Chiuso per siccita’


Ci mancherebbe solo questa.

 

In Italia, come si legge bene anche in altro post anzi in altri post, abbiamo gia’ un bel mucchietto di problemi, di veti e controveti, e fra poco ci sara’ la guerra per la Tav, decisamente in pochi sentivano la mancanza della siccita’.

 

E invece pare che potrebbe perfino rendere indispensabile la chiusura, si spera temporanea, delle fabbriche.

 

Di quelle che ci sono rimaste dopo la delocalizzazione massiccia in Asia ed Est Europa…

 

 

 

www.corriere.it
Gabriele Dossena

Chiuso per siccità. Questo lo scenario che si prefigura per le imprese italiane a causa della crisi idrica. Uno scenario quasi imminente: entro l’estate, ormai alle porte. A lanciare l’allarme è il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo: «Ogni estate c’è un problema, ogni estate si corre ai ripari, quando ormai il danno è fatto, con delle toppe che non risolvono il problema di fondo e strutturale».
Da Berlino, in occasione della conferenza con i presidenti delle associazioni industriali degli altri Paesi del G8, Montezemolo non risparmia critiche nei confronti del governo: «È un problema che coinvolge investimenti e denaro, ma non viene mai risolto perché magari i risultati si vedono tra diversi anni, e ci sono sempre le elezioni dietro l’angolo, per cui bisogna sempre pensare al contingente e mai al futuro».
«NESSUNA PROGRAMMAZIONE» — Il numero uno degli industriali punta il dito sull’incapacità di programmare interventi infrastrutturali. E a questo proposito ha pure sottolineato come in Italia «solo il 4% del Pil sia destinato agli investimenti pubblici in infrastrutture, a fronte di una spesa pubblica complessiva che ha raggiunto il livello record del 50,5% del Pil».
«Da tanti, troppi anni non si è in grado di pianificare investimenti in settori basilari a controllo pubblico, come per esempio la rete idrica, con il rischio di dover fermare le fabbriche questa estate - ha poi aggiunto - . C’è un’incapacità patologica di procedere con interventi strutturali che superino il contingente. Tutto ciò accade mentre gli altri governi europei, a cominciare dalla Germania, stanno imboccando con rinnovato vigore e lungimiranza la strada della crescita e delle riforme, investendo in ricerca, infrastrutture, education e diminuendo la tassazione sulle imprese».
VERSO LO STATO D’EMERGENZA — In attesa del prossimo Consiglio dei ministri, che il 4 maggio dovrebbe dichiarare lo stato d’emergenza, la discussione sulla crisi idrica ha scatenato un dibattito a più voci e interventi spesso in conflitto tra loro. Al ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che insiste sulla necessità di adottare provvedimenti analoghi a quelli presi per l’energia, che incentivino l’uso efficiente della risorsa idrica e il suo riuso nei processi industriali e di depurazione, replica il responsabile dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, con la definizione di un piano anticrisi in quattro interventi per assicurare le forniture di energia elettrica: aumento di 1.000 megawatt della potenza interrompibile, dando al tempo stesso la certezza sulla disponibilità effettiva dei 3.100 megawatt già esistenti, con preavviso e in tempo reale, che riguarderà il sistema industriale; la prenotazione di 2.000 megawatt di capacità da fornitori esteri, oltre all’adozione di soluzioni temporanee idonee a garantire il funzionamento delle centrali elettriche che utilizzano le acque del Po anche in presenza di bassi livelli.
IL FANTASMA DEI BLACK OUT — Anche i tecnici di Terna, la società di distribuzione e dispacciamento dell’energia elettrica, hanno messo a punto un piano anti black out, in vista del possibile rischio di fermata o di consistente riduzione della capacità produttiva degli impianti termoelettrici che utilizzano l’acqua del Po e i suoi affluenti, rischio che andrebbe a sommarsi con un prevedibile picco della domanda in concomitanza con la progressiva entrata in funzione degli impianti di condizionamento. A farne le spese, con massicci distacchi di energia, saranno in primis le grandi aziende con consumi molto elevati, per poi arrivare ai distacchi programmati a livello nazionale che potrebbero colpire famiglie e piccole imprese.


18 Commenti su “Chiuso per siccita’”

  1. Rina Saggioro:

    Se lo stato italiano non fosse il barracone che è …..ma una comune inpresa dove chi non fà il suo dovere viene mandato a casa ,forse sarebbe tutta un’ altra cosa ……E SE QUESTA INPRESA FUNZIONASSE BENE SI POTREBBE QUOTARE IN BORSA ????.purtroppo nel nostro bel paese chi ci governa non pensa di mettere in condizioni di lavorare le inprese ….ma fa di tutto per continuare a tassale con continui cavilli burocratici …..adesso ci mancava anche il problema della siccità ….ma sti poveri imprenditori per mandare avanti le loro fabbriche non è che devono andare a chiedere un miracolo A QUALCHE SANTO……..

  2. Giuseppe Bravi:

    Il problema però non riguarda “solo” le imprese.. ma la nostra società nel suo complesso.
    Valutiamo bene cosa significhi… è di questi giorni la notizia che in Australia, causa anni di siccità, si debbano chiudere intere fattorie per anni…. decine di migliaia di animali morti…
    Non è assolutamente una passeggiata e soprattutto non è una passeggiata solo italiana…
    O ci si da da fare con logiche di ristrutturazione ambientale oppure non avremo più nulla su cui dibattere.

  3. Fabio Zulian:

    A me sembra che si spari il più possibile per ricevere in cambio non so che cosa.

    La mia domanda è:

    quali sono i VERI problemi da affrontare e RISOLVERE per l’Italia?

    Io dico politica energetica, rifacimento totale del sistema pubblico e fiscale italiano e politiche d’immigrazione e ordine pubblico.
    E 20 regioni a statuto speciale!

  4. Andrea Parmeggiani:

    @Fabio
    “quali sono i VERI problemi da affrontare e RISOLVERE per l’Italia?”

    Una classe dirigente capace solo di badare alle proprie tasche, ecco il vero problema. Nessuno che affronta i veri problemi. Ad esempio, il 33% di acqua potabile che se ne va nelle perdite della rete idrica italiana. E invece si pensa a spendere 50 mld di Euro nel traforo della Val di Susa, completamente inutile.

  5. Filippo Biscarini:

    È però innegabile che la spesa pubblica italiana è enormemente sbilanciata verso la spesa corrente, a svantaggio degli investimenti pubblci in infrastrutture, ricerca ed educazione che invece dovrebbero costituirne la massima parte.

    Ed è purtroppo anche vero che la nostra classe politica manca di lungimiranza, preferendo sempre guardare al brevissimo termine per ragioni elettorali. Quindi sì agli aumenti generalizzati, no alla riforma delle pensioni, sì a nuove province, ecc … e i soldi per l’innovazione ovviamente non ci sono (che pure garantirebbero un ritorno maggiore all’intero paese nel medio termine).

  6. Andrea Parmeggiani:

    @Filippo
    Ma ti sembra normale che comunque il budget a disposizione per gli investimenti venga fatto per opere faraoniche di poco interesse comune, invece che per fare interventi di risanamente che possano produrre benefici alla lunga?

    E’ come se tu avessi come casa una catapecchia dove ci piove dentro, i muri scrostati, e decidessi di investire 10000 Euro in un TV LCD 48′ con dolby surround…

  7. Federico:

    Concordo con Andrea,
    già nel 2003 dicevano che il 40% di acqua potabile si perde per strada ma cosa è stato fatto da allora?
    A cosa serve ad esempio il “ponte sullo stretto” quando ci sono paesi del sud Italia dove l’acqua arriva ancora con le cisterne?
    Ed il problema della spazzatura? (avete visto striscia la notizia)
    Siamo tutti a piangere invece di cercare di fare qualcosa realmente, (raccolta differenziata, evitare gli sprechi di acqua ecc.) Ok l’aiuto delle autorità ci vuole ma è dal basso che si parte per fare le cose perchè se si aspettano quelli in alto… una volta arrivati lì ci si dimentica dei reali problemi della gente.

  8. STEFANO:

    @PROF.
    Prof. cosa ne pensa della evoluzione faccenda Telecom/Pirelli?
    Riusciranno i ns. eroi a ricavare i fantomatici 3 euro per azione?
    Chi ci guadagna?
    I piccoli azionisti cosa ci perdono?
    ….e vero…. le domande sono troppe…
    sarebbe interessante conoscere il suo parere…

  9. ANGELINO FAGGIONATO:

    c’è invece chi di siccità vive…
    ACQUE POTABILI 25.07 +11.72%
    MEDITERRANEA ACQUE 5.65 +11.34%

  10. Rina Benedetti:

    Nel nostro Paese il concetto di prevenzione e’ totalmente ignorato e gli organi preposti si muovono solo DOPO: si e’ dovuti infatti arrivare ad un black out,perche’ all’AEM si decidessero ad adottare misure idonee per scongiurarne un altro,figuriamoci se qualcuno si preoccupa per la siccita’!Da anni si legge a tale proposito che sprecare l’acqua potabile per usi industriali e di irrigazione e’ un delitto,ma nessuno ha mai mosso un dito per modificare gli impianti e far usare l’acqua dei pozzi.In compenso si leggono fantasiose proposte ,per porre rimedio all’annunciata sciagura:lavarsi di meno,lavare meno la biancheria e ,dulcis in fundo,non azionare frequentemente l’acqua del bagno!

  11. Stefano Oriani:

    @Rina Benedetti
    Quest’ultima proposta l’ho sentita persino dal sindaco di Londra, che ha evidenziato come egli già usasse non azionare troppo lo sciacquone! Mah… Confermo che in queste condizioni l’uso di acqua potabile e purificata per usi agricoli e industriali è criminoso.
    Ma ci sono verità e risvolti che a volte non si conoscono: dopo tutto il lavoro fatto per captare l’acqua, purificarla, analizzarla, etc., ci sono acquedotti che l’acqua la buttano via! Ad esempio l’acquedotto della Campania Occidentale, scarica a mare circa il 50% dell’acqua disponibile perchè non riesce a venderla agli acquedotti locali, suoi clienti (come l’acquedotto di Napoli). Questo mi è stato detto insieme a tanto altro, alcuni giorni fa, da una fonte interna all’acquedotto che ovviamente preferisco non citare.
    Se quest’estate io, i miei concittadini campani, e magari qualche importante industria locale (se ne sono rimaste!) rimarremo senz’acqua sarà più per inefficienze della rete idrica e per le tubazioni troppo piccole di centri abitati nel frattempo cresciuti a dismisura.

  12. n.n.:

    Do credito a Cattaneo:

    secondo Cattaneo, amministratore delegato Terna, «le soluzioni ci sono, la questione è costantemente monitorata», lo scenario di rischio elettrico connesso con la siccità «è stato presentato già da febbraio,e il ministero dello Sviluppo economico si è attivato subito e stupisce che qualcuno scopra ora che esiste un problema. Stiamo lavorando in coordinamento con il ministero, la Protezione civile e tutte le parti»

    e per due ordini di motivi:

    1-siamo in un paese pieno di falle ma non tanto impreparati da farci cogliere alla sprovvista nelle emergenze,
    2-il problema non è solo italiano, dipende, a mio avviso, dalla rivoluzione climatica in atto, dal global warming, dall’effetto serra quindi sarà risolto a livello globale con adattamento alle singole realtà nazionali.

    Certo il rischio c’è. Ma l’individuazione di un problema prima che divenga fatto ineluttabile è già una mezza soluzione.

    E poi l’acqua potabile, beh… è un bel business. Non aggiungo altro.
    :-(

  13. Luciano Maria:

    @fabio
    Sono pienamente d’accordo con te. Aggiungo che un tal signor Montezemolo che oggi si bea dei risultati della sua azienda farebbe bene a ricordarsi le migliaia di miliardi che noi abbiamo pagato al Gruppo Fiat attraverso la cassa integrazione quando il mercato non “tirava” (o il management non sapeva stare al passo con la concorrenza?) e forse sarebbe normale restituire quel prestito. O si ritiene un grande imprenditore? Anch’io, se permettete, sarei capace di gestire un’azienda e farla fruttare: in caso di crisi o di incapacità di competere sul mercato invoco la cassa integrazione, poi quando il mercato tira, mi dico quanto sono bravo.
    Da ultimo vorrei ricordare che in tema di energia qualcuno tempo fa si proclamò contro il nucleare. Perciò oggi dobbiamo ringraziarlo se l’energia ci costa uno sproposito.
    Ma quando saremo capaci di mandare a casa i fannulloni e gli incapaci, per non dir di peggio?

  14. Giovanni Dell'Aquila:

    Ma quanto ci costa questa politica nel suo complesso???
    Quanto incide sul PIL?
    Quante energie (money) ci succhia?
    Le politiche sull’acqua,e l’energie non possono essere appannaggio
    di ogni governo,ma ci deve essere un comitato permanente che
    identifichi il problema,lo risolva e si ponga degli obiettivi,con scadenze serie e controlli e riscontri seri!!!
    Sono 40 anni che sentiamo parlare di dispersioni d’acqua!!!!

  15. Giorgio Catalano:

    Ciao a tutti,
    sono appena tornato, spero questa mia vi trovi bene.
    Perdonatemi, posto qui anche se non è pertinente.
    In questo mese trascorso in giro, ho voluto completamente dimenticare: indici, grafici, roe, peg ratio, earnings………..
    Ora probabilmente bisognerà di nuovo scendere nell’arena dei mercati.
    Prima però, volevo sottolineare il seguente passo di un libro di Terzani, giornalista over the top, che purtroppo non è più fra noi.

    “Ogni posto è una miniera. Basta lasciarsi andare. Darsi tempo, stare seduti ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato,…….. poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena conosciuta, e il posto più scialbo, più insignificante della terra, diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità davanti al quale ci si potrebbe fermare senza più bisogno di andare altrove.
    La miniera è esattamente là dove si è: basta scovare.”
    (Tiziano Terzani da “Un indovino mi disse”)

    Non giudicare ogni giorno per il raccolto, ma per i semi che pianti.
    “The world is a book, and those who do not travel read only one page.”

  16. Alberto Nicolis:

    invece di piangere sui politici e gli industriali che ci troviamo,
    e data la situazione delle acque,
    direi che i tempi sono maturi per investirci sopra
    con soddisfazione.

    il professore potrebbe trifolarci qualche bel nome;
    in attesa del prof. mi permetto di suggerirvi
    il Pictet fund water - LU0104884860

    nel 2005 e’ cresciuto del 26%
    nel 2006 e’ cresciuto del 23%

    dateci una occhiata su: http://www.morningstar.it/

  17. Stefano Oriani:

    @Luciano Maria
    Su Fiat… parole sante… una vecchia storia del Lingotto, quella di statalizzare le perdite e privatizzare gli utili… e Fiat non è sola, in questa politica è solo probabilmente l’azienda più nota … nel campo :-(

  18. Luigi GALLY:

    Salut,
    Sono appena tornato da un giro in Italia, in quanto risiedo in Francia, veramente non mi abituo più a questa Italietta, tutto diventa un problema insormontabile. Se ne discute fino all’inverosimile e poi si lascia tutto come prima, cosi’sarà anche per l’acqua. Vi racconto l’ultimo episodio in ordine di tempo che mi é successo in quel di Asti.
    Mi sono recato all’INDAP per prendere, dopo un anno, gli arretrati che spettavano a mia madre purtroppo defunta. Dopo aver notato che n. 3 cartelli indicavano da anni l’indirizzo sbagliato, fatta la coda, finalmente, all’indirizzo giusto, dopo due ore mi é stato detto che gli arretrati non me li avrebbero dati direttamente a me, ma ad un delegato da me individuato, in quanto residente all’estero.!!!!!!!!!!!!!!! Cosi’ ho dovuto andarmene con “le pive nel sacco”
    Saluti a Tutti,
    GALLY LUIGI

Lascia un commento:

Per commentare devi essere registrato.




© FinanzaWorld - Tutti i diritti riservati/All rights reserved Partita IVA:04215010374
Finanza World è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna al n. 7679 del 29 giugno 2006 - Fondata e Diretta da Francesco Carlà


Navigazione suppletiva

Per avere i migliori e più aggiornati consigli vi invitiamo a visitare le pagine seguenti: