Le 10 Domande Calde (parte seconda ed ultima)
Come faccio ogni settimana, ecco per gli affezionati
Fwiani Bloggers “Affari nostri” di lunedi’ prossimo in
anteprima. Buona lettura.
Vi avevo promesso altre 5 Domande Calde, per
completare il Decalogo di due settimane fa.
Sono Domande che fanno la differenza nella
Maratona dell’Investimento, specialmente nella
sua parte azionaria, che e’ decisiva.
Eccole:
-Che genere di societa’ ti interessano?
-In che momento stagionale ti interessano?
-Quando e perche’ venderai mentre guadagni?
-Quando e perche’ venderai mentre perdi?
-Come sarai influenzato nel comprare e vendere dalla
situazione generale delle Borse?
6 Che genere di societa’ ti interessano?
-Non e’ possibile occuparsi di tutte le societa’
del mondo. Bisogna scegliere. Devi decidere che
tipo di societa’ ti interessano di piu’ e occuparti
soprattutto di quelle. Sapere tutto di loro.
Esattamente come ho fatto io con quelle del Simulmondo
e con tanti altri settori.
7 In che momento stagionale ti interessano?
-Le aziende sono come le stagioni: in certi periodi
e’ piu’ facile che piova, in certi momenti il sole
picchia piu’ forte. Le ciliegie maturano a giugno
e anche le societa’ hanno le loro stagioni.
Solo che le Borse le anticipano e le prevedono.
8 Quando e perche’ venderai mentre guadagni?
-Mi sono occupato tante volte di questo problema
che sembra tanto semplice. A Piazza Affari si diceva:
‘Vendi, guadagna e pentiti’. Giusto, ma molto generico.
Ci vuole un Metodo preciso per evitare di frenare
troppo presto un aitante cavallo in corsa.
Ma nello stesso tempo bisogna guardarsi dai piranhas.
9 Quando e perche’ venderai mentre perdi?
-Bloccare subito l’emorragia e’ fondamentale.
Si muore in fretta se si permette che il nostro sangue
scorra. Pero’ bisogna anche trovare un equilibrio per
non scambiare un taglietto per una ferita grave.
Decidere il proprio livello di ‘stop loss’ e’ fondamentale.
10 Come sarai influenzato nel comprare e vendere dalla
situazione generale delle Borse?
-I Vincitori corrono di piu’ quando tutti corrono.
E perdono di meno quando tutti perdono. Ma e’ molto
meglio comprare quando i mercati sono dalla nostra
parte piuttosto che affrontare tempeste che
neutralizzano anche i piu’ robusti Winners.
Aspetto le vostre risposte fredde alle 10 domande calde.
Nel frattempo continua il mio test: rispondete da soli
alle 10 Domande e spedite il tutto a f.carla@finanzaworld.it
Oppure fatelo sul mio Blog.
Intanto ecco, tra le tante che ho ricevuto,
le prime 5 risposte di Andrea Carelli. Buona lettura.
1) E’ un grande mercato, e come tutti i mercati
ci trovi di tutto e non puoi conoscere tutto.
E come tutti i mercati si basa su dati oggettivi,
ma e’ anche molto perturbato dagli umori
soggettivi di chi lo frequenta. E al mercato e’
bene comprare cio’ che si conosce o cio’ che e’
consigliato da coloro di cui ci si puo’
(veramente, perche’ non in conflitto di interessi) fidare.
2) Nel 2007 sono ripartito da zero con una idea in
testa: se l’ottica e’ la Maratona si puo’ anche
partire con pochissimo… inizialmente ho risparmiato
e poi – da Giugno 2008 – sono ripartito con 1.700
euro (complessivi) su borsa USA (75%) e ITA (25%),
incrementando mensilmente con costanza di 100 euro…
il tempo dira’ se ne e’ valsa la pena.
3) Dotandosi di un buon Metodo e buoni “compagni” di
viaggio (es. FW) basta relativamente poco: sbirciate
quotidiane e un riepilogo piu’ approfondito settimanale
(o anche bisettimanale)… durante la settimana un
maratoneta preferisce approfondire le conoscenze
sulla materia in generale, piuttosto che fibrillare
sul tick in piu’ o in meno dei titoli che ha in
portafoglio.
4) L’obiettivo reale e’ quello di accumulare in 15-20
anni un capitale che vada a pareggiare il capitale
residuo del mio mutuo trentennale (acceso x l’acquisto
della casa, scadenza 2036)… per fare questo il
benchmark di riferimento che inseguo e’ quello di
un 7,5% annuo (che sul periodo indicato e con l’
esperienza acquisita mi sembra un obiettivo realistico)…
cio’ che viene di piu’ e’ benvenuto!
5) Non molti titoli… negli ultimi sei anni direi molto
coincidenti con il numero di titoli in IBCC e IBII
(smile…), senza essere affatto angosciato se il timing
degli alert non e’ esattamente il timing di ingresso e
uscita dei titoli dal mio portafoglio… con piu’ o meno
ritardo (in funzione del tempo a mia disposizione) il
pfolio si riallinea a quello della “casa-madre”
(ri-smile…)… finora ha funzionato egregiamente.
Grazie ad Andrea e a presto.
Un caro saluto a tutti,
Vs. Francesco Carla’
Vi ricordo che il 6 giugno prossimo terrò
il mio Master Live primaverile a Bologna.
E’ un’occasione unica per incontrarci di persona
e discutere insieme di tutte le questioni care
all’Investitore Intelligente.
I posti disponibili sono sempre limitati ed
esclusivi, per cui vi suggerisco di scrivere
SUBITO all’indirizzo corsi@finanzaworld.it
per richiedere informazioni e confermare la
vostra adesione.



























maggio 29th, 2009 alle 20:53
Un’altra settimana di forte accelerazione di IBCC nella Maratona Americana rispetto all’Indice S&P 500 …
Ma ecco la situazione dei servizi premium e della Maratona dell’Investimento di Finanza World:
IBCC- Wall Street – Maratona Americana
-Totale dal gennaio 2004 ad oggi:
IBCC: +64%, S&P 500: -9%, $/euro: -11%
(73 a Zero per IBCC piu’ dividendi)
InvInt Etf & Global – Maratona Globale
-Totale dal gennaio 2005 ad oggi:
InvInt: +23%, S&P500: -17%
(40 a Zero per InvInt piu’ dividendi)
IBII-Piazza Affari- Maratona Italiana
-Totale dal gennaio 2006 ad oggi:
IBII: +7%, FTSE MIB: -40% (dividendi IBII +6,29%)
(47 a Zero per IBII piu’ dividendi)
maggio 29th, 2009 alle 20:54
Dopo la presentazione all’ultimo Salone del Libro di Torino (a proposito: grazie a tutti i Fwiani intervenuti al Forum DeaStore), e’ uscito in tutte le librerie anche on line il mio nuovo libro:
FINANZA DEMOCRATICA: la guida completa per diventare investitori intelligenti
Potete trovarlo qui:
http://www.ibs.it/code/9788871065540/carlagrave/finanza-democratica-guida.html
oppure qui:
http://www.deastore.com/libro/la-finanza-democratica-la-guida-francesco-carla-sonda/9788871065540.html
maggio 30th, 2009 alle 17:24
Premesso che soprattutto quando si entra nello specifico azionario (come per queste 5 ultime domande) e’ oltremodo utile avere la possibilita’ di confrontarsi con chi ne sa di piu’ (e non privilegia interessi di parte), rispondo:
6. Societa’ solide, poco “chiacchierate”, dal business convincente e/o al passo con le necessita’ del momento (es. energia convenzionale oggi, tra qualche anno – magari – energie alternative…), ben gestite.
7. Nell’ottica di un investimento ponderato e di lungo periodo, non do’ un gran peso al momento stagionale… azzeccando il momento giusto magari si ha una buona “coppia di spunto” iniziale, ma il cavallo buono esce comunque alla distanza.
8. Quando le premesse che facevano il cavallo “buono” cominciano a scricchiolare (e si riflettono sulle quotazioni) e/o il business non si rivela piu’ al passo con cio’ che il mercato di riferimento richiede.
9. Quando l’emorragia supera un livello rigidamente prestabilito da un metodo, senza se e senza ma (leggi: il metodo deve prevalere sull’emozione del momento, sia essa positiva oppure negativa)
10. Si opera in un mercato, cioe’ in un luogo in cui il valore di qualcosa e’ in parte oggettivo e in parte soggettivo (domanda e offerta): quando la soggettivita’ e’ irragionevolmente preponderante e sottesa dalla paura piuttosto che da lucida analisi, meglio essere un po’ piu’ cauti, per evitare che ti buttino via il bambino insieme all’acqua sporca…
giugno 1st, 2009 alle 15:38
Quando stava per cominciare questa Crisi finanziaria, primissimi di ottobre 2008, io dicevo due cose:
1 Che era soprattutto un credit crunch, cioe’ una crisi di liquidita’ dovuta agli assett tossici e alle
Bolle Trigemine: mattonata, mutuata e derivata;
2 Che gli Usa la stavano controllando bene con l’allagamento di liquidita’ e la stamperia di massa
di bond, unica chance per bloccare l’incendio.
Ecco perche’ misi subito in moto i Fwiani verso una soluzione pratica ed efficiente:
comprare titoli di Stato quando rendevano ancora parecchio, in attesa di tornare poi
sulle azioni, come stiamo facendo da un po’, a tempo debito e in tutta sicurezza.
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=AjHv7IUFnC0
Anche perche’, aggiungevo, si sarebbe presto avuta la conseguenza necessaria
della stamperia di massa di bond Usa: inflazione. E per questo un titolo di InvInt
ha reso piu’ del 100% …
Una polemica simile si e’ scatenata a suo tempo tra lo storico Ferguson e il
simpatico, ma poco pratico premio Nobel Krugman. Buona lettura.
Non è il ’29 e lo storico Ferguson boccia il Nobel Krugman
di Niall Ferguson
31 maggio 2009
Mercoledì scorso, il rendimento dei T-bond decennali del Tesoro americano – generalmente considerato l’indice di riferimento per i tassi a lungo termine – ha superato il 3,73%. Un tempo sarebbe stato considerato un livello piuttosto basso, ma con la crisi finanziaria non più. Alla fine del 2008 era sceso al 2,06%. In altre parole, i tassi a lungo termine sono saliti di 165 punti base nell’arco di cinque mesi (+81%). L’annuncio – coinciso con ammonimenti sulla salute fiscale degli Usa – ha innervosito la maggior parte dei commentatori, ma per me era una buona notizia. Poneva fine a una mia controversia con Paul Krugman. Bisogna essere coraggiosi o temerari per contraddire l’economista di Princeton e premio Nobel 2008. Ma se un cane può guardare un re, uno storico può qualche volta sfidare un economista. Un mese fa, a una tavola rotonda sulla crisi finanziaria alla quale partecipavamo entrambi, avevo affermato che «il deficit fiscale massiccio del 2009, superiore al 12% del Pil, e quindi l’emissione di enormi quantità di buoni nuovi di zecca» avrebbero portato al rialzo dei tassi a lungo termine proprio mentre la Fed cercava di tenerli bassi.
Prevedevo «un doloroso braccio di ferro tra politica monetaria e politica fiscale, non appena i mercati si fossero accorti di quanti buoni avrebbero dovuto essere assorbiti dal sistema finanziario quest’anno».
Guardato dall’alto in basso, ricevetti una risposta paternalistica: ero rimasto ai secoli bui dell’economia. Era «davvero sconfortante» che le mie nozioni di quella triste scienza non arrivassero neppure al 1937 (l’anno successivo alla pubblicazione della «Teoria generale» di Keynes) e men che meno al suo apice nel 2005 (anno in cui è uscito il manuale di macroeconomia del professor Krugman). Come poteva essermi sfuggito che la chiave della crisi stava nel «forte eccesso di propensione al risparmio rispetto alla propensione all’investimento»? «C’è una saturazione globale del risparmio – spiegò il professor Krugman – ecco perché non c’è alcuna pressione verso l’alto dei tassi d’interesse». Io non ho bisogno di lezioni sulla «Teoria generale», ma penso che al professore gioverebbe dare una rinfrescata al contesto storico di quell’opera. Ha appena ripresentato in libreria il suo «The Return of Depression Economics» ed è chiaro che gli conviene presentare la crisi attuale come una ripetizione degli anni Trenta. Ma così non è.
Il Fondo monetario internazionale prevede un calo del 2,8% del Pil americano nel 2009, e una stagnazione nel 2010. Niente a che vedere con l’inizio degli anni Trenta, quando il prodotto reale era crollato del 30 per cento. Fin qui, siamo in una grande recessione – paragonabile per dimensioni a quella del 1973-1975 – senza il crollo della globalizzazione cui s’era assistito allora. Il merito di aver evitato una seconda Grande Depressione va innanzitutto al presidente della Fed, Ben Bernanke, massimo esperto della crisi bancaria degli anni Trenta, che è riuscito a fermare una pandemia di bancarotte tra gli istituti di credito con una doppia dose di tassi a breve termine prossimi a zero e di espansione quantitativa, con un raddoppio del bilancio della Fed da settembre a oggi. Ed è certo che il piano di stimolo da 787 miliardi di dollari ha migliorato il Pil di questo trimestre. Ma lo stimolo rappresenta soltanto una parte del massiccio deficit del governo federale.
Da qui a dicembre si indebiterà per 1.840 miliardi di dollari, l’equivalente di circa metà della spesa federale e del 13% del Pil americano. Il paese non aveva avuto un deficit di queste dimensioni dalla Seconda guerra mondiale. Secondo il Congressional Budget Office, aumenterà di altri 10.000 miliardi nel corso del decennio. E persino secondo le previsioni assai rosee della Casa Bianca, nel 2017 il debito nazionale lordo supererà il 100% del Pil, anche senza tener conto delle passività fuori bilancio, come quelle dell’assistenza sanitaria e della previdenza sociale.
Lo sbigottimento del mercato delle obbligazioni non ci deve sorprendere: solo sul pianeta Eco-101 – il corso-base di macroecomia martellato nella testa di ogni studente universitario del primo anno – accade che una simile marea di obbligazioni non eserciti una «pressione al rialzo sui tassi d’interesse». Il professor Krugman mi aveva capito benissimo, ovviamente. «L’unica cosa che potrebbe far rialzare i tassi d’interesse – aveva ammesso durante il dibattito – è che la gente dubiti della solvabilità finanziaria dei governi». «Potrebbe»? O sarebbe meglio dire: «potrà»? Fatto sta che la gente, non ultimo il governo cinese, ne sta già dubitando. Sa che la politica fiscale americana implica enormi acquisti di titoli pubblici da parte della Fed quest’anno: non ci sono abbastanza acquirenti stranieri o interni per finanziare il deficit. Questa politica si chiama stampare denaro ed è quella tentata da molti governi negli anni 70 con conseguenze per l’inflazione che non serve essere storico per ricordare.
È vero che oggi soffiano nella direzione opposta forti venti di deflazione. C’è un eccesso mondiale di capacità produttiva manufatturiera. Ma da febbraio il prezzo delle materie prime sta aumentando. Negli Stati Uniti dove l’M2 cresce di un 9% all’anno, un valore molto al di sopra della media dagli anni Sessanta in poi, è probabile che l’espansione monetaria porti all’inflazione se non quest’anno l’anno prossimo. Per dirla con l’ultimo rapporto trimestrale della Banca centrale cinese, «un provvedimento errato…comporterebbe rischi d’inflazione per il mondo intero».
Quel provvedimento – una politica fiscale da guerra mondiale usata per combattere una recessione – è già stato adottato. In assenza di impegni credibili per porre fine al deficit strutturale cronico degli Stati Uniti, ci sarà un’ulteriore spinta al rialzo dei tassi d’interesse a dispetto della saturazione dei risparmi globali. Proprio Keynes aveva notato che «persino il più realistico degli uomini d’affari è schiavo di qualche economista defunto». Oggi, l’economista defunto è Keynes e gli schiavi delle sue idee sono i professori di economia, non gli uomini pratici.
giugno 1st, 2009 alle 16:04
… IBCC sta accelerando molto la sua Maratona rispetto all’indice e in assoluto. Un Aspirante che avra gli earnings domani e’ in questo momento su del +7.5% …
giugno 1st, 2009 alle 17:37
sono giornate con un’euforia molto diffusa, speriamo che il trend “in verde” prosegua con una certa costanza.
giugno 1st, 2009 alle 17:40
… piana …
vero. ma il bello dei ns business e’ che andavano bene anche quando gli altri andavano male. quindi adesso non rimbalzano, ma consolidano. c’e’ una bella differenza …
giugno 1st, 2009 alle 18:07
… supersettimana anche per gli abbonati ad IBII e, ancora meglio, ad Investitore Intelligente Etf & Global …
giugno 1st, 2009 alle 18:15
… X di InvInt oggi +9.4% e +41% in totale …
giugno 2nd, 2009 alle 08:51
Che bel Lunedì , la maratona si fa interessante !
giugno 2nd, 2009 alle 17:22
… anche oggi, giorno di vacanza repubblicano, la Maratona dell’Investimento di Fw vigila e accelera …
giugno 3rd, 2009 alle 09:51
ma D il grande super top di ibii non è più nel cuore del prof ci sono dei motivi particolari ? perchè è praticamente raddoppiata in poco tempo proprio come piace al prof lenta e graduale crescita
giugno 3rd, 2009 alle 12:19
… lombardo …
e’ in wlist italia da un pezzo. vediamo se si mette nel modo giusto per diventare un Aspirante …
giugno 3rd, 2009 alle 12:40
che bella notizia grazie speriamo perchè è proprio un buon titolo cioè di quelli che se inserito al momento giusto ti da grandi soddisfazioni
giugno 3rd, 2009 alle 14:07
Per il prof.
sono un vecchio azionista enel.
le vorrei fare la seguente domanda:
ipotizzando il valore del diritto a 0.5euro e volendo comprare 10000 diritti,quante azioni enel mi verranno assegnate?
Quale formula per il calcolo?
La ringrazio se vorrà darmi una risposta.
giugno 3rd, 2009 alle 15:37
… Cimatti
Ogni 25 azioni danno diritto a sottoscrivere 13 azioni nuove. Quindi se
compro 10.000 diritti (che equivalgono ad avere 10.000 azioni) si avrebbe diritto a sottoscrivere: 10000*13/25= 5200 nuove azioni.
giugno 3rd, 2009 alle 16:41
… tutti
Torno su un tema fondamentale legato allo studio Mediobanca sugli investimenti … buona lettura.
-Francesco Carla’
“La scorsa settimana e’ stata data ampia visibilita’,
interessatissima, ad uno studio di Mediobanca a
proposito degli investimenti azionari italiani.
Lo studio di Mediobanca, che non e’ una novita’ assoluta,
l’avevo gia’ citato molte volte, ci dice soprattutto
due cose, assai impietose per i fondi d’investimento:
1 Se paghiamo le loro commissioni di ‘gestione’
la partita e’ gia’ persa in partenza;
2 Dal 1978 ad aprile 2009, (piu’ di 30 anni, una Maratona),
il rendimento reale delle azioni e’ stato pari al 6,1%
annuo, contro il 2,7% dei Bot.
Insomma: i fondi e i Bot perdono e la Maratona stravince.
Ma c’e’ un’altra cosa che e’ decisivo sottolineare:
il rendimento di cui al punto 2 e’ il rendimento
della Maratona seguendo, come si dice, il benchmark.
Cioe’, diciamo, l’indice FTSE MIB.
Un indice che IBII sta sonoramente battendo,
45 a Zero piu’ 6,65% in dividendi, nei suoi
3 anni e mezzo di vita. Tra l’altro anni assai
difficili per le Borse mondiali ed italiane.
Ecco perche’ e’ cosi’ decisivo:
1 Correre sempre tutta la Maratona;
2 Battere l’indice di riferimento.
- 100.000 euro investiti per 30 anni con un rendimento
del 2,7% annuo (Bot) diventano: 222.389 euro.
- 100.000 euro investiti per 30 anni con un rendimento
del 6,1% annuo (Indice) diventano: 590.828 euro.
- 100.000 euro investiti per 30 anni con un rendimento
del 15% annuo (Obiettivo della Maratona IBII) diventano:
6.621.177 euro.
Ecco perche’ vale cosi’ tanto la pena correre
Tutta la Maratona dell’Investimento.”
giugno 3rd, 2009 alle 16:43
… molto bene S di IBCC dopo gli earnings ottimi di ieri: +2.5% …
Dopo la presentazione all’ultimo Salone del Libro di Torino (a proposito: grazie a tutti i Fwiani intervenuti al Forum DeaStore), e’ uscito in tutte le librerie anche on line il mio nuovo libro:
FINANZA DEMOCRATICA: la guida completa per diventare investitori intelligenti
Potete trovarlo qui:
http://www.ibs.it/code/9788871065540/carlagrave/finanza-democratica-guida.html
oppure qui:
http://www.deastore.com/libro/la-finanza-democratica-la-guida-francesco-carla-sonda/9788871065540.html
giugno 3rd, 2009 alle 16:57
a parte S.. l’america è un pò fiacca!
giugno 3rd, 2009 alle 17:36
… ma anche oggi le suoniamo all’indice nella Maratona Usa … e poi che earnings e che risposta ai medesimi S … bene cosi’.
giugno 3rd, 2009 alle 20:40
per il prof.
la ringrazio per la risposta.
Ho letto tutto di un fiato il suo libro;io che la seguo dal 2000 ho ritrovato molto dei suoi insegnamenti,fra i tanti ,quello che ho trovato più efficace (ma non il solo)è il suo”frullatore”. A proposito per le società italiane su Yahoo finanza si riescono a trovare tutte le informazioni che lei cita?In quali altri siti posso guardare?
grazie e buon lavoro.
giugno 4th, 2009 alle 20:56
Pazzesco ! Non riesco ad incrementare perchè i nostri titoli non ritracciano da secoli !!!
giugno 4th, 2009 alle 21:38
Proff.
Sarebbe interessante sapere se a breve sono previsti nuovi ingressi in IBCC e IBII, visto l’andazzo niente male di questi ultimi giorni.
giugno 4th, 2009 alle 21:41
@Angelino
pure io, stesso problema, soprattutto gli ultimi ingressi sono partiti al galoppo, a questo punto calma e gesso (come dice il proff) prima o poi qualcosa succederà ed incrementeremo…:-)
giugno 4th, 2009 alle 22:14
Giornata splendida, il portafoglio ha praticamente doppiato l’indice!
Ormai la mia posizione in IBCC è sul verde a doppia cifra, tenendo conto che il supertop nel mio caso non è assolutamente vicino alla performance del Prof. perchè durante la tempesta dell’autunno l’avevo fatto uscire per non rimetterci troppo le penne.
Mi ritengo abbastanza soddisfatto della mia maratona.
giugno 5th, 2009 alle 11:02
Prof.,
ho una domanda per lei sugli energetici in Italia con riferimento alle agenzie di rating…forse la sua esperienza può svelarmi l’arcano mistero:
Saipem: Alzato il rating a Buy, Target Price 18.2 quando ora sta quotando 19.2 (quindi secondo loro deve scendere 1)
Eni: Abbassato rating a Hold, con Target Price a 22, quando ora quota 18.6 (quindi secondo loro deve crescere ancora 3.4)
C’è qualche strano algoritmo borsistico/statistico/matematico che mi sfugge, o hanno problemi con strane sostanze allucinogene?
giugno 5th, 2009 alle 15:55
ADC enel
prezzo di sottoscrizione 2.48 euro per azione
rapporto di opzione-13 nuove azioni ogni 25 possedute
periodo di offerta da 1° al 19 giugno
es. per chi possiede 1000Enel in portafoglio e vuole sottoscrivere ADC dovrà sborsare:
[(1000:25)x13]x2.48= 1289.60 euro
Per chi non vuole sottoscrivere ADC può vendere i diritti.
Valore diritto:
V°=valore azione DAC
V°=([4.18x25)+(2.48x13)]:(25+13)=3.60euro
[(3.6-0.29)-2.48]X(13:25)=0.43euro valore del diritto
dove 4.18euro era il valore ante ADC
dove 0.29 euro è il dividendo che enel stacca a giugno
giugno 5th, 2009 alle 17:07
FERRARI
Riferimento ENEL
Ho venduto tutto prima dello stacco dei diritti e poi con gli stessi soldi ho comperato ieri i diritti e andrò a comperare le azioni anche se non avrò lo stacco di cedole è molto conveniente
giugno 5th, 2009 alle 17:20
Giorni mitici per IBCC.
La maratona ha messo il turbo!
giugno 5th, 2009 alle 17:24
CIMATTI
Riferimento ENEL
é+conveniente vendere le azioni e comprare i diritti e ricomprare le azioni con gli stessi soldi anche senza il dividendo recuperi quasi il 20%
Io con un aggiunta di 160eu. mi ritrovo 1500 azioni in+,prima ne avevo 5000
giugno 5th, 2009 alle 17:35
PROFF. domanda
Oggi è uscito i dati della disoccupazione e sono migliori delle attese,però ho un grosso dubbio
Le ore lavorative settimanali sono diminuite e questo anche in Italia
Ieri ero in una società che produce e lavora l’acciaio e le cose non vanno tanto bene per non dire……………
grazie
giugno 5th, 2009 alle 20:13
Panzeri
Io ragiono da cassettista di lungo corso Xchè le Enel e come altri titoli li voglio lasciare ,se posso, ai miei figli.
Quindi l’operazione che tu hai fatto va benissimo per il breve,ma io penso che se come in passato la società farà delle operazioni sul capitale ci possono essere vantaggi per i possessori di azioni rivenienti da aumenti di capitale.