La storia (recente) di Telecom Italia


Altro che strategie industriali e digitali.

Dalla loggia P2 in poi, e forse da prima,
la storia d’Italia e’ anche una storia di
spie e spioni e di intrighi piu’ o meno
tecnologici.

Solo che una volta si andava da Tom Ponzi
e adesso invece si va da Telecom Italia.

Questa azienda e’ al centro di tutte le
ultime vicende di intercettazioni et similia,
mentre invece si sarebbe dovuta occupare di
investimenti e strategie, visto che per
diversi anni ha avuto la supremazia mondiale
sulla telefonia mobile e su parecchio altro.

Ma era finanza, mica industria e sviluppo.

Nella mia ingenuita’, avevo scritto
a Colaninno, a quei tempi boss di Telecom
Italia che avevo conosciuto a Firenze,
in una newslettera del novembre 1999,
giusto dopo la famosa IPO di Tiscali.

Eccola qui, ingenua ripeto, e buona lettura:

Lunedģ, 22 Novembre 1999
Caro Colaninno,

L’idea di scorporare TIN.it (fare uno spin off come dicono gli americani), il braccio Internet di Telecom Italia, non so a chi sia venuta. Ma forse non č ancora tardi. Siamo in tempo.

Dico siamo perché l’Italia ha disperato bisogno di forze armate della Rete: truppe corazzate e tecnologiche invece di quelle cammellate a cui ci siamo dovuti con tristezza abituare negli ultimi anni. Come dice Paolo Fresco, Ceo di Fiat: ci serve gente con l’idea della leadership non della conservazione del potere. E se lo dice Fiat che di potere e sua conservazione certo se ne intende…

TIN.it č di gran lunga la prima forza dell’Internet italica e questo da qualunque parte la si guardi. Io vorrei guardarla cosģ:

TIN.it č di sicuro:

1 Prima in Italia per numero di users: un milione e duecentomila oggi, (di cui settecentomila paganti) e un milione e novecentomila a fine anno;
2 Prima in Europa per posizione strategica: collegata a TIM che č il primo gestore di cellulari europeo (17 milioni di utenti) ad enorme distacco dal secondo che poi č l’altro quasi-italiano Omnitel;

Quanto vale oggi Telecom Italia Network? Qualcuno dice il triplo di Tiscali, sistemata oltre quota quattromila miliardi dal mercato.

Io dico che vale molto di pił. Per due motivi:

1 Le Net Companies non valgono abbastanza se le valuti solo con i fondamentali dell’economia terrestre: fatturato, utili, patrimonio etc. Valgono molto di pił se ci aggiungi un piano strategico globale che sfrutti la leva della Rete per conquistare fette importanti della Net Economy;

2 Scorporata dai problemi di rigiditą di Telecom Italia, TIN potrą finalmente pensare in grande, puntare alla comunitą di lingua italiana nel mondo, diventare quella piattaforma strategica di cui tutta l’economia tricolore, terrestre e internettiana, ha assoluta necessitą in tempi brevissimi.

I tempi della Rete.

Oltretutto, con i soldi del mercato, trovano parziale soluzione anche problemi del debito di Telecom. Ma questo lo sapete benissimo.

Ecco allora cosa farei se fossi al suo posto:

1 Quoterei TIN al Nuovo Mercato in tutta Europa e al Nasdaq;

2 Lo farei al pił presto possibile: TIN č in grado di stracciare i record di Tiscali e Terra, il braccio Internet di Telefonica;

3 Lancerei un piano immediato di convergenza tra TIN e TIM per un progetto che renda SUBITO l’Italia il leader mondiale della Rete wireless via cellulare.

Un’altra cosa che farei č privilegiare, ma sul serio, gli abbonati di Tin nella sottoscrizione diretta della Ipo.

Su questa base, con i soldi degli italiani e dei Net investors di tutto il mondo, TIN puņ valere 10 o 15 miliardi in dollari.

Tanto per cominciare.


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