La paura del Tfr


Hanno trovato l’accordo sul trasferimento del Tfr.

Se la vostra azienda ha meno di 50 addetti, il Tfr (la liquidazione, il Trattamento di fine rapporto) restera’ dove si trova, cioe’ appunto in azienda. Se ne ha 50 o piu’, entro il 30 giugno 2007 gli addetti dovranno decidere se destinarlo all’Inps oppure ai fondi pensione nascenti o gia’ nati.

Se non decideranno nulla, andranno all’Inps.

Questa valanga di soldi, tutte le liquidazioni dei dipendenti di aziende oltre i 50 addetti, sono la grande occasione della finanza italiana che non puo’ andare sprecata. A Wall Street molto si regge sui fondi pensione, sulle istituzioni che partecipano e finanziano l’innovazione e stabilizzano i mercati.

Vedremo presto se la grande occasione verra’ colta anche da noi oppure no.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/
Economia/2006/10_Ottobre/19/tfr.shtml


25 Commenti su “La paura del Tfr”

  1. Giuseppe Bravi:

    Ma tu personalmente cosa ne pensi? Un dipendente con un TFR che deve decidere dove destinarlo, cosa dovrebbe fare secondo te? Io preferirei averlo in tasca e farlo fruttare come dico io.. ma … non è possibile..

  2. Francesco Carlà:

    Intanto direi di usare bene questi mesi che separano il dipendente dalla decisione finale. Usarli per informarsi adeguatamente sui vari fondi, sui loro prospetti informativi e sugli stili e criteri d’investimento che offrono. Poi, con calma, prendere una decisione adeguata. Anche perche’, e’ piu’ che ovvio, questa operazione sul Tfr potrebbe celare un tentativo di rifinanziamento dell’Inps che non versa certo in buone acque. E in peggiori acque versera’ nei prossimi anni, per via del pensionamento di milioni di baby boomers, come li chiamano in America, dove hanno problemi simili anche se con prestazioni decisamente piu’ efficienti e giustificate.

  3. Giuseppe Bravi:

    e… uno speciale Fw? con l’analisi dei top ? :)

  4. Andrea Ogliotti:

    “questa operazione sul Tfr potrebbe celare un tentativo di rifinanziamento dell’Inps che non versa certo in buone acque” … soldi all’INPS per chi vede la pensione lontana altri 20 anni sono buttati !… sono curioso di vedere la “campagna di informazione” da qui a giugno

  5. Francesco Carlà:

    Si, Andrea: e’ la stessa cosa che pensavo io: la “campagna di informazione” sui fondi pensione e sulle alternative all’INPS per il Tfr, sara’ una dura lotta … smile

  6. Donato Scarpetta:

    E per uno che ha compiuto 54 anni ieri?  Cosa se ne fa di un fondo pensione?

  7. Erino Montanari:

    Qui le banche possono giocare un ruolo fondamentale e lo faranno.
    Intercetteranno tanti soldi bisognerà vedere chi sarà più trasparente e chiaro nello spiegare eventuali costi impliciti.

    Credo che il settore bancario italiano potrà giocare la partita nell’economia globale.

  8. Andrea Ogliotti:

    Magari i nostri fondi pensione potessero far crescere l’economia… Il fatto è che non siamo negli USA… i soldi che le banche incasseranno li gireranno ai soliti noti della finanza nostrana… con i diretori che raggranelleranno per se le “briciole”

  9. Francesco Carlà:

    Temo che Andrea Ogliotti non abbia tutti i torti, purtroppo. Cercheremo per quanti ci e’ possibile di denunciare e contrastare questo triste sopruso, come abbiamo fatto in passato. Diamoci tutti da fare, Internet ce lo permette.

  10. Giuseppe Bravi:

    Morale.. occhi aperti e mani sul portafoglio..

  11. bugliar:

    non so se chi ha un Tfr, cioè un operaio, ci legge;
    ma questi si dovrebbe chiedere per prima non se i fondi faranno meglio o peggio dell’INPS; ma chi ha piu garanzia di non fallire.
    poi per le performance basta vedere la ricchezza che hanno distrutto i fondi: andate a guardare i risultati delle analisi dell’ufficio ricerca di Mediobanca.
    http://www.mbres.it/ita/mb_pubblicazioni/fondi.htm

  12. ANGELINO FAGGIONATO:

    Io ho aderito ad un fondo (Cometa) nel ‘99 .

    Ho già notato conflitti di interesse ai vertici dell’amministrazione del fondo … tanto per cominciare bene.

    Comunque da quando ho aderito, mi tengo archiviati i nomi dei vari dirigenti ed amministratori del fondo che ogni tanto si succedono nella gestione, nomi dei controllori etc.

    Se succede qualcosa, so chi sono e dove trovarli. Oppure devono scappare moooolto lontano!

    Chi mette i soldi nel fondo dell’INPS con chi se la prende?

  13. Lucio Marconcini:

    Sono d’accordo con Andrea Ogliotti; a dare i soldi all’INPS per chi manca ancora 20 anni alla pensione c’è il grosso rischio di non vederli più…. Per quanto mi riguarda ho il fondo di categoria e penso che li trasferirò tutti lì. Il rendimento sarà quel che sarà ma ho la fortuna di beneficiare del contributo aziendale…

  14. Lucio Marconcini:

    Dare soldi all’INPS per i quarantenni come me credo che sia un grosso rischio, fra vent’anni non so se li rivedrò…. Per conto mio credo che il TFR lo trasferirò tutto nel fondo di categoria, il rendimento non sarà eccezionale però ho la fortuna di avere il contributo aziendale, inoltre penso che abbia più probabilità di fallirel’INPS, purtroppo….

  15. n.n.:

    Mi sembra che il cast di questo film di prossima programmazione sia formato da tanti coprotagonisti.

    Lo stato è il regista.
    Le parti principali sono interpretate dai lavoratori, le imprese, l’Inps e i fondi pensione.

    Il copione non ancora definitivamente completato. La sceneggiatura ancora soggetta a variazioni.
    Il finale è a sorpresa.

    Il secondo tempo, quando si decideranno le sorti di montagne di liquidità, sarà la parte piu’ interessante, con colpi di scena e lotte al coltello.

    Spero che il finale sia a lieto fine.

    Da anni si sente parlare problemi a pagare le pensioni. Della generazione dei baby boomers, dei fondi che presto diverranno insufficienti ( o lo sono già?). Anche io esprimo le mie perplessità, ma, non essendo informata nei dettagli, penso che navigherò un sacco nella rete per chiarirmi le idee.

    :-)

  16. bugliar:

    scherzate?
    come fa a fallire l’INPS?
    i fondi possono fallire non essendo garantiti da nessuno, NON HANNO UN FONDO GARANZIA COME ubrrrrrrrr…!!!

  17. Giuseppe Bravi:

    Alla fine .. grande confusione… io non ho ancora capito cosa dovrò fare… ma conto di informarmi ancora.. e spero di trovare la via giusta..

  18. n.n.:

    Pensare alla pensione e’ giusto, ma come ci ha insegnato FW in questi anni, un risparmio ben gestito puo’ garantire sonni tranquilli. IBCC e gli altri servizi credo abbiano anche questa finalità e questo è il mio obiettivo: l’indipendenza economica dalla pensione.

    Pertanto considero il risparmio la mia fonte di reddito futuro.

  19. Giuseppe Bravi:

    Sono d’accordo n.n. non attendo il tfr come fonte di salvataggio, ma come per tutti i miseri soldini sudati in questi anni vorrei che squali vestiti di tutto punto con stipendi/diarie da nababbi se ne approprino per mettere a posto il loro disastroso modo di fare i conti.. :(
    Tutto qui…

  20. Francesco Carlà:

    Non posso che concordare anche con Bravi: il sistema pensionistico e’, per usare un eufemismo, un po’ datato.

  21. Bruno Saetta:

    Secondo me il problema non è tanto, o non solo, dare o non dare i soldi all’INPS, alle assicurazioni o chi per esso, il problema è chi controlla quelli che gestiranno questi soldi. Il rischio è che alla fine il povero pensionato si ritrovi con meno soldi in mano di quanti ne avrebbe avuti se li avessi messi nel materasso. L’Italia sotto questo profilo è profondamente differente dall’America o da altri paesi, noi non abbiamo associazioni dei consumatori sufficientemente battagliere e dotate di strumenti adeguati, e così via, ma soprattutto, purtroppo, abbiamo una classe dirigente che si preocuupa solo dei propri interessi. Come si spiegano gli scandali finanziari che si sussegueno uno dopo l’altro senza soluzione di continuità ? In America dopo il crac Enron la legge sul falso in bilancio è stata inasprita, e fu un segnale chiaro, in Italia dopo Parmalat il falso in bilancio è stato di fatto depenalizzato, ed anche questo fu un chiaro segnale, come anche il recente indulto. Se chi ruba i soldi dei risparmiatori rischia nulla o quasi, come possiamo essere sicuri che i soldi del TFR non faranno la stessa fine ? E questo indipendentemente da dove li si mettono!

  22. Francesco:

    Scusatemi ma:
    1 - era già deciso da Confindustria e sindacati che il Tfr venisse usato per favorire la nascita di fondi pensione e quindi favorire un po’ il capitalismo accattone italico (magari con le “vedove lucane” o lombarde o… a somiglianza delle “vedove scozzesi”)
    2 - si è solamente ravvicinato a luglio lo start anziché a gennaio 2008
    3 - stiamo parlando dei flussi: la quota mensile del Tfr 2007 da luglio in poi.
    4 - parliamo della quota dei flussi del Tfr “non optati”, ossia dove i dipendenti non hanno esplicitato l’opzione: dare a un preciso fondo pensionistico o continuare a cumulare in azienda
    5 - facciamo pure l’ipotesi che la quota dei flussi sia un terzo ai fondi, un terzo in azienda e un terzo “all’Inps”.
    6 - sembra che il governo sia d’accordo di applicare la questione “Tfr-Inps” alle aziende con più di 50 addetti (circa 23mila in totale)
    7 - possibile che non ci sia nessuno che abbia fatto due conti e sappia dire a tutti:
    a- quanto cuba il terzo di Tfr da luglio a dicembre 2007 e quanto nel 2008 (insomma senza ulteriori modifiche… per pura simulazione) per queste 23mila aziende?
    b- a quanto “rinuncia” un’azienda dando sei mesi di Tfr dei suoi 50 dipendenti nel 2007?
    c- quant’è la differenza tra i soldi che “passa” all’Inps e il costo finanziario di mercato di una cifra equivalente? (cioè se andasse in banca a farsi prestare una somma uguale)

    nessuno che sui giornali abbia fatto due conti del genere e che quindi ci consenta di ragionare su cifre, numeri obiettivi.
    E il dibattito si avvita su stracciamenti di veste puramente ideologiche sia da Confindustria sia dal Governo (avranno pur fatto questi ultimi delle simulazioni per capire quanto si aspettano di “incassare” da questa voce, no? se no che hanno scritto in Finanziaria? Io francamente non so dove cercare la risposta in 352 pagine di Finanziaria)

    Infine una domanda retorica: non sarebbe ora che il nostro ministro dell’economia esca dal suo buco d’ufficio e venga a spiegare un po’ di cose in televisione? Vespa, Ballarò… quei pochi spazi di dibattito che ci sono, insomma… ma esca dal “riserbo”.

    ;-)

  23. Francesco Carlà:

    Se esce dal riserbo poi deve raccontare, tra l’altro, le cose che chiedi tu. E c’e’ il rischio, come nel dibattito Tremonti-Livia Turco di qualche giorno fa, che non sappia cosa rispondere.

  24. Francesco:

    Insomma,
    anche tu (voi del blog) sei riuscito a trovare una cifra una
    che spieghi l’arcano: di quanti soldi si stanno “depauperando” gli asset finanziari delle aziende over 50 dipendenti (e di quanto lo sarebbero quelle under 50…) e quindi…. di che cosa stiamo discutendo?

    sob
    ma quanto finirà ’sto circo di chiacchiere?

  25. Andrea Carelli:

    Mai… siamo popolo da “bar sport”… solo che col calcio si puo’ anche fare, ma farlo con il resto e’ un dramma… e i risultati sono sotto gli occhi di tutti!

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