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A proposito di soldi ed Indipendenza …


Si sta scoprendo, giorno dopo giorno, quanti e quali conflitti d’interesse ci siano in Italia, in tante professioni decisive che orientano l’opinione pubblica, e anche gli investimenti delle persone. In questi giorni e’ il turno della vicenda Telecom Italia che ha macerato i portafogli di chi ha creduto in questi ultimi anni nella pericolante azienda delle tlc italiana. il punto e’ sempre il medesimo: l’Indipendenza e’ fondamentale e solo chi e’ proprietario del suo mezzo, come me, puo’ evitare quei condizionamenti che impediscono di dire quello che davvero si pensa. O di tacere quello che non si puo’ o non si vuole dire.

Intervista a Lucia Annunziata da Italia Oggi

Claudio Plazzotta per “Italia Oggi”
E’ giusto indagare e pubblicare schede dettagliate sui guadagni di tutti i giornalisti. Lucia Annunziata, nell’occhio del ciclone per le consulenze da centinaia di migliaia di euro fornite a Banca Intesa, Telecom Italia ed Eni, sposa la causa, poiché «bisogna discutere sull’etica professionale e verificare dove ci sono i conflitti di interesse. Il nostro mestiere lo richiede. Quanti giornalisti e direttori prendono soldi, per esempio, da Telecom Italia? E quanti conduttori televisivi hanno un conflitto di interesse»?

Infatti, quanti? Parliamone.
Beh, ci sono grandi firme pagate un sacco di soldi da Telecom Italia. Penso a Giuliano Ferrara o a Gad Lerner. Ma non ho mai dubitato della loro professionalità.

Lei nel 2005 ha incassato 100 mila euro da Telecom Italia per un report sull’Egitto. Perché lo hanno chiesto a lei?
Era un lavoro diviso in quattro parti e che ho consegnato al capo degli affari esteri di Telecom Italia. Stavano ragionando se investire o meno in quel paese. Io ho vissuto un anno in Egitto, lo conosco bene, ho fatto un’analisi dei fratelli musulmani, dei profili politici.

E la consulenza da 49 mila euro sul Malawi per Banca Intesa?
C’era un megaprogetto su quel paese, a cui hanno partecipato in tanti big. E comunque sull’aereo che è volato in Malawi io non c’ero, ma c’era Gianni Riotta, e lo ha anche raccontato sul Corriere della Sera.

Al momento quanti rapporti di consulenza ha?
Nessuno. Quelli per Telecom e Intesa sono durati un anno. Per Eni, invece, faccio la coordinatrice del comitato scientifico della rivista Oil, dove lavorano anche altri giornalisti e scienziati. Mi occupo del menabò, metto insieme i pezzi

Per 140 mila euro all’anno…
Sì Lavoro per Eni, poi ho un contratto art. 2 per La Stampa e uno di due anni più uno alla Rai, pagata a trasmissione, senza benefit di nessun tipo.

Il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, ha detto a ItaliaOggi che un giornalista deve essere indipendente ma anche apparire nella sua indipendenza. E che si augura che il Consiglio regionale del Lazio, dove lei è iscritta, avvii un procedimento per verificare se lei ha compiuto infrazioni deontologiche. Che ne pensa?
I miei direttori sono sempre stati informati delle mie consulenze: sia Marcello Sorgi, sia Giulio Anselmi alla Stampa. Le consulenze sono sempre state di affari esteri. E ora non intervisto Scaroni né mi occupo di petrolio.

Però 100 mila euro per un report sull’Egitto sono tanti, non crede?
A 57 anni non vendo la mia credibilità per 100 mila euro, stia tranquillo. Vada a vedere le dichiarazioni dei redditi dei direttori di giornale, e le confronti con la mia, di 225 mila euro nel 2005. Io sono l’unica giornalista che si è dimessa due volte senza scivoli. Nel 1996 ho lasciato la direzione del Tg3, e sono andata a Mosca, con mio marito, restando disoccupata un anno. Poi nel 2004 ho lasciato la presidenza della Rai, ancora una volta senza scivolo, solo con una liquidazione di 40 mila euro lordi. Potevo chiudere un occhio su molte cose, accettare la presidenza di Rai Usa a un milione di euro all’anno. Forse era meglio.

Beh, ma insisto: 100 mila euro sono un sacco di soldi.
Uno non lascia la presidenza della Rai per andare a fare consulenze sul Malawi o sull’Egitto. Anzi, in quel periodo ero molto depressa e mi pesava andare in giro a fare queste cose.

Dalle dichiarazioni di Tavaroli emergerebbe un suo coinvolgimento nella cessione dell’agenzia di stampa ApCom a Telecom Italia. Lei ha risposto affermando che si è dimessa dalla direzione di ApCom nel marzo 2003, e che la cessione a Telecom è stata successiva, nell’ottobre di quell’anno. Ma potrebbe aver avviato le trattative, per poi lasciare prima della chiusura del contratto, non crede?
Come no. Perché le trattative tra Francesco Micheli (azionista di riferimento di ApCom all’epoca, ndr) e Marco Tronchetti Provera (presidente di Telecom Italia all’epoca, ndr) le facevamo io e Tavaroli. Ma non mi faccia ridere. Io non ero proprietaria di nulla. Sono andata in Rai e avrei potuto chiedere l’aspettativa in ApCom, ma non l’ho fatto proprio per evitare che si parlasse di conflitto di interesse.

Insomma, se l’Ordine dei giornalisti, che espelle tanti colleghi perché fanno pubblicità alla luce del sole, dovesse chiamarla, lei che fa?
Mi presento con testimoni, dichiarazioni dei redditi e contratti. Non ho nulla da nascondere: le regole, io, le conosco.

54 Commenti su “A proposito di soldi ed Indipendenza …”

  1. DE ANGELIS BIAGIO:

    caro prof. tu dove trovi tutte le informazioni che riguardano le societa’

    su cui investiamo, cosa leggi, a proposito di soldi e indipendenza,

    puoi consigliarci qualche sito, qualche rivista, sia in Italia che sul

    mercato U.S.A. puoi darci qualche dritta, in merito all’informazione

    indipendente per capire e valutare meglio le notizie quando si

    parla di buone societa’, oltre naturalmente ai valori fondamentali

    contabili e di mercato di una buona societa’ !!!!!

    spero in una tua risposta, serve per capire dove trovare le

    informazioni indipendenti, visto che anche il leggendario Bill Miller

    e’ in crisi con il suo LEGG MASON

  2. n.n.:

    @Biagio

    se ti puo’ interessare quello che penso io, non esistono siti, riviste o quant’altro in particolare, ossia, credo che spunti di investimento e di riflessione possano essere colti dovunque.

    sai, ho pensato a lungo a perché FW fosse indipendente e non credo di aver scoperto l’acqua calda se affermo che è indipendente perché vende servizi, perché dalla performance di quei servizi dipende il suo successo, perché da buoni risultati, ottenibili solo con indipendenza di analisi, deriva la sua credibilità.

  3. Daniele Piana:

    Relativamente alle informazioni raccolte ovunque, questa mattina al TG parlavano di una impennata delle vendite di scooter in America a seguito del forte aumento del costo della benzina.
    Potrebbe essere un buon spunto per qualche investimento nel settore.

  4. Andrea Parmeggiani:

    @Daniele
    Infatti se ricordi 10 giorni fa un noto titolo del settore ha avuto una forte impennata… Ed era un titolo entrato in portafoglio un anno fa…
    Chissa’ se ora ha nuovamente i requisiti per tornarci….

  5. f. a.:

    Tra i pochi che settori che ancora tirano c’è D. il comportamento di questi giorni è assurdo…utili in cresita del 70%,cassa di 400 mln,portafoglio ordini che sfiora che ammonta a 4 Miliardi…io non mollo anche se rimarrò l’unico contro il mercato!!

  6. Riccardo Marsetti:

    @Prof.
    Il super top di IBII sta perdendo parecchio sangue da qualche tempo…. take profit o no ???

  7. Mario Tau:

    direi ….. propio …..@marsetti. speriamo in un recupero

  8. Francesco Carlà:

    @Marsetti, Tau …

    E’ il sentiment dei mercati che e’ nero … ci vuole calma tranquillita’ etc etc etc … e attenzione ai fondamentali … il resto e’ solo volatilita’ e nervosismo fisiologico nei mercati azionari …

  9. Francesco Carlà:

    tra l’altro e’ piu’ nero in Italia che a Wall Street che pure e’ il vero epicentro dei problemi bancari etc …

  10. Erino Montanari:

    Come siamo strani amplifichiamo noi i problemi Usa……..!!!!

    Speriamo che la trimestrale ci dia buone notizie……!!!

    A chi può rispondermi:

    mettiamo che nessuno abbia notizie riservate ma sul Top italiano si scaricano le vendite perchè si immagina una societa’ con crollo di fatturato ed utili….??? Solo aspettative pessime…..???

    C’è qualcosa che mi sfugge

  11. Francesco Carlà:

    … il mercato pensa ad un rallentamento forte della crescita … ma soprattutto e’ il sentiment generale che penalizza … e il sentiment cambia a volte anche in modo repentino …

  12. Francesco Carlà:

    … comunque ha chiuso con una perdita dimezzata … e siamo a quasi +250% in totale quindi tutto va messo in prospettiva … invece di un profit taking potrebbe esserci, magari appunto dopo la trimestrale, un’opportunita’ di accumulo come spiega la regola 6 del mio metodo …

  13. Erino Montanari:

    eppure dall’ultimo comunicato a fine Maggio non era stato annunciato nessun profit warning….

    aspettiamo

  14. Erino Montanari:

    io parlavo di B.

  15. andrea:

    il fatto di entrare gradualmente permette l’accumulo lento di posizioni, io ce l’ho solo da quest’anno e per come vanno le cose data la piccola posizione mi concedo ancora perdite del 20% dai valori attuali, d’altronde il non rispetto dello stop era già un’infrazione alla regola, perchè non perseverare?
    rimango fiducioso e che god trust in obama in november!

  16. Andrea Parmeggiani:

    @Prof
    per il sentiment negativo, il metodo concede eccezioni allo SL, o lei lo applicherebbe comunque?
    Io sul TOP, dopo aver realizzato qualcosina un po’ di tempo fa avevo ricomprato, e in questi ultimi 2 giorni mi era andato a -12: ho chiuso la posizione… Ho fatto bene?

  17. f. a.:

    a proposito di D.

    notizia interessante dal settore:

    ArcelorMittal ha chiuso il secondo trimestre con un utile di 5,84 mld di dollari, raddoppiato rispetto al corrispondente periodo del 2007 (2,72 mld), decisamente superiore alle attese del mercato che avevano pronosticato un utile di circa 4 mld. Questo risultato è attribuibile all’aumento dei prezzi dell’acciaio e alla crescita della domanda. +39% per le vendite, a 37,8 mld.

  18. Ridge:

    @ proff

  19. Ridge:

    @ proff

    2 giornate di rimbalzo…
    ma i ns business IBCC non ne approfittano piu ‘ di tanto…..

    e’ un rimbalzo con pochi volumi o cosa ?

    oggi solo D…. da una sferzata positiva… gli altri tutti sotto la parità

  20. Francesco Carlà:

    … i nostri earnings sono tutti in arrivo ed e’ abbastanza normale che, a parte il caso di D, i traders siano cauti a pochi giorni dalla trimestrale …

    in piu’ l’indice s&p 500 sale anche, e forse soprattutto, per via del miglioramento di breve termine dei tanti finanziari ipervenduti, non certo a torto, che contiene …

    comunque e’ possibile che il sentiment si stia stabilizzando e questo potrebbe creare buone opportunita’ di entrata (nuovi aspiranti o, per nuovi abbonati, entrata su business gia’ in pfolio) o di accumulo …

    con la solite e noiosamente da me sempre raccomandate: calma, gradualita’, metodo …

    e pazienza: e’ un anno che ho pazienza e che accumulo liquidita’ per i momenti giusti che arrivano sempre.

  21. kiplico:

    @prof
    accumulare liquidità .. appunto .. qual’è il metodo?? :sorriso

  22. DE ANGELIS BIAGIO:

    @ prof e tutti

    avete notizie sui risultati di D di IBCC , io ho letto qualcosa, sono

    gia’ stati comunicati i risultati ?

  23. Francesco Carlà:

    @kiplico
    il metodo e’ prendere profitto al momento giusto su alcuni supertop come abbiamo fatto in IBCC …

    @de angelis e tutti
    ottimi numeri di D usciti prima dell’apertura di ws, +8% circa in premarket.

  24. Francesco Carlà:

    … wall street adesso e’ aperta: D +11% circa …

  25. DE ANGELIS BIAGIO:

    prof. Come dicevi di recente, nel caso di D IBCC,

    potremmo avere un’accelerazione se i risultati
    dovessero essere migliori del previsto?

    Ancora maggiore poi, se dovessero esserci
    buone previsioni per il trimestre successi ?

    puoi spiegarci !!!!!! per quanto riguarda le previsioni per il futuro e

    per i trimestri successi , Outlook!!!!

  26. Paride Bruno:

    Buondì!

    Avete notizie della trim da A di IBCC? Grazie

  27. Francesco Carlà:

    … i risultati sono migliori del previsto, infatti ecco l’accelerazione: +16%

    A presenta i risultati dopo la chiusura del mercato …

  28. DE ANGELIS BIAGIO:

    prof. cosa significa esattamente il termine Outlook!!!!

  29. umberto panzeri:

    caro prof.
    I dati di BI sono attendibili e se sono attedibili come li gudica

  30. Francesco Carlà:

    li trovo provvisori e generici e gia’ scontati, piu’ o meno, dal prezzo attuale. Infatti oggi non c’e’ stato un gran movimento nonostante che non fossero positivi … quelli completi usciranno l’8 agosto … sostanzialmente si tratta di una specie di pre-annuncio … comunque ne parlero’ lunedi’ in IBII …

  31. Francesco Carlà:

    outlook significa sostanzialmente previsione sul prossimo futuro

  32. Andrea Parmeggiani:

    Attendo con ansia la trimestrale del ns titolo piu’ tartassato di IBII, per vedere se gli dara’ quella scossa necessaria per ripartire….

  33. Erino Montanari:

    Ieri ha dato un preannuncio con dati non male……….
    Sinceramente non riesco a capire il comportamento di Mr Market, su questo caso il Prof ci può fare scuola ed attendo la newsletter di lunedì per imparare qualcosa in più.
    Certo con un p/e di 6 ed orgami un p/Bv di 1 ed un div del 5% non so perchè scenda, il mercato sconta non ho capito cosa…
    Vedremo

  34. Andrea Parmeggiani:

    Non male ma neanche prodigioso; io mi aspetto un recupero nel medio, ma piu’ lento che la discesa che ha fatto…

  35. Erino Montanari:

    purtroppo si scende con l’ascensore e si sale con le scale……!!!
    sinceramente non capisco chi le compra e chi le vende, ma il famoso buy back…??? Forse lo stanno iniziando oggi……!!!!

  36. Mario Tau:

    @prof @tutti. perche ‘ non vendiamo tutte le ns azioni e apriamo un bel b&b ad Otranto, o altrove????? va bene la Maratona ma……. nel lungo periodo we ‘ll all dead!……… sherzo naturalmente ma non del tutto…….

  37. umberto panzeri:

    Caro proff.
    Dal riepilogo settimanale BI sarebbe da accumulare?

  38. Francesco Carlà:

    … panzeri

    Utilizzando con attenzione il Metodo …

  39. Ridge:

    @proff

    i numeri di A.
    non sono piaciuto al mercato se ne sono accorti dopo 2 gg?

    bhà eppure non erano male… no?

  40. Erino Montanari:

    Macchine per legno: ordini in calo

    (ANSA) – MILANO, 4 AGO – Trend negativo per gli ordini di tecnologie per il legno, che secondo i costruttori nel periodo aprile-giugno sono scesi del 12,5%.
    Il calo conferma quello del primo trimestre dopo tre anni di crescita. Secondo l’associazione costruttori delle tecnologie, rispetto al 2007 gli ordini dall’Italia sono diminuiti del 17% e del 10,7% quelli dall’estero. Su invece i prezzi del 2,3% mentre i mesi di produzione assicurata sono calati da 3 a 2,4. Le aziende si attendono ordini ancora in calo.

  41. umberto panzeri:

    Caro proff.
    Capisco BI.ma D. e T. con dati e previsioni +30%?
    Stiamo facendo una maratona,a qusti prezzi ho calcolato dai 3 a 5 anni sbaglio?

  42. Francesco Carlà:

    … dai 3 ai 5 anni in che senso? …

  43. umberto panzeri:

    Il mercato l’ho vedo oltre il 2010

  44. Francesco Carlà:

    … il sentiment spesso cambia in fretta …

  45. paolo68:

    Comunque in una giornata tutto sommato positiva gran tonfo di D.
    Qualcuno mi sa spiegare il motivo?

  46. Francesco Carlà:

    … a giudicare dai volumi di buy, assai maggiori rispetto a quelli di sell, ha tutta l’aria di un tentativo di far mollare le azioni alle mani deboli … considerando anche il buon preannuncio degli earnings dell’azienda … comunque, come al solito, inutile fare previsioni a breve: vedremo.

  47. umberto panzeri:

    Proff
    Come fanno a dire che è un titolo che arriverà a 16,5eu. quando fino all’altro giorno valutato il doppio e da acquistare
    queste cose non le capisco ed il motivo
    o qualcuno gioca sporco

  48. Francesco Carlà:

    … tutte cose che lasciano il tempo che trovano … vedremo

  49. umberto panzeri:

    a proposito sentivo da una TV satellitare che stavano facendo l’A. tecnica ed un giornalista di M.F. dava D. e MAIRE T. il consiglio di acquistare ad un prezo +alto

  50. Erino Montanari:

    se può esserci utile, ma il Prof ha già risposto allego

    FATTO
    Crolla del 6,8% a 19,40 eu, sui minimi di inizio marzo con volumi tripli rispetto alla media dell’ultimo mese, in scia alla debolezza di tutti i titoli legati alle materie prime.

    Dai massimi toccati a metà maggio a quasi 28 euro, il titolo della società specializzata nell’industria dell’acciaio ha perso oltre il 30%, azzerando l’ottima performance positiva registrata nella prima parte del 2008.

    EFFETTO
    Per l’analisi tecnica, la violenta flessione di oggi è un’altra conferma delle indicazioni negative scattate con il cedimento del livello spartiacque in area 22 eu. a nostro giudizio, sembra proiettata direttamente verso i minimi della banda di oscillazione descritta negli ultimi 2 anni a 16/18 eu. Giudizio POCO INTERESSANTE anche per l’analisi fondamentale con un target price di 20,80 eu.

  51. Maxmilian Grillo:

    Posso fare un clamoroso OT ?
    Qualcuno ha mai dato un’occhiata al titolo: EMBRAER – Empresa Brasileira de Aeronutica S.A. (NYSE: ERJ) ?
    Non e` un settore che seguo ma la valutazione mi sembra interessante. Chi mi aiuta a trovarne i difetti ?

  52. Erino Montanari:

    Avete visto i dati del ns Top Italiano in difficoltà……??? Mi sembra stia reggendo bene la crisi, a parità di cambio l’utile netto sarebbe stato positivo del 9%

  53. Silvia Varotto:

    La Borsa risale, e tutti i media contenti: forse siamo fuori dalla crisi.

    Citazione: «Al 12 ottobre, il Dow Jones Industrial Index, su cui si misurano i ritorni di molti investimenti, chiuse al livello nominale di 14.693. I media, ovviamente, lo salutarono come un buon auspicio. Il 23 maggio 2008, il Dow ha chiuso a 12.480, solo il 15% di ribasso sul suo record. Non tanto male dopo la crisi dei supbrime e lo scoppio della bolla, almeno a prima vista. Tuttavia, se messo in relazione all’indice ufficiale dei prezzi che dal gennaio 2000 dà un’inflazione del 4% (che è molto sotto la vera inflazione provata dai veri esseri umani), il Dow valeva, al maggio 2008, solo 9.856. E ciò prendendo per buone le cifre d’inflazione ufficiali, che sono ridicolmente ottimistiche».

    Cosa significa nel mondo reale?

    «Immaginate di aver investito 11.723 dollari il 14 gennaio 2000, quando il Dow era a 11.723. Lo stesso denaro, allora, poteva comprare circa 460 barili di greggio, 40 once d’oro, il 9% di una media casa familiare. Otto anni più tardi, i soldi che avreste messo nel Dow sarebbero cresciuti a 12.480 dollari, con un guadagno nominale di 757 dollari, il 6,4%. Ma con quel denaro accresciuto oggi comprate solo 105 barili di greggio, ossia 355 in meno (-77 %), 27 once d’oro in meno (-66%) e, nonostante in grande calo dei prezzi immobiliari del 15,8%, soltanto il 6% di una casa media familiare (-33 %). Insomma, l’investitore del 2000 ha diritto a dirsi derubato in termini reali, nonostante l’aumento nominale del Dow del 6,4%» (1).

    Ma la Borsa serve a finanziare l’economia, dicono i media.

    Altra citazione: «Nell’insieme dei mercati finanziari europei l’emissione netta di azioni, ossia il valore lordo di tutte le azioni emesse, al netto dei riscatti (riacquisti di azioni proprie da parte delle imprese) e dei dividendi versati agli azionisti, è negativa da parecchi anni. I dividendi raggiungono un valore vicino a quello delle emissioni di azioni, vale a dire che le società emettono azioni per renumerare i propri azionisti» (Dominque Plion su Le Monde Diplomatique, 9 febbraio 1999).

    Ma ciò perché in Europa i «mercati» sono arretrati ed asfittici, dice 24 Ore: guardate invece in America, dove la Borsa è la più grande e libera del mondo.

    Guardiamo: «A parte il breve periodo 1991-94, durante il quale l’emissione di azioni netta è stata di 50 miliardi di dollari l’anno, ossia poco o nulla, la Borsa ha distrutto capitale. Ne ritira più di quanto ne ha emesso. Nel 2001, ad esempio, il volume delle azioni emesse è stato più che compensato da quello delle azioni distrutte (con l’acquisto di azioni proprie), cosicchè il totale delle emissioni nette di capitale è risultato negativo per circa 330 miliardi di dollari» (2).

    In Italia la schiacciante maggioranza delle imprese private, quelle che forniscono il 90% dei posti di lavoro, hanno meno di 100 dipendenti e non sono certo quotate in Borsa. Il capitale, lo raccolgono dall’indebitamento o dall’auto-finanziamento. Dovunque nel mondo, i «mercati» borsistici «pesano» per meno del 10% cento del capitale delle rispettive nazioni.

    Conclusione provvisoria: smettiamo di preoccuparci della Borsa. Negli anni del boom italiano, la Borsa vivacchiava, e l’Italia reale cresceva.

    Ma in Borsa c’è chi ha fatto guadagni favolosi, dicono i media. Questo è vero. Pochi hanno fatto soldi, essenzialmente, a spese dei milioni che nel 2000 hanno investito in Borsa 11.723 dei loro sudati dollari, anzichè comprarci 460 barili di greggio o 40 once d’oro.

    Quelli cioè che hanno creduto che «i mercati» siano ciò che predicano Giavazzi e 24 Ore: che là vi sia «la concorrenza» perfetta, la «trasparenza» assoluta, e tutti gli altri miti del liberismo. Insomma, quelli che credono che il gioco sia leale. Quei pochi, in realtà, hanno guadagnato perchè avevano informazioni che a quei milioni (detti «parco buoi») sono state taciute: tanti saluti alla «trasparenza».

    Quanto alla «concorrenza» e al gioco «leale», per confronto, andate nel vero mercato, quello della frutta e verdura che nelle grandi città si tiene un giorno alla settimana in ogni quartiere. Lì dove dozzine di bancarelle vendono «valori» fisici, di cui avete bisogno e di cui sapete valutare la bontà: pomodori e lattughe, mica derivati e obbligazioni thailandesi o argentine. Dove non avete bisogno che Standard & Poors vi dica quanto valgono le albicocche come vi dice quanto valgono le obbligazioni sub-prime, perchè il fruttivendolo è disposto a farvene assaggiare una e potete giudicare da soli.

    Domandatevi: come mai tutte queste bancarelle si mettono lì l’una a fianco all’altra, ad offrirvi gli stessi pomodori, lattughe e albicocche, con variazioni di prezzo minime? Non hanno paura della «concorrenza»? Non temono che qualcuno di loro fallisca, incapace di reggere «la competizione»? Non sarebbe meglio, per i profitti, che ciascuno piazzasse la sua bancarella da sola, in quartieri diversi?

    No. I bancarellari si ammassano tutti insieme perchè è la loro concentrazione ad attirare in folla le casalinghe clienti. Le bancarelle solitarie – a volte se ne vede qualcuna – sono malinconicamente disertate. Dunque, ad aumentare i fatturati delle bancarelle è il loro accordo più che la «competizione» intesa come lotta di tutti contro tutti, più l’armonia che la «concorrenza».

    Ciò si chiama «capitale sociale», ed è qualcosa di impalpabile – di culturale – che il liberismo economico disprezza totalmente, perchè non è vendibile. O prova ad appropriarsene per renderlo vendibile, come la Monsanto quando brevetta una qualità di riso che gli indiani coltivano da secoli, e i colossi degli OGM brevettano pezzi di DNA di qualche essere umano.

    Molto significativamente, appena gli economisti di Chicago hanno potuto far passare la Russia dal socialismo al «mercato», hanno cominciato col lasciar andare in rovina il grande capitale sociale ereditato dal collettivismo: dall’altissimo livello di istruzione, alla scienza, alla sanità pubblica.

    Ho conosciuto personalmente una primaria di oncologia pediatrica (ero a Chernobyl) che guadagnava 300 euro al mese; molti suoi colleghi medici specialisti erano andati a fare i taxisti, prendevano sette volte di più.

    Dissipazione di qualità umane e di relazioni sociali essenziali, ecco a cosa s’è ridotto il capitalismo di «Borsa».

    Io stesso fui tentato di assumerla come badante per la vecchia mamma: 900 euro mensili, che ne dice? Ma l’avrei sottratta a quei bambini con la testa pelata e le occhiaie, le ossa piene di Stronzio 90. Che lei curava praticamente gratis, al massimo delle sue capacità scientifiche.

    Ecco perchè in Borsa alcuni guadagnano: sono quelli che giocano per se stessi, nella sicurezza che gli altri, i più, giochino per la collettività: facciano degnamente il loro mestiere mentre vengono derubati di salario e risparmi, mantengano le relazioni sociali e i patrimoni comuni gratuiti, che fanno crescere la società intera. E’ lo stesso che gettare i rifiuti nei fiumi, perchè i fiumi sono collettivi, ossia di nessuno.

    Il fatto è che ogggi siamo tutti «capitalisti», tutti abbiamo imparato la lezione del «mercato» terminale: tutti tendiamo a giocare per noi stessi, contro la società e il suo bene. Forse per questo i guadagni di Borsa non sono più quelli di un tempo. Ormai non ci sono più patrimoni sociali, cultura alta, onestà, civismo, orgoglio del lavoro ben fatto, patriottismo da consumare.

    Ognuno da parte, con la sua bancarella, lontano dagli altri, sperando di vendere i pomodori un po’ marci. Il risultato è l’impoverimento generale. Meritatissimo.

  54. Francesco Carlà:

    … bisogna citare le fonti complete quando si postano testi altrui … sempre. altrimenti vengono cancellati.

    grazie, fc

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