Bombe a Londra. E le borse?
Ho aspettato un po’ prima di scrivere questo commento.
Le reazioni a caldo, dopo attentati ed eventi
particolarlmente gravi e luttuosi, di solito
fanno dire stupidaggini oppure ovvieta’.
Piu’ o meno come le reazioni istintive nelle borse.
Alcune cose ormai sembrano abbastanza chiare:
1 Si tratta di un attentato terroristico;
2 E’ un attentato preparato strategicamente
e da forze che hanno mezzi e supporti;
3 I primi due punti disegnano il ritratto
del terrorismo fondamentalista delle Torri.
Le borse hanno reagito al solito modo: vendite.
I mercati finanziari sono come sismografi
almeno nel breve e brevissimo termine:
prima agiscono e poi si fanno domande.
Ma poi le notizie filtrano e le borse si assestano.
Come la lunga storia della finanza ci ha
insegnato, il panic selling non ha mai senso
e anzi spesso si trovano occasioni di investimento
interessanti proprio quando molti vendono
senza nemmeno sapere bene perche’ lo fanno.
Quindi tenere i nervi saldi e’ l’unico consiglio buono.
Ho vissuto tanto a Londra e la considero
una delle mie citta’ preferite. Ho preso
decine e centinaia di volte la metro proprio
nelle stazioni colpite dalle esplosioni.
Sono particolarmente colpito da quello che
e’ accaduto e sono convinto che si rivelera’
un boomerang per i terroristi.
Non esiste nel mondo una citta’ tollerante come Londra
aperta a tutti e popolata di persone di ogni
razza, religione e idee.
Un pensiero a tutte le vittime di questa tragedia.


























