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Dove vanno le Borse Globali?


A beneficio di tutti i Fwiani Bloggers,
pubblico in anteprima il prossimo
numero di “Affari Nostri”. Buona lettura.

” Scrivevo questa newslettera piu’ o meno un anno
e mezzo fa, per la precisione il 28/06/2010.

L’idea era dimostrarvi, numeri alla mano, che gli
indici di Borsa contano poco se si vuole diventare
Investitori Ricchi e Intelligenti.

Contano altre cose, per esempio i 4 Pilastri su
cui e’ fondata da sempre Finanza World:

1 Finanza Democratica: Investite in quello che Capite e Conoscete;
2 Frullatore: Solo le Migliori Aziende e i Migliori Business;
3 Metodo: Sei Semplici ed Efficaci Regole per Gestire il Portafoglio;
4 Maratona: Investire e’ una Faccenda Esistenziale non una Scommessa.

Rileggere questo testo, un anno e mezzo dopo e con
la SuperCrisi Sovrana in corso, penso possa risultare
ancora piu’ convincente. Buona lettura e alla fine
trovate tutti i risultati aggiornati di Fw e della sua
Maratona Globale dell’Investimento.

“Mi sono sempre piaciute le Borse.

Avro’ avuto una decina d’anni e leggevo
il Corriere della Sera di mio papa’, tutti
i giorni. Saltavo subito le pagine della
politica e quelle della cronaca nera.

Anche allora le trovavo depressive.

Invece leggevo con cura ogni articolo
dello Sport e poi, misteriosamente per
un bambino della mia eta’, scorrevo con
pazienza il listino di Borsa per cercare
di capire come funzionasse la faccenda.

Nomi, prezzi, oscillazioni …

A quel tempo, primissimi anni settanta,
le societa’ quotate in Borsa a Milano
non erano molte: due o tre famiglie industriali
dettavano legge e i movimenti delle azioni
non erano esattamente casuali.

Ma forse anche allora la domanda piu’
ricorrente, e insieme quella piu’ sciocca,
era probabilmente la solita:

“Come andra’ la Borsa nei prossimi giorni?”

JP Morgan una volta, a questa domanda rispose:
“Fluttuera’”. Warren Buffett fu anche piu’
sarcastico: “Le previsioni a breve termine
sull’andamento dei mercati, dicono tutto su
chi le fa e niente su come andranno le Borse.”

Tutto cio’ premesso, veniamo alla domanda del
mio titolo: dove andranno le Borse Globali?

Prima di mettermi a parlare del futuro, lasciate
che vi racconti del passato e di come sono andati
gli indici che ci interessano di piu’, Italia e Usa,
negli ultimi anni.

I giorni contano poco in Borsa, gli anni moltissimo.

Comincio subito con l’Italia. Negli ultimi 4 anni
e mezzo, chi avesse investito 100.000 euro sull’
indice principale della Borsa di Milano, avrebbe
adesso piu’ o meno 55.000 euro. Un massacro come
quello di Fort Apache, -45% in totale.

L’anno peggiore? Sicuramente il 2008, l’anno
della crisi delle banche mondiali: -50% secco.

Gli anni migliori? Il 2006 (+16%) e il 2009 (+18%).

Sto parlando dell’indice principale della Borsa
Italiana: il FTSE MIB, 40 big caps.

In maggioranza banche e societa’ assicurative,
a cui vanno aggiunte, importanti, ENI ed ENEL.

Si poteva fare di meglio dal gennaio 2006 ad oggi?

Si’, a patto pero’ di vedere lontano, e capire
che il nostro indice era assai pericoloso proprio
per via della sua eccessiva esposizione a banche
et similia.

Per questo “In Borsa in Italia“, (in breve IBII),
il servizio premium di Fw dedicato all’investimento
azionario italiano, ha fatto una scelta molto
semplice fin dall’inizio, cioe’ appunto dal gennaio
2006: evitare come la peste banche e finanziarie.

Risultato? I 100.000 euro di cui sopra, nei soliti
4 anni e mezzo, usando IBII, sarebbero diventati
118.000, +18%. Abbiamo sempre fatto molto meglio
dell’indice in tutti questi anni.

Gli anni migliori? Il 2006 (+18%) e il 2009 (+13%).

Ma io direi che il nostro anno migliore sia in
realta’ quello apparentemente “peggiore”. Cioe’ il 2008,
l’anno in cui abbiamo preso il massimo vantaggio sull’
indice, in quella che noi a Fw chiamiamo la
Maratona Italiana: +32%.

Festeggiare un -18% sull’anno puo’ apparire bizzarro,
ma e’ proprio cosi’ che deve ragionare un Investitore
davvero Intelligente.

E adesso veniamo a Wall Street. Com’e’ andata
da quelle parti negli ultimi 6 anni e mezzo,
cioe’ dal gennaio 2004 ad oggi?

Chi avesse investito 100.000 dollari sul
mercato azionario americano, oggi ne avrebbe
piu’ o meno 96.000, dividendi inclusi. Cioe’ -4%.

Praticamente un nulla di fatto se si considera
che il dollaro, nello stesso periodo, ha guadagnato
circa il 7% sull’euro.

Gli anni migliori? Ancora il 2006 (+14%) e di
nuovo il 2009 (+23,5%). Gli stessi di Piazza
Affari, a conferma della globalizzazione
finanziaria.

Il peggiore? Il solito 2008: -39%.

Sto parlando dell’indice principale della Borsa
Americana: il famoso S&P 500, 500 big e medium caps.

Si poteva fare di meglio dal gennaio 2004 ad oggi?

Altroche’. A patto pero’ di sfruttare tutti i
vantaggi dell’Investitore Intelligente “fai da te”,
di cui vi ho parlato molte volte in questa
newslettera.

Uno di questi e’ investire in quello che gli pare.

Per esempio in promettenti small e medium companies
cinesi quotate a New York, come ho fatto spesso in
questi anni a “In Borsa con Carla’” (in breve IBCC),
la newslettera premium di Fw dedicata alla Borsa Usa.

Risultato? I 100.000 dollari di cui sopra, sarebbero
diventati 215.000 circa, +115% (dividendi esclusi),
a cui va aggiunto il +7% del dollaro sull’euro nel periodo.

Sto parlando di quasi il 17% di interesse annuale,
e questo grazie (anche) a SuperTopVincitori come il
cinese di cui vi ho detto sette giorni fa: quasi +500%.

Gli anni migliori? Direi tutti. Non c’e’ stato
un solo anno, dal 2004 ad oggi, in cui IBCC abbia
fatto peggio dell’indice S&P 500 nella Maratona Usa.

Nel 2008 25 punti meglio. Risultato massimo: +28% (2009).

Tutti questi dati potete controllarli di persona,
senza spendere nulla. Infatti l’archivio di IBII
e di IBCC e’ disponibile a tutti gli abbonati premium.

Indipendenza e Trasparenza sono marchi di fabbrica
qui a Finanza World.

Fin dal 1999.

Ma perche’ vi ho illustrato tutti questi
dati quando la domanda era: dove vanno le Borse?

Perche’ la risposta e’ semplice ed e’ contenuta
nei risultati di Finanza World e dei suoi servizi
premium: dove vanno gli indici di Borsa non ce
ne importa un accidente. A noi investitori interessa
dove vanno i nostri soldi.

E i nostri soldi devono andare dove vengono
trattati meglio. E devono essere sempre gestiti
da noi stessi. Con Metodo, pazienza e Maratona.

Esattamente quello che abbiamo fatto a Fw in questi anni.”

-Francesco C. (da un mio post sul BlogCarla’ di
qualche giorno fa)

Ecco i risultati di Fw Totali e quelli di questo
Difficilissimo 2011 …

-Maratona Globale
IBCC (Wall Street dal gen 2004): Noi+142%, Indice+19%
InvInt (Etf & Global dal gen 2005): Noi+30%, Indice-1%
IBII (Piazza Affari dal gen 2006): Noi+35%, Indice-56%
Obb. (Obbligazioni Ita&Euro dal gen 2007): Noi+30%, Indice+20%
FCS (Wall Street Growth dal gen 2011): Noi+2%, Indice-2%
IBIE (Europa dal gen 2011): Noi+1%, Indice-23%

-Maratona 2011 (dati in tempo reale)
IBCC: Noi-1,8%, Indice-3,6%
InvInt: Noi-15%, Indice-2% (unico servizio dove nel 2011
perdiamo sugli indici e per una specifica scelta strategica
che si sta rivelando esatta. Gli abbonati Premium lo sanno
bene.)
IBII: Noi-2%, Indice-28%
FCS: Noi+2,2%, Indice-4,1%
IBIE: Noi-2%, Indice-27%

Far meglio di cosi’ nel 2011, senza usare sistemi che
a Fw non piacciono, era molto molto difficile … Tra l’altro
se la liquidita’ e’ stata usata bene e il mio Metodo applicato
con attenzione, i dati sono nella sostanza ancora migliori.

Ultima cosa importantissima: dollaro/euro nel 2011: +3,5%.

Un caro saluto,
Vs. Francesco Carla’

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66 Commenti su “Dove vanno le Borse Globali?”

  1. Francesco Carlà:

    … Tutti

    ‎… Apertura di Borsa in Calo e Spread di nuovo in Ascesa … Sono gli Auguri di Natale dei Mercati al Governo Italiano? …

    Prima o poi dovranno Arrendersi all’unica Ricetta possibile per uscire dalla crisi Italiana …

  2. Giuseppe Daleo:

    ……Ma quando sarà?….
    ……E, questa ricetta, la conoscono?….

  3. Mauro Gargaglione:

    Io non so se la ricetta la conoscono però vedo la ricetta che hanno applicato. Permettetemi un cut & paste di alcune considerazioni trovate sulla rete che non sarei stato capace di scrivere meglio.

    (…) L’esecutivo presieduto da Mario Monti è stato il primo in Europa a prevedere una garanzia pubblica, fino al prossimo giugno, per le obbligazioni bancarie e altre passività degli istituti di credito. La norma avrà diversi effetti benefici per le banche, le quali potranno così dare alla Bce come collaterale i bond garantiti dallo Stato in cambio dei prestiti dell’Istituto centrale di Francoforte; inoltre, con la garanzia sarà più facile attingere al mercato dei prestiti interbancari.

    Il maggior ricorso alla moneta elettronica, al posto del contante, era da tempo invocata dall’Abi, l’associazione delle banche, che stima in complessivi 10 miliardi i costi in meno per le banche derivanti dal minor ricorso al contante. Non solo. Nell’aumento dell’imposta di bollo per i conti correnti c’è un dettaglio che ha soddisfatto le banche: l’imposta è estesa anche ai conti postali, che prima erano esenti.

    Ma le buone notizie per le banche non si limitano solo ai provvedimenti presi a Palazzo Chigi.
    Anche all’Eurotower, regno dell’altro Mario (Draghi), ci si è prodigati a favore del settore. La Bce si è infatti impegnata a offrire alle banche linee di liquidità per 36 mesi all’1%; la prima asta si terrà domani. Questi finanziamenti devono essere garantiti da collaterale, ma la Bce accetta tutti i titoli sovrani (non solo italiani, ma anche greci e irlandesi) e perfino mutui. Grazie a queste linee di credito, le banche hanno i profitti pressoché assicurati: possono prendere a prestito per tre anni dalla Bce all’1% e investire in titoli di stato italiani con la stessa durata al 6%, titoli che poi danno in garanzia alla Bce. Insomma, possono guadagnare il 5% senza assumersi alcun rischio.

    Ma non finisce qui: gli istituti di credito possono ottenere liquidità anche dalle loro banche nazionali offrendo a garanzia quei prestiti iscritti nel loro bilancio che non sono accettati nelle operazioni con Francoforte. Quanto possano essere valide queste garanzie lo lascio giudicare a voi.

    La scusa con la quale vengono giustificati questi provvedimenti è il potenziamento della liquidità bancaria per sostenere gli Stati ed il credito alle imprese. Nella realtà la stretta creditizia delle banche è già in atto, ed il famigerato credit crunch è una prospettiva assolutamente realistica per il 2012.

    Niente di nuovo rispetto allo schema già visto negli Usa all’indomani del mega salvataggio messo in campo da Paulson: ad oggi si parla di 7.000 miliardi di dollari (contro i 700 annunciati ufficialmente) letteralmente regalati alle banche. Senza che esse rinunciassero al moral hazard che le aveva portate al collasso.

  4. Paolo:

    epperò…

    se prendono all’1% senza limiti e investono al 6% senza limiti… di fatto succede che:
    - la BCE è prestatore di ultima istanza senza doverlo dire
    - sul prestito definitivo ci fanno la cresta le banche
    però credo che sottobanco abbiano già concordato quanto le banche devono offrire in asta…

    i tedeschi lo sanno ? (eufemismo)

  5. f.l.:

    qualcuno si è accorto di questa chicca ?

    in Italia, ISVAP ( ente di vigilanza sulle assicurazioni) ha emanato con grandissima difficoltà (due anni di iter)bun regolamento che prevedeva il divieto d l 2013 per le banche di essere allo stesso tempo beneficiari e intermediari delle polizze a garanzia del fiinanziamento erogato( mutui, cessione del quinto ecc).
    Tenuto che è stato ampiamente verificato che le provvigioni in tale settore arrivano fino a 80% OTTANTA! del premio pagato, il sistema bancario incassa circa 2 miliardi di euro di provvigioni all’anno.

    Il governo ha fatto decadere tale provvedimento precisando che il comportamento è da ritenersi semplicemente” commercialmente scorretto” Ecco la vera tutela del consumatore firmata da un ex commissario alla concorrenza e da un ex presidente dell’ANTITRUST.

    Quando accedete un finanziamento ricordatelo , così potrete esclamare che scorretti!!….. però lo spread è calato.

  6. Aldo Del Favero:

    I tagli e manovre per la crescita del governo Monti.(dal sole 24 ore)

    Il 2012 per la scuola sarà l’anno dei concorsi. Parola del ministro Profumo.

    Il 2012 per la scuola sarà l’anno dei concorsi. Lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, parlando a margine dell’inaugurazione di una nuova palazzina all’interno del Campus Universitario di Savona. «Credo che la scuola, che è il fondamento della crescita di un Paese, debba avere un’attenzione diversa rispetto a quella che c’è stata fino ad oggi», ha detto il titolare di viale Trastevere.

    Nella scuola i concorsi sono fermi dal 1999 e secondo il ministro «è ormai tempo» di varare entro il 2012 un maxi concorso, al quale potrebbero essere interessate «trecentomila persone», dalle scuole elementari, alle medie, alle superiori per 12.500 posti. Ogni anno nella scuola italiana vanno in pensione circa 25mila docenti. «La metà verrano coperte attraverso le graduatorie permanenti fino all’esaurimento del precariato storico, mentre l’altra metà – ha aggiunto ancora Profumo – verranno assorbite attraverso il concorso. In questo modo i giovani che non sono nelle graduatorie, ma si sono formati per fare gli insegnanti, potranno farlo».

    E poi altro articolo:

    Napolitano: abbiamo individuato i passi necessari per uscire dalla crisi. Serve una rinnovata fiducia, l’Italia ce la farà.

    …se i passi sono come quelli visti fino adesso, stiamo freschi…

    Leggevo poi i commenti dei lettori: mi sembra che la gente si stia un pò incxxxxndo (anche con Napolitano)…di fronte all’ennesima presa per il didietro…

  7. Francesco Carlà:

    … Tutti

    Le banche salgono anche oggi. Sono loro le maggiori beneficiarie delle operazioni Europee e Italiane.

    Basteranno a farle crescere regolarmente nei prossimi mesi ed anni anche in Borsa?

  8. Paolo:

    non ci sono pasti gratis… però (detto a pane e salame) se per 36 mesi:

    - le banche prendono i btp e li danno come collaterale alla BCE
    - la bce da indietro liquido all’1%
    - la banche comprano i BTP al 5% (qualcosa dovranno mollare con tale richiesta, eppoi si sono accordati imho))

    succede che i BTP in tanto temuta scadenza li sottoscrive la BCE per tramite delle banche che ci lucrano sopra per sanare i bilanci. In 3 anni si accumula il 15-20% di cedole e si sistemano tante cose…

    Per forza che le aste non vanno deserte.

    I tedeschi lo sanno eccome, ma 1) devono salvare la faccia 2) sperano di rieuscire a sterilizzare la massa creata 3) ne hanno bisogno anche loro…le verginelle 4) i grandi debiti, anche i quelli tedeschi, si diluiscono con l’inflazione.

    Ah già!! chi paga?
    paga chi ha l’irpef al 27 , 33 , 43 ed addizionali varie e chi guadagna 1000 euro/m sia con l’inflazione al 2 sia con l’inflazione al 5, 6 o anche al 10 se gli scappa di mano il fuocherello… a ‘sti cornuti(chiedo venia)

  9. Francesco Carlà:

    … Paolo

    Esattamente lo schema previsto da Fw nel 2008 e seguenti …

  10. Francesco Carlà:

    … Tutti

    Intanto gli spagnoli vanno molto meglio degli italiani … Perche’?

  11. Mauro Gargaglione:

    C’è un nuovo premier, eletto e non imposto, che per prima cosa ha cominciato a segare la spesa pubblica e non aumentare le tasse.

  12. Francesco Carlà:

    … Gargaglione & Tutti

    Il masochismo italico sta davvero rasentando il ridicolo …

  13. Diego Bernardi:

    perchè hanno fatta una manovra più seria della nostra?

  14. Diego Bernardi:

    oppure perchè domani c’è l’asta BCE?

  15. Mauro Gargaglione:

    Giuliano Zulin – Libero News

    I tecnici non servono. Contano le idee. Non ci credete? Andate in Spagna e scoprirete che Mariano Rajoy, il leader del Partito Popular che ha ottenuto la maggioranza assoluta alle ultime elezioni anticipate, ha in mente una manovra «lacrime e sangue» ma senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Anzi, tagliando le tasse e snellendo la burocrazia. Insomma, quello che avrebbe dovuto fare il governo Monti.

    Leggete che programma moderno e veramente europeista sta per mettere in pratica il successore di Luis Zapatero: 1) scure sulla spesa pubblica, 2) abolizione dei prepensionamenti, 3) riforma dell’amministrazione statale e regionale per evitare costosi doppioni e sovrapposizioni, 4) congelamento del turn over per gli statali, 5) grande riformulazione del mercato del lavoro. E questi sono i tagli, che dovrebbero aggirarsi intorno ai 16,5 miliardi se il deficit a fine anno si fermerà al 6% del Pil. Ma appunto, essendo il rapporto deficit/Pil basato sulla spesa pubblica e la crescita economica, Rajoy ha deciso di non affossare la già debole economia iberica, che vanta un 23% di disoccupazione. E dunque il premier – nel super consiglio dei ministri che si terrà il 30 dicembre – ha escluso un aumento delle imposte, introducendo invece incentivi per 3mila euro alle imprese che assumeranno giovani al primo impiego. Non solo: ha promesso sgravi e agevolazioni per le piccole e medie imprese. In particolare Pmi e professionisti potranno non pagare l’Iva se non a compimento della fattura. Per la casa, poi, i popolari mettono in cantiere nuovi aiuti, con la diminuzione dell’imposta sul valore aggiunto sull’acquisto degli immobili, rinnovando così le agevolazioni di Zapatero.

    Altri due capitoli sono le pensioni e il credito. I problemi spagnoli sono simili a quelli italiani, però a Madrid hanno deciso – senza pianti pubblici – di innalzare l’età pensionabile a 67 anni ma di non rinunciare all’indicizzazione al costo della vita (2,9%) degli assegni previdenziali. A scanso di equivoci, saranno inoltre eliminati i sussidi di disoccupazione durante gli ultimi anni di lavoro, un «mezzo troppo spesso usato come pensionamento anticipato», ha sottolineato l’erede di Aznar. Dicevamo degli istituti di credito: pronta una seconda ondata di fusioni tra banche e casse di risparmio (dopo la prima voluta da Zapatero), cui seguirà, ha spiegato Rajoy, una necessaria seconda ondata di prestiti statali per la ristrutturazione dei nuovi istituti che nasceranno.

    Ecco, la manovrona di Madrd dimostra che i tecnici sono solo una scusa: le tasse creano recessione, non crescita. E con la contrazione del Pil la crisi non leva le tende e soprattutto lo spread – dettato dai mercati – non scende. Per questo gli investitori credono a Rajoy, tant’è che l’Ibex è stato l’unico in Europa a chiudere in positivo (+0,65 per cento) e il differenziale fra titoli spagnoli con quelli tedeschi è sceso intorno a 327 punti base. Mentre noi siamo a quota 462. Ormai il vero spread da vedere non è quello fra Btp e Bund, ma fra Btp e Bonos: e noi siamo già sotto di 130 punti.

  16. Francesco Carlà:

    … Paolo, Gargaglione, Bernardi …

    Qual e’ la parte piu’ Seria della Manovra Spagnola rispetto a quella Italiana?

  17. Francesco Carlà:

    … Tutti

    Eccovi un esempio, uno fra i tantissimi, del Tafazzismo italico, da Repubblica che ne e’ spesso sponsor:

    -Il calo di vendita delle supercar? Non fa più notizia: sono anni che Ferrari, Lamborghini e soci campano solo grazie alla spinta dei Paesi emergenti, all’Asia, alla Cina e a tutti i miliardari che vivono negli angoli più disparati del mondo. Il problema, ora, è un altro e ben più grave: il loro mercato – almeno in Italia – è di fatto morto. Per capire il discorso basta guardare i prezzi dei modelli più blasonati in vendita sui siti specializzati: le Scaglietti a 60 mila euro, le 550 Maranello a 30, le nuovissime 599 a 100 mila. Le stesse Lamborghini Murcielago sono crollate a 80 mila euro, per non parlare delle Porsche…

    Ma se queste quotazioni tutto sommato possono sembrare ancora elevate ai non addetti ai lavori, va detto che sono esattamente la metà di quelle che erano fino al mese scorso. E non è detto che la discesa sia finita perché in prospettiva le cose si mettono davvero male per macchine del genere. Tutto congiura infatti contro questo settore – che lo ricordiamo – per noi italiani è un punto di eccellenza mondiale: abbiamo noi, in Emila Romagna, la Silicon Valley delle GT.

    Più che i controlli fiscali, le difficoltà del momento e la crisi generale infatti Ferrari, Lamborghini e soci sono stritolate da due elementi: il prezzo della benzina e – soprattutto – il superbollo. Fare 3/4 km litro con una benzina a oltre 1,7 euro al litro significa prosciugare in tempo record pieni da 200 euro. E, soprattutto, pagare in bollo cifre astronomiche. Qualche esempio: una Ferrari 599 usata ha quotazioni variabili dai 100 mila euro per i primi esemplari del 2006 ai 160 mila per quelli del 2010. Ecco una macchina del genere paga – prima di arrivare alla fatidica soglia dei venti anni (che la identifica come “d’interesse storico” e la esenta dal pagamento del bollo) circa 60 mila euro di bollo durante tutta la sua vita. E parliamo di una vettura usata ancora in produzione, ma questi effetti diventano poi devastanti su modelli più vecchi come le 550 Maranello, le 456 o le Murcielago.

    “Fra indotto e occupazione diretta il mondo delle supercar dà lavoro a 80 mila persone – spiega Pavan Bernacchi, presidente della Federauto, associazione concessionari – e questa tassazione rischia di mettere in ginocchio il settore”. L’argomento è delicato perché è ovvio che chi ha di più deve pagare di più. Ma una Ferrari non è certo un elicottero o un aereo privato (come sentenzia il decreto “Salva Italia”).

    Per capire il discorso basti dire che la sola Bmw per le sue supercar compra in Italia componentistica per 1,2 miliardi. Componentistica che nel 2012 non comprerà di certo ai livelli del 2011…

    Forse sarebbe stato forse meno ipocrita fare una legge che vietasse espressamente la vendita di macchine del genere perché alla fine l’effetto è lo stesso: paralizzare il mercato, non solo quello dell’usato, ma anche quello del nuovo perché rende difficile per il dealer accettare in permuta una vettura di seconda mano (invendibile) in cambio di una nuova.

    Ma il pericolo vero, finale, è più sottile: come ci ha spiegato una volta Giugiaro, i cinesi e gli asiatici in genere comprano solo quello che compriamo noi europei. Cercano di individuare qual è il nostro status symbol e poi lo vogliono anche loro, anche se questo dista anni luce dai loro gusti personali. Così alla fine invece di girare su limousine con merletti ai vetri viaggiano su supercar. Ma se dovessero scoprire che da noi Ferrari e Porsche non le vuole più nessuno…

  18. Francesco Carlà:

    … Tutti

    Liberate gli Animal Spirits, il tempo e’ quasi scaduto …

  19. ANGELINO FAGGIONATO:

    3) riforma dell’amministrazione statale e regionale per evitare costosi doppioni e sovrapposizioni

  20. Riccardo Marsetti:

    Scusate l’ot, ma :
    L’asta spagnola, l’ultima dell’anno, chiude col botto. La Spagna ha collocato bond a tre e sei mesi per 5,64 miliardi di euro, con rendimenti nettamente più bassi, superando le previsioni di vendita (3,5-4,5 miliardi di euro). I tassi sono crollati rispetto al mese precedente sia per i bond a 3 mesi (rendimento medio a 1,735% dal 5,110%) sia per quelli a 6 mesi (2,435% contro 5,227% di novembre).

    Che cosa puo’ significare ????????

  21. ANGELINO FAGGIONATO:

    60.000 euro di bollo…non sanno nemmeno fare i conti giusti quelli di Repubblica !!

  22. Francesco Carlà:

    … Marsetti & Tutti

    Non sei affatto OT. Puo’ significare che la Ricetta spagnola assomiglia Molto di piu’ a quella Mia rispetto a quella di Monti … e il Mercato lo capisce subito e allontana le paure a breve da Madrid …

  23. Marco V:

    Si può pensare questo?

    I governi tecnici sono utilissimi alla “politica”…quindi se i mercati giudicavano male la politica al governo…

    Crisi dei debiti e simili, dei consumi, degli immobili e disoccupazione = meno entrate per il sistema economico e lo stato (pesantemente indebitato e con ingenti capitoli di uscite).

    Manovra del sistema economico-stato:
    a) diminuzione della spesa socio-sanitaria (scuola, salute, pensioni) blocco contratti, salari e turnover, licenziamenti;
    b) aumento delle tasse e contributi (iva, irpef, carburanti, imu, ici, bolli, ticket, contributi servizi scuola e sanità, previdenza, luce, gas, bollette, ecc.. ecc..).

    Abbiamo forse superato ai campionati mondiali la Svezia, come tassazione diretta e indiretta “Ufficiale”

    Campioni europei come salari pagati alla popolazione contro i salari e bonus pagati all’élite

    Vince il Banco-Stato = più fiducia verso di loro e per il futuro… siamo qui?:”Mors tua vita mea”…

    A quando la messa in pratica dei 5 punti della ricetta del prof. Carlà?

  24. Francesco Carlà:

    … Tutti

    Le news che arrivano dalle Aste spagnole di oggi (I tassi sono crollati rispetto al mese precedente sia per i bond a 3 mesi (rendimento medio a 1,735% dal 5,110%) sia per quelli a 6 mesi (2,435% contro 5,227% di novembre) Dimostrano, una volta di piu’, quello che anche un trader di seconda o terza categoria avrebbe gia’ capito da mesi:

    I politici italiani, tecnici o tradizionali, Buttano i soldi del Paese e dei compatrioti dalla finestra.

    Domanda sommessa: come faranno adesso a nascondere all’Opinione pubblica nazionale che la Ricetta Spagnola (meno spesa pubblica e meno tasse) Terrorizza i Mercati senza bisogno di sperare nell’elemosina tedesca?

  25. ANGELINO FAGGIONATO:

    Beh…sempre secondo quelli di Repubblica la nostra ricetta si chiama “Serpico” , e arriverà il primo Gennaio !

  26. Francesco Carlà:

    … Faggionato

    Io credo che invece si chiamera’, se non c’e’ un cambiamento rapidissimo, Recessione e Inflazione.

    I Fwiani sono comunque strategicamente posizionati, dal 2008.

  27. Francesco Carlà:

    … Tutti

    Le 5 Cose che consigliavo al Governo Monti. Dopo le news di oggi
    dalla Spagna che Voti gli mettete? …

    -Vorrei ricordare le 5 cose che consiglio al Governo:
    1 Fare presto: i Mercati non hanno pazienza;

    2 Fare bene: non e’ piu’ possibile sbagliare le misure ne’ bluffare oltre;

    3 Fare per la crescita: deprimere i nostri piccoli e medi
    imprenditori e i loro residui, generosi, Animal spirits, sarebbe
    disastroso;

    4 Fare per i risparmi: distinguere le spese improduttive e inutili
    (quando non dannose) da quelle fondamentali per il Sistema Italia;

    5 Fare contro il privilegio di casta e la concorrenza sleale,
    dovunque si annidi e comunque si manifesti.

  28. STEFANO:

    Prof
    C’e un mondo produttivo che ha voglia di fare ma e’ incaprettato (chiedo scusa ai sensibili..ma rende bene l’idea…) da questa situazione paradossale politico/economica… Il tempo e’ scaduto ed il rischio e’ di accorgersi di aver perso l’ultimo treno..
    Ormai la giostra dei compromessi non la ferma più nessuno in Italia e mentre il sindacato fa sciopero, ci si accorge che Monti e’ un tecnico/burocrate/similpoliticizzato.
    Tutti continuano a suonarsela e a cantarsela, ma questi andranno avanti con queste pseudo-riforme, più che da tecnici, da burocrati dell’ultima ora.
    Le ricette non sono molte, forse una/due al massimo che vanno comunque tutte dalla stessa parte.
    …quella che Lei indica da mesi…ma inattesa
    Non credo che un buon posizionamento possa comunque scansarci dal disastro che stanno creando..

  29. Francesco Carlà:

    … Stefano & Tutti

    Come Investitori CERTO che puo’! Come italiani no.

  30. Francesco Carlà:

    … Tutti

    A proposito: apertura SuperEcologica a Wall Street Oggi …

  31. STEFANO:

    Prof.
    Certo come italiani.. Ma noi lo siamo italiani…ancora
    Due answers..se puo’:
    su google quando potrà incidere in futuro l’ecologia sulle valutazioni;
    il $ ha ancora spazi di apprezzamento?

  32. Francesco Carlà:

    1 Non ho idea; 2 Quello che penso su questo tema e’ riservato agli abbonati Premium per ovvie ragioni … -.-

  33. ANGELINO FAGGIONATO:

    Certo Prof. concordo…poi il nome SERPICO…la fantasia non manca !!
    Ma ho paura che molti pensano veramente che la soluzione sta in queste misure…mi preoccupo ogni giorno sempre più .

    Come dicevi te, non come investitore ma come Italiano .

  34. Paolo:

    mezzo trilione… un’onda anomala -.-

    Dove va mezzo trilione di euro? questa la domanda delle cento pistole… io continuo a dire che dopo la Spagna… -.-

    e l’euro fa c…. quanto il dollaro ormai, ma la sua esistenza non è in dubbio …

  35. Francesco Carlà:

    … Paolo & Tutti

    Reuters
    “Forte richiesta di liquidità da parte delle banche al p/t a 36 mesi di questa mattina, il primo dei due annunciati dalla Bce, in cui sono stati allocati fondi per quasi 490 miliardi di euro a 523 soggetti(news).

    Si tratta di un risultato decisamente superiore alle attese: il sondaggio Reuters condotto a inizio settimana indicava una previsione media nell’ordine dei 250 miliardi, con stime comprese tra 50 e 450 miliardi, dunque comunquesotto l’effettivo importo collocato dalla Bce .

    “Le richieste sono imponenti, addirittura superiori a quelle del primo p/t a 12 mesi della Bce del giugno 2009, che aveva registrato richieste per 442 miliardi” spiega l’economistadi Ing Martin Van Vliet. “Tuttavia il minor numero di partecipanti – 523 contro 1.121 – suggerisce che le richieste sono attualmente meno sparse, e probabilmente più concentrate nel settore bancario della periferia della zona euro”.

    Atestimonianza del forte interesse riscosso dal finanziamento extra-lungo, il p/t trimestrale odierno della Bce ha visto un crollo delle richieste di fondi a meno di 30 miliardi di euro – con richieste da 72 banche – a fronte degli oltre 140,628miliardi in rientro dal finanziamento trimestrale di fine settembre.

    “È sicuramente un risultato che va al di là delle attese, anche quelle più sostenute, sicuramente è qualcosa di positivo, che dovrebbe dare respiro al settore bancario in ottica triennale, a vantaggio di tutto il mercato” commenta il tesoriere di una delle maggiori banche italiane.

    “523 banche che hanno chiesto fondi è comunque un numero molto consistente” ricorda il tesoriere che – al termine di tutte le operazionidi finanziamento di questa settimana – stima ora un eccesso di liquidità nel sistema monetario europeo di circa 600 miliardi.

    Oggi, inoltre, la Bce ha assegnato circa 33 miliardi di dollari nel finanziamento in valuta Usa, questa settimana a 14 giorni, sui 5,122 miliardi di dollari in scadenza.”

  36. Francesco Carlà:

    … Quattordici banche italiane hanno emesso bond con la garanzia dello Stato per un totale di 40 miliardi di euro e ottenuto l’ammissione alla quotazione al Mot (Mercato telematico delle obbligazioni), in vista dell’asta Bce di mercoledì mattina. Le obbligazioni garantite dallo Stato, secondo quanto previsto dalla manovra, sono state utilizzate come collaterale per ottenere i finanziamenti dalla Banca centrale europea. Intesa Sanpaolo ha emesso un’obbligazione per 12 miliardi, Mps per 10 miliardi, Unicredit per 7,5 miliardi, Banco Popolare per 3 miliardi, Popolare Vicenza per 1,5 miliardi, Carige per 1,3 miliardi, Dexia Crediop per 1,05 miliardi, Popolare Sondrio per 1 miliardo, Credem per 800 milioni, Bper per 750 milioni, Icrrea Bancaimpresa per 650 milioni, Creval per 500 milioni, Iccrea per 290 milioni, Banca Etruria per 100 milioni.”

  37. f.l.:

    E’ come stampare moneta ? (in modo meno evidente e trasparente).
    Sbaglio?

  38. Francesco Carlà:

    … FI & Tutti

    Visto che anche qui ci siamo arrivati? Le banche sono imprese “diverse” come i maiali della Fattoria degli animali di Orwell …

  39. Francesco Carlà:

    … « Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. »

    Gli animali della Fattoria Padronale (Manor Farm in lingua originale), maltrattati e sfruttati dal loro padrone, Mr. Jones, vengono a conoscenza del sogno di un vecchio e saggio verro della fattoria, chiamato Vecchio Maggiore e rispettato da tutti. In questo sogno, gli animali sono liberi dal giogo dell’uomo, i soli artefici del proprio destino. Infatti Vecchio Maggiore, oltre a riferire il suo sogno, fa notare a tutti gli animali della fattoria come il loro unico nemico sia l’uomo, l’unico animale che consumi senza produrre, arrivando a formulare questa massima: «Tutto ciò che ha quattro gambe o ali è buono, tutto ciò che ha due gambe è cattivo», sintetizzato dalle pecore in «Quattro gambe buono, due gambe cattivo». Per concludere il suo insegnamento, Vecchio Maggiore insegna agli altri animali un canto che aveva appreso da piccolo e che profetizzava la liberazione degli animali in un tempo futuro.
    Il signor Jones, diventato ormai un alcolista, trascura sempre più la fattoria fino a quando un giorno agli animali non viene data la razione di cibo e le mucche non vengono munte; non resistendo più, gli animali sfondano i recinti per andare a cibarsi da soli, mentre Jones e gli altri uomini si scagliano contro di loro. Spontaneamente, gli animali iniziano a combattere contro gli umani e riescono a cacciare questi dalla fattoria, che diventa di loro esclusiva proprietà ed è ribattezzata “Fattoria degli animali” (“Animal Farm” in lingua originale).
    Ben presto, tuttavia, emerge tra loro una nuova classe di burocrati sfruttatori, formata dai maiali, gli stessi che avevano incitato il “popolo” a ribellarsi dall’oppressore. Essi, con la loro astuzia, il loro egoismo e la loro cupidigia si impongono in modo prepotente e tirannico sugli altri animali più ingenui e semplici.
    Tra questi i più potenti sono Napoleon (o Napoleone in alcune traduzioni[2]) e Palla di Neve, i quali aspirano a concentrare tutto il potere nelle loro mani.
    Napoleon si circonda di un gruppo di cani come sue milizie personali. Essi scacciano Palla di Neve e uccidono chi non si mostra d’accordo con le idee del capo.
    Il dittatore, furbescamente, fa ricadere tutte le colpe sull’esiliato Palla di Neve e attribuisce a sé tutti i meriti, come ad esempio il progetto di costruzione del mulino, che poi fallisce miseramente. Anche in questo caso il crollo dell’edificio viene fatto passare come un atto terrorista di Palla di Neve. Napoleon tradisce anche i suoi sostenitori come Gondrano (o Boxer in alcune traduzioni e nell’originale[2]), il cavallo, che conduce al macello quando non è più utile ai suoi progetti.
    Gli ideali di uguaglianza e fraternità proclamati al tempo della rivoluzione sono traditi da un unico comandamento che si sostituisce agli altri sette: «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri».
    La frase che conclude il racconto («…le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due») è un modo ironico di Orwell per sottolineare l’utopia del comunismo: nessun uomo riuscirà mai a debellare il desiderio di potere.

  40. Paolo:

    Proff… un grande post, per un grandissimo racconto di un grandissimo pensatore…

    giuro che è fisso sul mio comodino… l’ho letto troppe volte ormai ma lo tengo lì lo stesso.

  41. Francesco Carlà:

    … Paolo & Tutti

    … e non era facile avere quelle idee li’ dopo la Seconda guerra mondiale …
    Ma io sul comodino tengo Tex Willer & Adam Smith … sorriso

  42. Francesco Carlà:

    E Corto Maltese …

  43. Paolo:

    Ah se per questo tex willer è giusto una stanza più in là… e c’è pure il grande Zagor Tenay… Lo spirito con la scure!
    anni ’60, i figli del baby boom, il meglio del millennio senza se e senza ma … sorriso anche io …

  44. Marco V:

    idem, letto da 11 anni

    Teoria e prassi del collettivismo oligarchico

    …il potere umanizza l’uomo…

  45. Rossano Allevi:

    Meglio Tex o Texone ?

  46. Marco V:

    Parlando alla Tex…
    …stanno finendo le cartucce da sparare ai mercati?

  47. Marco V:

    @ Paolo,
    Pranzo dei partiti, Berlusconi-Monti. Alfano e Bersani, casini….

    chi paga i conti passati e futuri… questi hanno una gran fame…

  48. Rossano Allevi:

    Prof., come mai E ed A cos’ colpite ?

  49. Francesco Carlà:

    … Allevi

    Niente di speciale: solidarieta’ di genere con Oracle … vedremo.

  50. Giuseppe Daleo:

    Anche il colosso I oggi ha qualche problema…..

  51. Francesco Carlà:

    Per la stessa ragione di cui sopra. …

  52. Franco:

    @Gargaglione e tutti
    programma spagnolo di cui al post del 20 dic alle 13:
    1) scure sulla spesa pubblica: sono certo che vi sono sperperi e ruberie, ma se vogliamo evitare di gettare via il bambino con l’acqua sporca, non dobbiamo parlare di scure sulla spesa (che può andar bene in una fase di curatela fallimentare come questa), ma scure sugli sprechi. In tal caso o si prendono le iniziative quando è il momento (vedi ad esempio i 750 milioni circa gettati via alla Maddalena da Berlusconi e soci, o la ultradecennale lotta ai non reati come quelli da assunzione di droghe), o si scade nell’indefinitezza

    2) abolizione dei prepensionamenti: se in generale parliamo di pensioni di anzianità, possiamo ricordare che si tratta di una proposta/lotta referendaria dei Radicali negli anni ’90, quando sarebbe stato possibile utilizzare i proventi di una iniziativa del genere. Oggi sembrerebbe fatta da Fornero-Monti. Gliene possiamo dare atto? Sennò non si riconosce mai il merito di chi fa.

    3) riforma dell’amministrazione statale e regionale per evitare costosi doppioni e sovrapposizioni: come al solito è difficile essere in disaccordo, se detta così. Mi occupo di sanità, e so che negli assessorati alla sanità delle Regioni operano un numero di persone assolutamente sottodimensionati rispetto alle necessità. Per fare un esempio in una Regione del sud sono circa una cinquantina rispetto ai 3000 dipendenti, e questi piccoli numeri si ripropongono in molte altre Regioni. Come può l’amministrazione regionale offrire la garanzia di una gestione adeguata di una competenza per le quali la medesima spende circa l’80% del suo bilancio? peraltro negli assessorati sanitari di tutte le Regioni è previsto che vi sia solo personale con qualificazione amministrativo, e non è prevista (dai regolamenti) la presenza nei ruoli di personale con qualifica sanitaria; quelli presenti oggi sono il frutto di arrangiamenti smozzicati. E quante volte un don verzè qualsiasi si sarà infinocchiato e potrà ancora girarsi attorno al dito il povero ragioniere di turno? Quale garanzia di competenza di governo e di vigilanza si può avere senza personale adeguato? Tagliamo anche quel poco personale sopravvissuto? Bene: prepariamoci ad ulteriore malasanità (finanziaria e sostanziale). E lo stesso penso che si possa dire del personale addetto ai controlli fiscali (di cui però non esperienza diretta).
    Non parlo del Ministero della salute perché so di essere di parte. Ma anche per esso è fondamentale la capacità di esercitare un ruolo di governo, di indirizzo, e di vigilanza in grado di garantire efficienza al sistema sanitario: con quale personale? Attenzione, perché quello che serve oggi è una capacità di risparmio UNITA alla capacità di distinguere

    4) congelamento del turn over per gli statali: mi risulta che in Italia sia in vigore da anni; non voglio citare commi e articoli, mi rifaccio alle osservazioni riportate al punto precedente

    5) grande riformulazione del mercato del lavoro: i radicali hanno fatto iniziative referendarie negli anni ‘90, avendo chiare le conseguenze di alcuni “dettagli” dell’organizzazione del nostro mercato del lavoro. Sono state fatte fuori dai liberali di forza italia, con la tecnica degli obiettivi generici in cui ognuno credeva di vederci quello che voleva.

    Tutto ciò per dire che modestamente ritengo che il problema sta innanzitutto nell’allocazione della spesa pubblica e nella sua qualità.
    Ma gli obiettivi espressi in modo generico finiscono con il fiancheggiare la guerra alle istituzioni repubblicane che si sta conducendo da alcuni anni (parlamento fannullone, ministeri fannulloni, regioni fannullone, comuni, prefetture, UE ecc. ecc. ecc.) da parte di chi vuole sfuggire alla maggiore efficienza che queste ultime hanno effettivamente – a mio avviso – sviluppato da diversi anni a questa parte.

  53. Mauro Gargaglione:

    Monti retromarcia sulle liberalizazioni.
    Fornero: mai avuto in mente di toccare l’art. 18!

    Cuori di leone!

  54. Marco V:

    Mauro Gargaglione,
    hanno fatto il lavoro sporco (e forse obbiettivi che nemmeno lontanamente pensavano di raggiungere), ora possono andare a pranzo tutti insieme

  55. Francesco Carlà:

    … Franco, Gargaglione, Marco V

    Ci sono molti spunti ragionevoli e interessanti nei vostri commenti, grazie.

  56. Francesco Carlà:

    … Tutti

    ‎… Milano Apre Bene: le Banche sono Salve per 3 anni? …

  57. STEFANO:

    Prof.
    Se cosi’ fosse, specularmente e per speculazione, potrebbero raddoppiare i loro valori da qui a 12/24 mesi…o no?

  58. Paolo:

    Proff… e chi lo sapesse…

    leggevo ieri che ci sarebbe un imposizione BCE ed EU a che le banche non usino il QE per finanziare i debiti sovrani per, al contrario, fornire le imprese e le famiglie di liquido onde evitare un ipotizzato credit crunch.
    IL rispetto di detta imposizione fa una differenza sul macro abissale … è vera l’imposizione? e come si dovrebbe/porebbe tenere controllato il comportamento dei banchieri?

  59. ANGELINO FAGGIONATO:

    Bene…direi che per quest’anno è tutto.

    Grazie a tutti i “ragazzi” del Blog, Prof. e Staff FW in primis , per i bellissimi interventi/proposte/discussioni su questa indimenticabile stagione economica/politica .

    Auguro un sereno Natale a tutti .

    Ciao !!

    Angelino

  60. Francesco Carlà:

    … Faggionato & Tutti

    Tanti Auguri a tutti i Fwiani dal Vostro Francesco Carla’.

  61. Paolo:

    Tanta serenità e salute a tutti. Ricordandoci anche di coloro che non hanno problemi di Borsa bensì di borsa… quella della spesa.
    Un sorriso.

  62. Mauro Gargaglione:

    Auguri di Buone Feste e Libertà.

  63. Marco V:

    Auguri a tutti!

    “Dopo un tempo di declino viene il punto di svolta.
    La luce intensa che era stata scacciata ritorna.
    C’è movimento, ma non è determinato per violenza…
    Il movimento è naturale, sorge spontaneamente.
    Perciò la trasformazione di ciò che è invecchiato
    diventa facile. Il vecchio viene rifiutato e ad esso
    subentra il nuovo. Entrambe le misure sono in
    accordo col tempo; perciò non ne risulta alcun danno.”
    (Il punto di svolta. Scienza, società e cultura emergente)

  64. Francesco Carlà:

    … Lancio un’idea: facciamo Auspici per il 2012 … Tutti quelli che volete, non c’e’ limite … Comincio io:

    Auspicio Carla’ 1: tasse differenziate su dividendi e capital gains per gli Investitori Maratoneti (piu’ basse) e per i Traders Speculatori Centometristi (molto piu’ alte, almeno uguali a quelle sul reddito delle persone fisiche).

  65. STEFANO:

    prof.
    è la più bella idea per il 2012!!

  66. Nicola Bussolati:

    Quoto la tassazione della finanza barbara va poi trovato un correttivo per l’impresa barbara vedi sfruttamento dei popoli più deboli per produzioni inutili o dannose (biocarburanti che hanno un bilancio CO2 negativo vedi mais in Africa e olio di palma nel Borneo). Quindi libertà ma vigilata….
    Marco V.
    L’esagramma 24 dell’I-King citato da Fritjof Capra è correlato al solstizio d’inverno speriamo bene.

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