Il Papa e la Sapienza
Avrete letto della vicenda ridicola del Papa prima invitato e poi sostanzialmente ripudiato dall’Universita’ di Roma ‘la Sapienza’, da un gruppo di docenti infervorati di improvviso furore scientifico. Ho insegnato per parecchi anni alla Sapienza e quindi so di cosa parlo. Quell’Universita’ farebbe meglio ad occuparsi di ristrutturazione delle sue infrastrutture e di trasparenza nel reclutamento dei docenti, invece di fare delle figure globali cosi’ barbine. La difesa di Galileo, che se nascesse adesso dovrebbe emigrare all’estero per inventare il cannocchiale, e’ un tema un tantino datato in questi giorni, mentre e’ molto piu’ di attualita’ il degrado assoluto in cui versano la scienza e l’universita’ italiana. E non certo per colpa del Papa.
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Carlo Brambilla
«Cre-ti-ni! Altro che cattivi maestri. Sono dei cretini! Andiamo avanti così a farci del male»! Tuona furente, nel telefonino, il filosofo Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, dall´automobile che lo sta portando sulle colline intorno a Urbino.
«Definire cattivi maestri i docenti che hanno firmato la lettera contro la visita del Papa alla Sapienza, come ha fatto il rettore Guarini, è totalmente sbagliato. Una definizione che non c´entra nulla. Quello che è successo in quell´ateneo non ha niente a che vedere con gli anni 70 e col terrorismo. I 67 docenti firmatari sono probabilmente ottimi maestri in fisica, chimica, matematica e altre eccellenti scienze. Ma hanno dato prova di assoluta cretineria politica. Tutto qui».
Cacciari non avrebbe nessuna voglia di commentare la grande occasione culturale perduta nell´università romana. Poi, come vuole il suo carattere, si lascia andare a giudizi trancianti.
Professor Cacciari, quei 67 docenti non avevano forse il diritto di ritenere non opportuna la presenza di un capo religioso all´inaugurazione dell´anno accademico di un´università laica?
«La presenza del Papa all´interno dell´università è opportunissima. Potevano fare un documento intelligente con il quale aprire un dialogo, una discussione. Avrebbero potuto dire ci piacerebbe parlare con lei, capire meglio le sue posizioni in materia di rapporti tra fede e ragione, tra teologia e scienza. Ferme restando le rispettive posizioni. Per approfondirle, svilupparle. Che senso ha dire che il Papa non deve venire? Che il Papa venga anche 10 volte al giorno all´università a parlare e a discutere».
Invitarlo a un contraddittorio?
«Cerchiamo di evitare il ridicolo e capire le rispettive misure con un po´ di modestia. Diciamo che avrebbero potuto inviare una lettera cortese e più produttiva nella quale ribadire le differenze, che il Papa conosce benissimo, e avviare un dialogo».
E invece hanno combinato un disastro politico?
«Quello che è accaduto porterà 100mila motivazioni contro le posizioni di sinistra che costoro sicuramente credono di difendere».
Sono stati loro a scatenare la protesta degli studenti?
«Gli studenti avrebbero lanciato i loro fischi a un chilometro di distanza e nessuno se ne ne sarebbe accorto. Gli studenti non avevano chiesto al Papa di non venire. Sono stati i docenti a farlo».
Adesso cosa dovrebbero fare. Chiedere scusa?
«Dovrebbero tacere. Tacere per i prossimi 20 anni».
Come ricomporre la situazione?
«Tra una settimana ce la saremo già dimenticata. E buona notte. Fino alla prossima cretinata. E il Papa non stia a esagerare troppo la vicenda. Ci sono cose ben più importanti anche per lui, voglio sperare, che non la Sapienza di Roma».



























gennaio 17th, 2008 alle 18:48
Secondo me quello che è accaduto è di una gravità inaudita……
L’immagine del nostro amato Paese sta andando in pezzi……. eppure ci siamo tutti noi con tanta voglia di fare e soprattutto persone perbene
gennaio 18th, 2008 alle 09:54
Personalmente ritengo che ognuno debba avere la possibilità di parlare e di esprimere la propria opinione, quindi aborro le censure in qualsiasi forma.
Concordo sul fatto che ci sono elementi molto più importanti relativamente alla scuola italiana che non dibattere su Papa si o Papa no.
Ma, come per tutte le modifiche strutturali e pesanti… si tende a procrastinarle sine die.
gennaio 18th, 2008 alle 10:57
no comment
anzi, sì: 1 commento: non commento perchè di commenti ne ho letti , sentiti e visti talmente tanti e danno solo pubblicità a chi non la merita.
gennaio 18th, 2008 alle 18:03
Sono d accordo con n.n…..ovviamente non le merita nessuna delle parti ,ma va da sè che in questa mucillagine di paese anche un lamentoso raglio d asino diventa musica ……..credetemi penso molto di più ai morti sul lavoro ,al contratto dei metalmeccanici e atutti i veri problemi quotididiani che a qs piccolezze….
gennaio 21st, 2008 alle 10:41
Per il Papa era pericoloso intervenire all’inaugurazione dell’Anno Accademico o il Santo Pontefice ha sfruttato abilmente un democratico dissenso, disertando la cerimonia?
Nel primo caso mi unisco al coro.
Poniamo, per assurdo, solo per assurdo, che sia vera la seconda ipotesi.
Allora cerco una spiegazione e mi ritrovo inevitabilmente da un’altra parte. Mi viene in mente un Papa che non riesce a coltivare consensi col proprio carisma e cerca di colmare la lacuna sfruttando strategie mutuate dalla dinamica politica.
Anzi, il pericolo di una democratica pacifica dimostrazione di dissenso (poltrone vuote in platea, ad esempio), avrebbe potuto ulteriormente minare un’ immagine già un po’ offuscata di suo.
Un altro Papa, con altro carisma, probabilmente avrebbe ringraziato per le voci “forti e diverse”.
Questo, ben consapevole di essere ancora importante per chi deve essere eletto nel nostro Paese, credente o non credente, ha giocato la carta giusta: far passare una legittima opinione per “violenta” e “pericolosa” contestazione, aspettando che attorno a sé si facesse quadrato.
E da gran politico ha raggiunto appieno il suo obiettivo. Il tutto condito con comizio finale a piazza S. Pietro. Tattiche che ricordano quelle affinate in diversi secoli di potere temporale. Storia viva.
Ancora oggi non conviene inimicarsi il Papa, anzi, taluni sono stati eletti grazie al fatto che c’è un Papa.
Mentre Veltroni digerisce un attacco durissimo alla sua politica nella città di Roma, un solo “potente”dissenziente, Enrico IV, si pente rinfrescando corpo e anima a Canossa.
E per non fare la fine del loro collega, tutti i “potenti” hanno fatto a gara per esternare il proprio sdegno.
Grazie all’assalto mediatico unidirezionale, emeriti professori e insigni scienziati fanno la figura di imbecilli e 100 pacifici studenti circondati da 200 poliziotti in assetto di guerra sembrano l’armata brancaleone.
Messe così le cose, i Cattolici che vedono nel Papa il rappresentante vivente di Dio e per questo sicuramente non in mala fede, non possono che essere indignati.
Parallelamente, un gran numero dei non Cattolici, pungolati dal larvato sospetto di imposizione squadrista contrabbandato dai media, si sentono implicitamente e giustamente chiamati a dover difendere la libertà di parola negata al Papa da “facinorosi” professori e studenti.
Ed è purtroppo su questa grande massa che i politici contano.
Se è vero che si sia trattato di democratico dissenso, ma solo se è vero, rimango basito dalla vittoria strepitosa di chi ha condotto una tale battaglia politica. Dissentire non vuol dire impedire. Ma vuol dire libertà. Quella vera, non quella strumentalmente usata.
Se è vero che si sia trattato di democratico dissenso, ma solo se è vero, non è un momento bello per la democrazia e non credo sia un momento bello per la Chiesa che sembrerebbe così tracciare un solco ancora più profondo tra questo pontificato e quello precedente.
Se è vero che si sia trattato di democratico dissenso, ma solo se è vero, sarà ancora più difficile esprimere opinioni non allineate con il volere di chi conta.
Questo sarebbe il vero bavaglio.
Ma è vera la prima ipotesi. Al Papa è stato impedito di parlare o era pericoloso.
gennaio 31st, 2008 alle 11:04
Triste e’ quel Paese dove un evento non e’ un evento,ma potrebbe essere qualcos’altro ed allora buttiamola in politica ed argomentiamo di poteri,elezioni e via discorrendo….come argomenta paco della mirandola!
Sembrava questo del Papa e della Sa pienza un argomento ormai superato da crisi di governo,giustizia ad orologeria ,esplorazioni ecc. invece ieri sera mi e’ capitato di ascoltare una parte dell’Infedele e li’, chi ti ho visto? Uno dei docenti della Sapienza che aveva firmato il divieto di parola al Papa e dunque questo argomento e’ tornato alla ribalta.
L’impressione che ne ho riportata e’ stata oltremodo sgradevole: il docente intervistato si accaniva a dirsi cattolico,ma giustificava la sua firma in modo quasi incomprensibile,tenendo gli occhi quasi chiusi (per meglio concentrarsi??) e dicendo cose francamente poco chiare.
Mi sono chiesta:ma costui parla cosi’ ai suoi studenti? Cosa capiscono?
Vuoi vedere che e’ per questo che non hanno voluto il Papa? Il Pontefice parla chiaro,e’ di fine intelligenza e cultura.Cosa avrebbe potuto argomentare uno cosi’???Sara’ bravissimo nella sua materia(fisica,mi pareva)ma per il resto…..
Ecco,senza arzigogolamenti e sospetti assurdi,credo che la verita’ vera sia questa. Cosi’ allora si censura,non si permette,si lede la liberta’ di parola!
Siamo di nuovo al 68 quando in universita’ ,nelle assemblee ,si impediva di parlare a chi non era d’accordo,e si concorda di concedere la parola a chi esprimeva la sua opinione sempre a senso unico??
Che tristezza!!!