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I Blog e il Simulmondo


Ormai ci devono fare i conti.

I veri poteri forti, come sostengo
da anni, sono le comunicazioni
del Simulmondo.

Blog, forum, chat e siti web.

Luoghi digitali dove si fa comunicazione
molto reale e spesso del tutto indipendente.
Esattamente come siete abituati a leggere
su FinanzaWorld.

E’ facilissimo, ormai, distinguere la
comunicazione del Simulmondo da quella
della Terraferma, cioe’ la gran parte dei mass
media di carta e analogico radiotelevisivi.

A parte lodevoli eccezioni, i giornalisti dei
mass media semplicemente non possono dire e
scrivere quello che pensano o sanno perche’
la committenza, gli editori, non vogliono.

Oppure vogliono qualcosa altro.

Moltissimi lo hanno capito e affollano
i Blog interattivi e alcuni siti web.

Ecco, per esempio, come si discute lo
scandalo dei Furbetti, compresi i politici
coinvolti, sul Blog di Grillo.

Il Simulmondo nella comunicazione e’
come l’mp3 per la musica digitale:

Sara’ impossibile da controllare. Meno male.

-Paolo Conti per il Corriere della Sera.it
«Fassino, tira fuori i globuli rossi, fai pulizia e appellati alla base con un discorso per celebrare il funerale politico di D’Alema e, visto che ci sei, anche di Violante». Se continua così, i blog rischiano di irrompere sulla scena della prossima campagna elettorale. Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) ha già tastato il terreno: il 1˚settembre acquistando con una colletta una pagina de la Repubblica per intimare un «Fazio vattene!», il 22 novembre bissando sull’International Herald Tribune con un appello contro la rielezione di 23 deputati condannati in via definitiva per vari reati.

Da tre giorni la frase su D’Alema campeggia sulla prima pagina del blog e ha tutta l’aria di voler diventare un’altra campagna. Grillo gioca la carta di Shakespeare, suggerisce a Fassino di vestire i panni di Marco Antonio per monologare sulla metaforica bara del presidente ds: «Ha addotto a Roma molti finanzieri, Massimo, e il loro operato ha rimpinzato le casse dell’erario: sembrò questo in Massimo ambizione di potere?». Se l’accenno fosse oscuro per qualcuno, una nota provvede a chiarire: «Gnutti, Colaninno, Consorte e altri per la privatizzazione Telecom». Grillo prepara il terreno: «Delle due l’una. Su Consorte D’Alema sapeva e ha taciuto (e non lo credo) o non sapeva e ha fatto un grave errore politico a sostenere la sua scalata alla Bnl. Delle due l’una: su Fiorani D’Alema sapeva e ha taciuto (e non lo credo) o non sapeva e in questo caso è stato sfortunato e anche un po’ cocciuto, dopo le intercettazioni telefoniche tra Fiorani e Fazio lo scorso luglio, a voler mantenere un mutuo presso la Bpi di 8000 euro mensili per pagare le rate della sua barca Ikarus II». Il tono è durissimo, se n’è accorto anche Il Secolo d’Italia.

In tre giorni il blog ha totalizzato più di 700 commenti. Moltissimi gli anti- D’Alema. Marco Oliva arriva addirittura a dire: «I quattro milioni e mezzo delle primarie, e io sono fra quelli, hanno chiesto politici puliti. D’Alema, vai pure a farti un giro in barca di 20 o 30 anni. Poi magari ci fai un libro e te lo fai pubblicare dalla Mondadori». Arterio Liberato: «D’Alema ha uno stipendio, come deputato nostro dipendente, sopra i 20.000 euro. Si può permettere un mutuo mensile di 8.000 euro soprattutto se si pensa che lui ne paga solo una terza parte (i due terzi agli altri due soci). Ma, dichiarazione sua, più della metà dello stipendio lo dà al partito. Non tornano i conti…». Alberto Diaspro ripensa al Pci: «Un po’ di ripetizioni gioverebbero ai rampanti dell’ex Pci, forse la grande lezione morale di Berlinguer non è stata recepita, così come non l’aveva recepita Craxi». Pasqualino Messina: «Via D’Alema e quelli come lui dallo schieramento di sinistra. Vogliamo vedere la voglia di svolta».

Natalia Rossi quasi si accanisce: «Secondo l’ufficio ipoteche di Roma, oltre al mutuo per la barca, D’Alema ne ha due immobiliari: uno da 250 milioni di vecchie lire a rate semestrali e tasso del 4,6% contratto nel 1997 col Banco di Napoli e un altro di 500 milioni stipulato nel 2000 con la Banca del Salento. Ma quanto guadagna?». Michele Martelli: «Perché l’opposizione non ha il coraggio di mandare a casa quello skipper strafottente di D’Alema? Cosa ha fatto di buono in questi anni?» Gli replica Davide Caiaffa: «È stato il miglior alleato di Berlusca… è stato attento a non criminalizzarlo!». Maurizio Spina: «Gli errorucci del Dalemino sono altri! Bicamerale, niente legge sul conflitto d’interessi, lavoro sotterraneo per affossare Prodi…».

I difensori di D’Alema sono una minoranza. Carlo Rangoni: «Questo gioco al massacro di D’Alema non mi piace». Maurizio Spina: «Se le accuse sono: mutuo per la barca alla Bpi o “Consorte hai comprato la Bnl” la stiamo facendo un po’ fuori dal vasino!!!» E Beppe Grillo, che dice? «La reazione contro D’Alema non mi stupisce. Oltre alla vicenda barca e mutuo, il presidente ds incarna un mondo vecchio.
Ostenta di non amare computer e telefonino, di non usarli. Un uomo di governo del futuro dovrebbe percepire la rivoluzione informatica e il grande cambiamento rappresentato dalla Rete. Ed è un cambiamento della politica dal basso. Che sta avvenendo adesso». Ma perché si appella a Fassino? Di lui si fida? «Mi sembra che Fassino abbia una statura personale e morale non discutibile. Non ha un passato tipo Nomisma come Prodi né ha sulle spalle le privatizzazioni affannose di D’Alema. Ma, attenti, siamo al meno peggio dell’attuale politica…».

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