Ferrero a mandorla
Mi e’ capitato spesso di vederne montagne nelle vetrine cinesi. Cumuli d’oro di quelli che credevo fossero i nostri Ferrero Rocher: oro, nutella e una nocciola.
In Cina sono molto golosi e hanno un sacco di discutibili dolciumi a mandorla, nel senso degli occhi. Ma, a quanto pare, si sono presi una vera sbandata per i famosi cioccolatini della Ferrero, con il piccolo problema, pero’, che invece di farli li copiano.
La querelle va avanti da tre anni e la Ferrero non molla certo: pretende che i finti Rocher, uguali in tutto e per tutto a quelli Made in Alba, escano definitivamente dal mercato e che i cinesi, e chiunque altro in Asia e nel mondo globale, non ci si provi mai piu’.
Nel mondo globale la protezione delle idee e dei prodotti e servizi e’ sempre piu’ decisiva.
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‘Ferrero Rocher, il cioccolato pubblicizzato come la chiusura perfetta del ricevimento di un ambasciatore, e’ al centro di una battaglia diplomatica in Cina’. Inizia cosi’ il lungo articolo che il Financial Times dedica alla controversia legale che vede contrapposta l’ azienda italiana Ferrero a una societa’ cinese, la China’s Montresor Food, accusata di aver copiato l’ invogliante packaging del famoso cioccolatino italiano. Il mese prossimo sul caso decidera’ la Corte suprema di Pechino che stabilira’ se, Tresor Dore, l’ imitazione cinese della nota nocciola coperta di cioccolato e vestita di carta dorata, dovra’ essere rimossa dagli scaffali dei supermercati. Intanto la versione cinese - secondo FT - e’ quella scelta dai leader della Repubblica popolare per essere offerta ai dignitari.
E sulla questione, dopo tre anni di battaglie, si e’ pronunciato il mese scorso anche il commissario europeo al Commercio Peter Mandelson. Nel suo incontro con il ministro cinese Bo Xilai, il commissario - sottolinea FT - ha citato il caso del Ferrero Rocher come uno degli esempi della cultura copiona e dell’ incertezza legale per le aziende straniere diffuse in Cina. La Ferrero, oltre all’ eliminazione del prodotto dal mercato, ha chiesto alla Montresor un risarcimento danni pari a 90mila dollari. Ma - scrive il quotidiano britannico - il Tresor Dore, non e’ l’ unica imitazione del Ferrero Rocher che circola nei supermercati cinesi. Anche se - aggiunge FT, citando le dichiarazioni di una commessa, ‘Ferrero e’ sempre il migliore. Se devi comprare un regalo per la ragazza, e’ meglio scegliere Ferrero’.

























Dicembre 18th, 2006 alle 11:48
Questa storia dimostra da un lato la difficoltą di evitare la clonazione dei prodotti made in Italy (e Ferrero č una delle aziende e prodotti migliori in Italia, decisamente), dall’altro che la differenza di qualitą rimane eccome.
La qualitą di un’azienda che fa cioccolatini di qualitą da 50 anni (Nutella, Ferrero Rocher, Mon Cheri, tutta la linea Kinder) non č replicabile in pochi anni di certo!!!
Dicembre 19th, 2006 alle 14:22
Ma.. il protezionismo ha un futuro?
Ad Apple copiano e scopiazzano gli iPod eppure ne vende a dismisura.
A Gucci rifanno le borse nei mercatini eppure non la vedo in crisi..
Ha senso svenarsi per cercare di proteggere quello che non si puņ?
Ormai la tecnologia č troppo avanti per poter credere di marchiare e di rendere non copiabile qualsiasi cosa.
Non conviene puntare sull’unicitą qualitativa (come dice Alessandro?)