco Carlà:

    @Tutti

    Mi sembra molto interessante questo avvio di discussione su questo tema …

    L’investimento e’ cosi’ importante e cosi’ umano perche’ ha varie componenti eccone alcune:

    1 Economica e finanziaria: non c’e’ dubbio che se i soldi restano fermi in conto corrente perdono valore, eppure molti considerano questa ipotesi praticabile perche’ “poco rischiosa”. Come mai?

    2 Psicologica: molti sanno che l’investimento azionario e’ statisticamente, se ben condotto, largamente il piu’ efficiente e redditizio sul medio-lungo termine, eppure i sobbalzi strada facendo, rally e correzioni, avanzamenti e volatilita’, spaventano tantissimi lungo la strada. Perche’ mai?

    3 Strategica e tecnica: tanti sono spaventati dalla tecnicita’ delle questioni dell’investimento mobiliare (azioni ed obbligazioni), mentre trovano piu’ facile investire in immobili. E’ vero?

    Raccontate, se volete, ai Fwiani del Blog le vostre idee su queste e su altre variabili dell’investimento mobiliare … Penso possa essere interessante per tutti …

  5. Stefano Oriani:

    @Prof. Carlà. Credo che tutti e tre i punti siano frutto sia di scarsa conoscenza delle varie materie, sia dei racconti di amici o parenti che si sono scottati in borsa…

  6. Andrea Cerulli:

    Per quanto riguarda il punto 3 del Prof. Carlà credo sia riconducibile ad aspetti psicologici legati ai risparmiatori italiani (o ad almeno parte di questi).
    Interessanti sono alcuni dati del Censis che stimano in circa 200 miliardi di euro la spesa dedicata ad acquisto di immobili tra gennaio 2003 ed aprile 2004. Purtroppo non sono riuscito a recuperare informazioni più recenti ma non credo che il trend sia cambiato.
    Lo studio evidenzia una media di investimento “nel mattone” pari a 167.800 euro per alloggio. Se si pensa all’evoluzione dei prezzi delle case di questo periodo e lo si confronta con benefici che potrebbero derivare da un investimento in borsa nell’arco degli stessi 16 mesi presi in esame non credo si possa parlare di un beneficio in termini economici o no? Magari potete farlo prendendo in esame i rendimenti del Prof. Carlà di quel periodo…Cosa ne esce fuori?
    In realtà l’acquisto della casa non è visto ovviamente solamente come investimento economico ma è anche una sublimazione psicologica che va a soddisfare delle esigenze diverse da quelle legate ad un puro calcolo economico.
    Poi la borsa è il “diavolo” e come dice Stefano, si tratta di scarsa conoscenza della materia.

  7. Filippo Biscarini:

    C’è un altro aspetto: se compro una casa e la pago 150000 euro, anche se il prezzo dell’immobile crolla mi restano comunque quattro mura in cui abitare. Se gli stessi soldi li investo in obbligazioni o azioni, e queste crollano, non mi restano neanche le quattro mura: svaniscono i miei risparmi.
    Una casa (o un negozio, un terreno ecc …) la potrò abitare, la potró dare in affitto, ci potrò fare un ufficio, insomma, potrò inventarmici un’attività, anche DOPO che le cose sono andate male.

    Una volta che le azioni sono crollate (o le obbligazioni non rimborsate) non posso fare più nulla, è tutto svanito.

    Questa è la grande differenza: e per questo molta gente preferisce comprare immobili o altre cose “solide” (oro, quadri, gioielli ecc ….). I cosiddetti beni rifugio.

    E poi è molto più facile dare il giusto prezzo ad una casa (o a oggetti d’oro) che ad un’azione: quante volte i prezzi delle IPO si sono rivelati esagerati (penso anche alla recente quotazione di Saras)?

  8. Giuseppe Bravi:

    @filippo
    E’ anche vero che le case costa mantenerle ed in più, cosa che mi è successa, al momento di venderle “alla svelta” non ottieni mai il prezzo che vorresti…
    Preferisco mille volte meglio le azioni.

  9. Giuseppe Bravi:

    @prof
    E comunque secondo me “indovinare” l’andamento del mercato non è possibile. Troppi fattori esterni concorrono al suo andamento. Quindi .. ci rinuncio in partenza per il mio portafoglio “serio”, mentre mi ci diverto con quello virtuale di Yahoo! :)

  10. Liliana Venturi:

    A mio modestissimo parere:

    3) L’investimento in un immobile civile o commerciale ha dei vantaggi psicologici in quanto materializzano il denaro, ma quanto alla gestione e al rendimento beh, ammessa la facilità di locare i cespiti, il canone di locazione deve essere remunerativo più di un investimento a basso rischio in quanto il denaro è immobilizzato, sugli immobili gravano imposte e tasse, sono soggetti ad usura e necessitano di manutenzioni. Inoltre i locatari devono pagare l’affitto pena procedure legali costose, in caso di immobile commerciale poi devi anche sperare che l’attività svolta dal locatario abbia buone prospettive, quindi raddoppi il rischio… e mi fermo qui. Non è così genericamente remunerativo il mattone secondo me,salvo che si investa nella casa in cui abitare.

    1) soldi sul c/c: è molto psicologico, permette di “vedere” il proprio denaro e induce la sensazione di avere i propri risparmi sotto controllo. Chi opta per questa scelta vuole garantirsi il suo capitale, come si suol dire.

    2) Mancanza di conoscenza e timore di entrare in un campo minato, dove gli esperti sono sempre gli altri e si ritiene di non aver le capacità per capire. Ciò che non viene colto è che tra il non capire alcunchè e capire molto, ci sono tante opportunità e strumenti di investimento che possono essere compresi singolarmente e da cui si può partire per rendere renumerativi i propri risparmi.

    buona giornata

  11. Sergio:

    Il timing per me è la cosa più difficile per l’investimento mobiliare.
    Ho perso soldi su un top vincitore per raggiunto stop loss.
    E nei mesi successivi l’ho visto volare a più 100%.
    Penso che se non si ” indovina ” il timing , anche su un titolo come microsoft di dieci o venti anni fa , si possono perdere soldi.

    Colgo l’occasione per dire agli amici Fwiane-iani di avere molta pazienza prima di entrare su un titolo , (anche sei mesi!!??) e chiedo
    Al Prof. di dare una mano a chi come me deve entrare su un titolo che è già in portfolio.
    Lo so non è semplice , ma a volte per un neofita come me investire in borsa è come partecipare a una gara di 100 metri con Michael Johnson.
    Prof. il suo aiuto è indispensabile.
    smile

  12. Giuseppe Bravi:

    @liliana
    Quoto in pieno :)

  13. n.n.:

    Market timing: per il momento passo oltre: non ho molto da dire se non che Mr. Market è troppo complesso per essere previsto.

    Quando ai tre punti proposti dal Prof.:

    Argomento difficile… ma provo a dire qualche parola che esprima il mio pensiero.

    1. perchè non viene calcolato il rischio dell’inflazione. E’ un’illusione ottica: il numero che leggi è sempre lo stesso o poco piu’, ma non ti rendi conto che diventa mano a mano piu’ piccolo il carattere (il suo potere d’acquisto).

    2. perchè c’è scarsa conoscenza e minor metodo. l’euforia e la depressione, la corsa all’acquisto ed il panic selling caratterizzano il parco di buoi che cerca l’erba fresca da mangiare ma trova solo terreno battuto dalla furia delle mandrie.

    3. per investire in azioni obbligazioni e derivati è necessaria maggior competenza che per l’acquisto dell’immobile per il quale spesso è sufficiente un’equa stima di mercato, buon gusto e un pizzico di proiezione nel futuro prevedibile, per avere una ricetta saporita. Valutare un’azione, e parlo solo di questo ma potrebbe essere un discorso allargato a tutti gli altri strumenti di investimento, richiede: visione d’insieme e capacità di anticipare il mercato; individuazione di possibili leaders di settore; conoscenze approfondite degli elementi chiave di un bilancio; stima approssimata del suo target di prezzo futuro basandosi su crescita attuale e utili conseguiti. L’elenco è molto piu’ lungo, ma non sono la persona adatta a parlarne. Queste 4 cose sono le prime che mi sono venute in mente. Ne consegue… che è senz’altro piu’ difficile comprare azioni che comprare una casa. Non piu’ rischioso, anche se il terreno dell’investimento mobiliare è considerato sabbie mobili dai piu’.

  14. Rizzardi:

    Anche per me è impossibile fare il market timing. Chi avrebbe scommesso a marzo 2003 (minimo delle borse) che il dax avrebbe triplicato il suo valore in meno di 4 anni ?
    Penso però che si può dominarlo un poco e il metodo del proff. è il migliore che io abbia conosciuto.
    Tagli le perdite e lasci correre i guadagni, e se il mercato gira metti il TP. Ecco forse è solo questo ultimo aspetto che cercherei di migliorarlo. Col permesso del proff. per il mio punto di vista espresso.

  15. Marco Villara:

    Sono perfettamente d’accordo sull’importanza del market timing: a me e’ gia’ successo di scommettere su un titolo, tagliarlo x raggiunto SL e poi rimpiangerlo xche’ e’ schizzato su oltre il 100%
    Peggio ancora e’ gestire il market timing in una situazione di gradualita’: se non becchi il momento giusto ti ritrovi con il primo acquisto in territorio positivo ed il secondo in territorio negativo.
    Il metodo del prof e’ chiaro, semplice e sopratutto efficace ma, come dice lui stesso, e’ personalizzabile secondo il proprio stile di investimento: io p.e., dopo avere visto alcuni miei titoli toccare il + 30% per poi andare in territorio negativo, ho spostato la soglia del TP al 30% … ma e’ una mia scelta personale.
    Sonod’accordo con Sergio che chiede al Prof. di dare una mano a chi deve entrare su un titolo che è già in portfolio ma, in momenti di flessione di alcuni titoli, indirettamente il prof mi sembra che ce lo faccia capire, non vi sembra?
    Infine una riflessione sugli immobili: d’accordo che gli immobili sono tassati (anzi tartassati), ma chi ha acquistato un qualsiasi immobile 4/5 anni fa oggi ha raddoppiato il valore. Non e’ stata anche questa una questione di giusto timing?

  16. Domenico Genova:

    Ciao a tutti,
    anche secondo me il timing è difficile da attuare se non impossibile, per fortuna c’è il metodo del mitico Prof.

    Per quanto rigurda i singoli punti:

    1) PERCHE’ c’è scarsa conoscenza del mondo finanziario.
    Ciò che non si conosce fa paura, così meglio lasciare i soldi al “sicuro”.

    2) PERCHE’ manca un metodo.
    Se tutto va bene ok, ma non appena il vento gira arriva il panico, che senza metodo non lo controlli e inevitabilmente iniziano le vendite

    3) VERO.
    Gli immobili li puoi vedere, toccare, vivere mentre il mondo finanziario in generale è “invisibile”, “intoccabile” e quindi nn dà sicurezza.

    In generale, non solo in borsa, credo che la conoscenza sia l’arma migliore.

    Ciao a tutti,
    Domenico

  17. Andrea Parmeggiani:

    @Sergio
    Mi unisco alla tua richiesta, e propongo anche un altro suggerimento al Prof.
    Perche` non aprire un newsgroup aperto solo agli abbonati, dove ci si puo` dare consigli e suggerimenti a vicenda.
    In tal modo un abbonato esperto puo` dare un aiutino ad uno un po` meno esperto… :-)

  18. Mario Tau:

    @tutti!!!!! occhio alle trappole per tori!!!!!

  19. CARLO CARDONE:

    Sono daccordo con Andrea Parmeggiani e Sergio ed invito tutti gli altri abbonati a richiedere al Professore di aprire un newsgroup giustamente limitato ai Fwdiani abbonati.

    Le esperienze di ciascuno di noi possono essere fondamentali per fare un po’ di luce, almeno un poco, in una materia inestricabile come una giungla, piena di agguati continui e la cui sopravvivenza è in gioco ogni santissimo giorno.
    Aiutamoci con l’informazione, l’addestramento, la solidarietà.

  20. Marco Monteferrario:

    Condivido il pensiero di Carlo….

  21. Giovanni:

    D accordissimo….una richiesta che già da tempo volevo fare ,ma che x discrezione ho trattenuto

  22. Wolfgang Cecchin:

    Buongiorno,
    abbiamo preso nota delle richieste, ma ci sono parecchi problemi di vario genere nell’attuazione.

    Nel frattempo facciamo notare che gia’ il blog attuale, svolge in parte la funzione richiesta di newsgroup, dove ci si puo’ dare consigli e suggerimenti a vicenda. Ovviamente senza citare esplicitamente titoli dei servizi premium.

    Saluti

  23. Francesco Carlà:

    @Tutti …

    I mercati sono un po’ spaventati ed automatizzati dai programmi dei traders …

    In questo caso funziona molto bene la bussola del follow through … qualcuno se ne ricorda?

  24. Marco Monteferrario:

    Dove possiamo trovare notizie sul follow through??..

  25. Francesco Carlà:

    @Monteferraio e Tutti

    http://www.finanzaworld.it
    Francesco Carla’

    Il follow through questo sconosciuto

    del 21/08/2004

    Wall Street ha una serie di segreti ben custoditi.

    Per esempio esiste la possibilita’ di sapere chiaramente che direzione potrebbe prendere nei prossimi giorni, dopo mesi di Orso aggressivo che hanno ributtato gli indici principali a ridosso dei minimi degli ultimi anni.

    Questo segnale si chiama ‘follow through’.

    Negli ultimi 100 anni di Wall Street, mai, dico mai, e’ successo che gli indici si siano mossi nella direzione giusta, senza che prima si fosse manifestato un follow through.

    Traduzione letterale: ‘conferma del trend’.

    Ma cos’e’ esattamente un ‘follow through’ e perche’ e’ cosi’ importante che arrivi questo segnale dopo mesi di Orso e prima di un eventuale cambio di tendenza e nuovo Toro?

    Un ‘follow through’ e’ una rassicurazione forte.

    Quando si proviene da un lungo periodo di Orso arrabbiato, come nel nostro caso, una rondine fa raramente primavera.

    Cioe’ un giorno o due di rialzo contano poco.

    Quello che e’ successo qualche giorno fa, e che ho subito raccontato ai miei abbonati ad In borsa con Carla’, sono esattamente i tempi e i passaggi di un ‘follow through’ con i fiocchi.

    (Ecco la newslettera di IBCC dell’agosto 2004 dove spiego esattamente
    com’e’ fatto un follow through … )

    http://www.finanzaworld.it/content/read/5077/il-rally-prende-forma

  26. ANGELINO FAGGIONATO:

    questione quindi di un giorno o due per la conferma del trend…..sono proprio curioso .

  27. Andrea Parmeggiani:

    @Wolfgang
    In effetti e` cosi`, ma mi sembra poco bello usare questo blog sempre con commento OT riguardanti argomenti diversi, piu` prettamente tecnici.
    Sarebbe sufficiente (potrebbe vedere anche qualcuno di noi) trovare un sito dove poter aprire newsgroup free) ma sarebbe bello che FW lo amministrasse in modo da concedere l’accesso solo agli abbonati, perche` nessuno di noi sa chi e` abbonato e chi no..
    Sarebbe un bel servizio in piu` :-)

  28. Stefano Oriani:

    @Tutti. E a proposito di timing… Pensate a coloro che ieri hanno comprato al meglio sui soliti titoli sottili… Es. Ciccolella, lavorwash,etc. Alcuni di questi questa mattina hanno aperto a -30… Stupido gioco del cerino unito a timing sbagliato… Distruttivo…

  29. Goffredo Adinolfi:

    @ Francesco Carlà

    Forse ho l’abbonamento sbagliato (Quello ai servizi della borsa in Italia) ma non riesco ad accedere all’articolo

  30. Francesco Carlà:

    @Adinolfi

    Credo che le abbia gia’ risposto il customer
    service. comunque per queste cose:

    premium@finanzaworld.it

  31. Francesco Carlà:

    @Tutti

    Oggi mi hanno intervistato al TG de La7
    per chiedermi come mai le borse asiatiche
    stiano prendendo il sopravvento su Wall Street.

    Risposta: non stanno affatto prendendo
    il sopravvento, ma recitano un ruolo importante
    come catalizzatore e come esportatori di
    volatilita’.

    Per un’economia forse destinata a diventare
    fra 10 anni la prima o la seconda del
    globo, non e’ poi cosi’ strano.

    Che ne dite?

  32. n.n.:

    Io dico che non conosco azienda ( e non azienda di cui ho letto ma azienda con cui sono in contatto) che non abbia rapporti diretti con la Cina.
    Il globo è ormai “globale”. Unico. E la Terra è e sara’ sempre di piu’ un’unica zolla economica e finanziaria dove le realtà dominanti saranno anche, se non soprattutto, con gli occhi a mandorla.

    Sì, prof. Ha ragione.

  33. Giorgio Catalano:

    Il fatto è cari n.n. e prof., che le borse asiatiche sono cresciute molto negli ultimi anni. Bisogna quindi vedere se le valutazioni delle aziende corrispondono ai valori reali dei fondamentali o se sono gonfiate. In questo caso, se iniziano a sgonfiarsi non possono non condizionare tutti i mercati occidentali compresa Wall Street.

  34. Marco Monteferrario:

    Caro Prof.,
    Ma lo conosce il gestore della X… Italy.
    Secondo me e’ un grande un po le assomiglia….

  35. Giorgio Catalano:

    Elenaaa, Fabio,……. Ma dove siete? Uscite dalle tane, è primavera, svegliatevi. Che cosa bisogna fare si compra o si vende in questa fase di mercato?
    Mauro sei scomparso? Dacci qualche consiglio. Se mi affidi un milione di euro, giuro che in un anno te lo faccio raddoppiare a 2 milioni.

  36. Rizzardi:

    @Giorgio.

    Ti dirò non sò che pesci pigliare. L’altro giorno ero estremamente negativo. Poi la giornata di ieri con gli indici che hanno recuperato tutto, mi ha dato da pensare.
    Comunque io ho chiuso tutte le posizioni short e ho comprato qualcosina.
    Sono estremamente negativo sul petrolio e se domani rompe i 57 dollari vado short.

  37. Giorgio Catalano:

    Fabio, però sia i titoli oil del professore che il mio WNR stanno andando molto bene? Come lo spieghi?

  38. Rizzardi:

    @ Giorgio
    I titoli sono una cosa il petrolio è un’altra. Certo che l’oil li influenza ma se i fondamentali sono buoni anche se il petrolio scende un poco non è detto che per forza anche i titoli debbano fare altrettanto.

  39. n.n.:

    @ Giorgio

    nonostante il tuo mega-urlo con 3″a” ero impegnata su un altro post e non ti ho sentito.
    secondo me si accumula. non si compra e non si vende. anche se aspetto ancora un po’. non ho le idee molto chiare.
    nel week-end approfittero’ del tempo libero per pensare un po’. ma non è detto che arrivi a capo di qualcosa.

    buongiorno a tutti

  40. Giorgio Catalano:

    Elena, per questa volta ti perdono. Secondo me, i Fewiani si dividono in due categorie: allodole e civette. La civetta, come me, preferisce postare nella notte fonda. Le allodole preferiscono postare al mattino presto, prima di recarsi al lavoro. Forse c’è una terza categoria, che non saprei catalogare dal punto di vista faunistico, quelli che postano solo nel pomeriggio dopo la chiusura di Milano. Eccovi servita una bella indagine statistica.

  41. Francesco Carlà:

    @Tutti

    Il tema del timing e’ fondamentale … Mi piacerebbe continuare a discuterne perche’ solo chi si convince dell’impossibilita’ di essere sempre dalla parte giusta del mercato capisce davvero cosa vuol dire investire …

  42. Giorgio Catalano:

    Rientrando sul tema timing. Chi è che mi può dare una dritta su qualche titolo da tradare nella prossima settimana, che abbia buoni fondamentali e che si trovi su un breakout buy con compressione di volatilità, per fare un po di sana e proficua speculazione, così da portare a casa un po di soldini profumati?

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