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Archivio di gennaio, 2010

In Borsa (ETF & Global) con Carlà

venerdì, gennaio 29th, 2010

Come ogni venerdì, pubblico in anteprima
il prossimo numero di “Affari Nostri”, a beneficio
di tutti gli affezionati Fwiani Bloggers. Buona lettura.

Sono passati 5 anni.

Quando, a gennaio del 2005, abbiamo cominciato
la Maratona Globale di Investitore Intelligente
ETF & Global
, avevo in mente due o tre cose
molto precise: allargare alle Borse Globali e
a tutti i Settori Emergenti, la Maratona dell’
Investimento che era gia’ cominciata un anno prima
con IBCC da New York e da Wall Street.

La Maratona ETF & Global.

Per questo Globali e Multisettoriali erano da subito
la grandissima maggioranza dei business, e degli ETF
che li rappresentavano, compresi nel pfolio di InvInt,
l’abbreviazione di “Investitore Intelligente ETF & Global”,
appunto il secondo servizio premium di Fw, quello dedicato
alle economie emergenti del BRIC, all’Oro, ai metalli
preziosi, all’Energia, tradizionale ed innovativa …

Alle Borse e agli ETF Globali.

Voi sapete di sicuro come la penso: investire bene e’
una Maratona, una marcia lunga e regolare che dura
10, 20, 30 anni. O magari 42 come 42 sono i chilometri
della piu’ antica corsa di sempre: la Maratona.

Una Maratona che dev’essere composta di vari
ingredienti: le azioni Usa, le azioni Italia,
gli ETF e le azioni Globali, e le obbligazioni
italiane ed europee (in euro).

Per questo i servizi premium di Finanza World
sono 5 (piu’ le due Watchlist Usa e Italia)
e rappresentano tutte le componenti della
nostra Maratona dell’Investimento:

- In Borsa con Carla’ (Azionario Wall Street) IBCC;
- In Borsa in Italia (Azionario Piazza Affari) IBII;
- Investitore Intelligente (Etf & Azioni Globali) InvInt;
- FcSmallCaps (Azionario Momentum & Small Caps); FCS
- Obbligazioni Italia & Euro (Obbligazioni europee) Fw Obb.

E tutti contengono vari servizi Indipendenti
e molto utili, secondo i tantissimi abbonati:

- La mia newslettera periodica e i miei commenti;
- Portafoglio e performance aggiornate;
- “Metodo Carla’” di Gestione del pfolio;
- Sito e archivio esclusivo;
- Alert di Buy e di Sell prima delle operazioni;
- Servizio di customer service a premium@finanzaworld.it

La newslettera di InvInt e’ settimanale e non si ferma mai:
non vi lasciamo soli proprio mai, nemmeno in agosto.

In questi 5 anni abbiamo gia’ percorso
insieme una buona distanza della Maratona Globale,
e i risultati sono davvero positivi visto che
il nostro avversario, l’indice S&P 500 di Wall
Street, e’ rimasto molto molto indietro:

-Totale dal gennaio 2005 ad oggi:
InvInt: +34%, S&P500: +3%
(31 a Zero per InvInt piu’ dividendi)

31 punti di vantaggio sono tanti e sono stati
accumulati sfruttando sempre il grande vantaggio
dell’Investitore Indipendente “fai da te”:

La liberta’ di investire dove, come, e quando meglio crede.

Per esempio siamo stati i primi ad investire sull’
ETF dell’Oro e su quello Cinese, con ottimi risultati:
rispettivamente +138% e +45%.

Warren Buffett, uno degli uomini piu’ ricchi del
mondo, l’unico ad essere diventato tale investendo
sui business inventati da altri, l’ha sempre detto:

Il mercato si batte evitando le euforie e le
depressioni della massa, ragionando con la
propria testa, seguendo un Metodo semplice e
una strategia intelligente e ragionevole.

Il “Metodo Carla’”, che contiene in pochissime
e semplicissime regole tutto quello che serve per
investire evitando dubbi e paure, ha servito senza
incertezze i Fwiani premium nei mercati euforici
(2003/2006) e in quelli molto depressi (2007/2008)
e di nuovo rialzisti nel 2009.

Correndo la Maratona Globale sempre in testa.

Battere il mercato, come sta facendo InvInt nella
Maratona Globale da 5 anni, significa una cosa
molto semplice e decisiva: vuol dire Crescere.

Crescere in ricchezza finanziaria, ma anche
crescere in ricchezza interiore, in equilibrio
e in mentalita’ vincente.

Esattamente com’e’ successo alle migliaia
di Maratoneti di InvInt in questi 5 anni.

Ma la bellezza della Maratona dell’Investimento,
e la sua unica differenza con la corsa antica,
sta in una possibilita’ decisiva che tutti devono
sfruttare: le iscrizioni sono Sempre aperte.

Perche’ tutti devono assolutamente cominciare
ad Investire, per tutelare il proprio risparmio
e per applicare in prima persona i 5 principi
della Finanza Democratica:

1 Nessuno puo’ curare il nostro denaro meglio di noi;

2 Imparare ad investire e’ molto semplice e non serve
essere laureati in economia e scienze finanziarie.
Basta essere correttamente informati da chi e’
Strutturalmente Indipendente e non deve vendervi
nessun tipo di prodotti finanziari. Basta saper
fare addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni,
divisioni, percentuali, e medie;

3 Grazie ad Internet, e’ facile e costa molto poco
investire da soli e senza intermediari. E’ sufficiente
aprire un conto bancario on line e le commissioni
sono basse e alla portata di tutti gli investitori.

4 Investite solo in quello che capite e conoscete.

5 Non fidatevi di nessuno che vi proponga cose
in contrasto con i punti 1, 2, 3 e 4.

E’ per questo che voglio invitarvi subito
ad iscrivervi alla Maratona ETF & Global di
Investitore Intelligente (e a tutte le altre
Maratone dell’Investimento di Finanza
World) senza perdere altro tempo e senza impegno.

Vi basta cliccare qui per cominciare a correre Gratis:

InvestitoreIntelligente ETF&Global

In Borsa Con Carlà

In Borsa In Italia

Obbligazioni Italia&Euro

Un caro saluto a tutti,
Vs. Francesco Carla’

Come fare un profitto del 90% a Wall Street

venerdì, gennaio 22nd, 2010

Ecco “Affari Nostri” di lunedì prossimo, in anteprima
per gli affezionati Fwiani Bloggers. Buona lettura.

Traduzione letterale: valore e crescita.

Praticamente si tratta dei due grandi
settori delle societa’ quotate in Borsa:
le prime ‘garantirebbero’ valore;
le seconde ‘assicurerebbero’ crescita.

Ogni societa’ dovrebbe essere value o growth.

Ma cosa vuol dire esattamente ‘value’?
Buffett vi darebbe una definizione di
questo tipo: ‘E’ una societa’ value,
quell’azienda che e’ offerta a sconto,
meglio se almeno del 25%, rispetto al
reale valore dei suoi assets’.

E invece che definizione diamo per ‘growth’?

‘E’ una societa’ growth, quell’azienda
per la quale si prevede una crescita dei
profitti nei successivi 3/5 anni, del
10/20% all’anno’.

E’ una questione di gusti nell’investimento?

In teoria si’: le aziende value offrono
meno rischi e meno premi, anche se allo
sconto vanno aggiunti i dividendi che
generosamente garantiscono.

Le growth puntano tutto sul rialzo del titolo.

Ma in questi anni abbiamo assistito ad un
certo rimescolamento delle carte: che genere
di azienda e’ una societa’ come Cisco che
ha perso nel biennio 2000/2002 quasi il 90%
del suo valore? Oggi e’ ancora un’azienda
growth o sta diventando una societa’ value?

E il caso di Fiat negli ultimi 20 anni?

Il mio stile di investimento e’ un ibrido
di quello value mixato con quello growth.

Mi piace investire in societa’ che abbiano
una valutazione a sconto rispetto al reale
valore dei loro assets (tangibili e intangibili),
ma allo stesso tempo lascino sperare in una
forte crescita negli anni futuri.

L’ideologia non paga mai, nemmeno in Borsa.

Sapete tutti da quanto tempo penso che nel
Simulmondo si pagano solo i contenuti che
meritano di essere pagati. Per questo ci ho
messo 4 anni a capire che genere di servizio
potevate aver voglia di pagare. Chi e’ pagato
solo dai suoi lettori e’ sempre Indipendente.

Cosi’ sono nati i servizi premium di quella
che a Fw chiamiamo “la Maratona dell’Investimento“:

-”In Borsa Con Carlà” ovvero la Maratona USA:
dedicato a Wall Street e alle societa’ quotate
in America, con la mia newsletter settimanale,
il semplice Metodo di Gestione del Portafoglio,
gli alert di buy e di sell:

Totale dal 2 gennaio 2004 ad oggi:
IBCC: +84%, S&P 500: +13%
(71 a Zero per IBCC)

-”InvestitoreIntelligente” ovvero La Maratona Etf & Global:
dedicato agli ETF ( i fondi quotati in Borsa)
e all’investimento Globale in tutto il mondo,
con la mia newsletter settimanale,il semplice
Metodo di Gestione del Portafoglio, gli alert
di buy e di sell:

Totale dal gennaio 2005 ad oggi:
InvInt: +36%, S&P500: +5%
(31 a Zero per InvInt)

-”In Borsa In Italia” ovvero La Maratona Italiana:
dedicato a Piazza Affari e agli investimenti
nel mercato finanziario di Milano, con la mia
newsletter settimanale, il semplice Metodo di
Gestione del Portafoglio, gli alert di buy e di sell:

-Totale dal 2 gennaio 2006 ad oggi:
IBII: +11%, FTSE MIB: -26%
(37 a Zero per IBII)

-”Obbligazioni Itali&Euro” ovvero La Maratona Obbligazionaria:
dedicato alle obbligazioni quotate in Italia
e sull’Euromercato, con newsletter settimanale
sotto la mia supervisione, il semplice Metodo
di Gestione del Portafoglio, gli alert di buy e
di sell:

-Totale dal gennaio 2007 ad oggi:
OBB ITA&Euro 2007: +23%, Benchmark: +16%
(7 a Zero per Obb Ita&Euro)

-”FC Small Caps“:

l’esclusivo servizio Premium di FinanzaWorld,
riservato ad un numero limitato di abbonati,
che vi permette di seguirmi direttamente in
Borsa a Wall Street nel settore delle small caps,
con la mia newsletter settimanale, il semplice
Metodo di Gestione del Portafoglio, gli alert
di buy e di sell.

-”Watchlist America“:

l’esclusivo servizio di Finanza World che vi offre
la possibilità di conoscere in anteprima i titoli
entrati nel “radar” di Francesco Carlà, in vista
di un loro possibile inserimento nel portafoglio
modello di “In Borsa Con Carlà”.

-”Watchlist Italia“:

l’esclusivo servizio di Finanza World che vi offre
la possibilità di conoscere in anteprima i titoli
entrati nel “radar” di Francesco Carlà, in vista
di un loro possibile inserimento nel portafoglio
modello di “In Borsa In Italia”.

Restano ancora pochi giorni per acquistare il nuovo
pacchetto “FW Premium Maratona” e iniziare la Maratona
dll’Investimento insieme a noi ad un prezzo scontatissimo.

“FW Premium Maratona” è l’abbonamento annuale a 6
servizi Premium (“In Borsa Con Carlà”,”In Borsa In Italia”,
“Investitore Intelligente ETF&Global”,”FW Obbligazioni
Italia&Euro” “Watchlist America” e “Watchlist Italia”)
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Un caro saluto a tutti Vs,

Francesco Carla’

Sapete quando e’ il momento di vendere?

venerdì, gennaio 15th, 2010

Come di consueto, pubblico in anteprima,
per gli affezionati Fwiani Bloggers,
“Affari Nostri” di lunedì prossimo.
Buona lettura.

Comprare in Borsa, per molti, e’ piu’ facile che vendere.

Mi rendo conto che puo’ sembrare un paradosso, ma
e’ quello che ho capito in tanti anni di finanza
e dopo migliaia di vostre lettere e domande.

Vendere o non vendere, questo e’ il problema.

Comprare e vendere: due questioni fondamentali cui ho
dedicato molto spazio anche nel mio libro “Finanza Democratica“.

Shakespeare era proprio grande: aveva capito per tempo
che Amleto non era solo un principe di Danimarca un
po’ sfigato, ma il prototipo di una condizione umana
assai diffusa e comprensibile.

La paura di prendere decisioni.

Mettete la situazione di oggi, tipica. Se avete comprato
C. e P. nei mesi scorsi, adesso potete pensare di avere in mano
una bomba con la miccia accesa, come nei cartoni animati
della Warner Bros con Daffy Duck.

Siete in rialzo di oltre il +110% medio in meno di un anno.

E oggi, dopo qualche piccola presa di profitto,
vi chiedete se non sia il caso di vendere.

Vendere o non vendere, questo e’ il problema.

Se vendete oggi e le due societa’ continuano a correre,
soffrite perche’ andate via dal party proprio sul piu’ bello.

Se non vendete e i due business cedono ancora nei prossimi giorni,
soffrite perche’ vi siete fatti mangiare profitti dai piranhas delle Borse.

Come capito’ all’epoca delle mille bolle blu a molti incauti.

Incauti ed avidi. In Borsa bisogna sapere accontentarsi
e capire quando e’ venuto il momento di vendere. Ma non
si puo’ procedere sempre per intuizioni, serve avere delle
regole e dei puntelli che segnino la strada.

Ecco perche’ potete vendere se perdono il 25% dei profitti
come dice il mio Metodo di gestione del pfolio.

Cioe’ se i piranhas vi mangiano un quarto dei soldi che
avete guadagnato con il rialzo. Questa regola va bene quando
un titolo sale di oltre il 40% e serve ad evitare di tirare troppo
presto le redini ad un cavallo che ha forza e voglia di correre.

E’ la mia idea della ‘scena del crimine’:
A volte su alcune societa’
si puo’ arrivare un po’
troppo presto sul luogo del
delitto…

E magari non c’e’ ancora il morto.

In questo caso funziona molto bene da anni ed anni
un’altra parte del mio Metodo.

Comunque e’ fondamentale non
arrivarci troppo tardi, quando
sta giungendo la polizia.

In quel momento bisogna essersene gia’ andati. Vendendo.
E questo soprattutto su Growth stocks dove vale il principio
di Wall Street: “Shoot first ask later”.

Comprare in Borsa, per molti, e’ piu’ facile che vendere.

Ma per sapere davvero bene quando vendere, bisogna
sapere quanto vale il business che avete in pfolio.

Quanto vale davvero oggi e, ancora meglio, quanto puo’
valere nei prossimi 5 anni della sua vita aziendale.

Per questo la regola del 25% dei profitti e’ solo
una bussola e non sempre viene sanzionata dai
nostri Alert nei servizi premium che stanno surclassando
gli indici delle Borse di riferimento.

Ed e’ proprio per questo che ci stiamo riuscendo:
perche’ non solo abbiamo saputo trovare negli
anni, con regolarita’, i business, i settori e gli
investimenti piu’ interessanti.

Ma perche’ non li abbiamo mai venduti troppo presto.

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pacchetto “FW Premium Maratona” e iniziare la Maratona
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Un caro saluto a tutti Vs,

Francesco Carla’

Ecco come vanno (Male) i Fondi Pensione …

mercoledì, gennaio 13th, 2010

 

Vi ricordate la battaglia di Finanza World contro i fondi pensione? Era piu’ che ovvio che i fondi pensione sarebbero stati solo una tremenda opportunita’ per smerciare fondi d’investimento ad un pubblico convinto di aver a che fare con un’indispensabile pensione integrativa. La nostra soluzione era semplice: tenetevi il TFR e il TFS e investite indipendente e autonomo. Da soli e on line. Per risparmiare costi e portare a casa profitti. Sono le regole della Finanza Democratica e della Maratona. Qualche anno dopo ecco come sta andando: male. E non puo’ che andare male perche’ i costi e i conflitti d’interesse sono tali e tanti da pregiudicare in ogni caso i risultati. A prescindere dalle, eventuali, performance dei gestori.

 

Di seguito un articolo di Beppe Scienza sul tema. Buona lettura.

 

«La roulette dei fondi pensione»
Beppe Scienza
il Fatto Quotidiano, 8-1-2010 p. 10

La verità dà fastidio a chi prospera sull’inganno. Non stupiscono quindi le reazioni a un recente servizio sulla previdenza integrativa, realizzato in maniera magistrale da Piero Riccardi e trasmesso da Rai3 nella puntata di Report del 15 novembre 2009. Venivano fuori infatti le perdite anche per soluzioni gabellate per sicure, la generale assenza di trasparenza e gli endemici conflitti d’interesse, tipici del settore.
Non avendo però elementi per confutare pubblicamente quasi nessuna delle affermazioni dell’autore o degli intervistati (fra cui il sottoscritto), molti fondi pensione tentano di smontarle con volantini, circolari, e-mail ecc. inviate agli loro aderenti e in generale ai lavoratori. In loro aiuto sono poi accorsi quei sindacati, quasi tutti, che traggono vantaggi dalla previdenza complementare.
Non sarà quindi inutile smontare le principali falsità che diffondono, come sempre validamente aiutati dalla stampa economica. Sono soprattutto due i tasti su cui costoro battono: i vantaggi fiscali e il contributo del datore di lavoro. È ciò che fa per esempio un volantino del sindacato dei metalmeccanici Fim-Cisl. Peccato che siano due tasti stonati, perché i conteggi che diffondono sono fuorvianti quando non taroccati di sana pianta.

Vantaggi fiscali azzerati. Viene sempre sbandierato il confronto fra la tassazione del TFR che parte dal 23% e quella prevista per la previdenza integrativa compresa invece fra il 15% e il 9%. Quindi apparentemente il divario è forte. Peccato che si restringa paurosamente facendo i conti giusti.
Invece molti fanno i furbi. Il fondo Solidarietà Veneto a gennaio 2009 voleva addirittura convincere i lavoratori che era convenuta l’adesione persino per un comparto con perdite sul 9%. Il fondo Eurofer gioca poi sull’esempio di una permanenza nel fondo di un solo anno o poco più. Certo che così sarebbe determinante il vantaggio fiscale. Ma chi mai può uscire dalla previdenza integrativa dopo dodici mesi? La legge tiene ingabbiati quasi tutti per parecchi anni se non lustri.
Bisogna quindi determinare l’incidenza concreta dello “sconto” generosamente concesso dal fisco su base annua. Si scopre così che per un lavoratore giovane essa si riduce a uno 0,60% (vedi tabella). Quindi è totalmente divorato già dai soli costi espliciti. Per non parlare di quelli occulti. Per giunta già in passato il trattamento fiscale della previdenza integrativa venne peggiorato in maniera retroattiva. Conclusione: lo sconto fiscale è solo uno specchietto per allodole, salvo tutt’al più per chi è vicinissimo alla pensione e ha redditi molto alti.

Ricatto salariale. L’altro atout delle reti di vendita sindacali è il contributo del datore di lavoro. Vari contratti di lavoro prevedono meno soldi per chi non aderisce a un fondo pensione negoziale. Il datore di lavoro trattiene infatti per sé un 1-2% dello stipendio che corrisponde invece agli aderenti al fondo.
Sorvoliamo sullo scandalo di avere buttato alle ortiche una conquista ottenuta dai lavoratori con decenni di lotte. Ovvero il principio: stesso lavoro, stessa paga. In ogni caso tutto ciò non significa che un fondo pensione renda più del TFR, ma solo che il trattamento retributivo complessivo è più alto per chi obbedisce al diktat della previdenza integrativa.
Però il contributo del datore di lavoro non è solo un piccolo ricatto dei sindacati: “Non aderisci al nostro fondo? Allora otterrai meno soldi”. Può anche trasformarsi in una polpetta avvelenata. Alla fine ci si potrà infatti trovare in perdita malgrado il contributo datoriale. Basta incappare in un periodo di rendimenti inferiori alle rivalutazioni del TFR… o anche in un unico anno particolarmente disastroso.
Potremmo aggiungere molto altro, perché i documenti propagandistici della previdenza integrativa ne riportano di cotte e di crude. Vedi Fondo Gommaplastica che il 10-10-2008, a fronte delle quote pesantemente in perdita, scrive che così “vi è la possibilità di comperare, a parità di versamento, un maggiore numero di quote del Fondo”. Il che è ridicolo. Allora tanto vale dividere la quota per mille e così un lavoratore anziché sottoscriverne 30 ne sottoscrive trentamila. Una goduria!

L’imbroglio di fondo. Ma l’argomentazione apparentemente più forte a favore della previdenza integrativa è un’altra, ripetuta all’unisono da più parti. Afferma per esempio Gianfranco Vezzaro, presidente del Fondo Pensione del Personale BNL, in una lettera a Milena Gabanelli del 18-11-2009 che “senza la previdenza complementare il futuro trattamento pensionistico sarà assolutamente inadeguato”. Così pure la stessa Borsa Italiana il 23-11-2009 scrive, non si capisce a che titolo, che “i fondi pensione costituiscono sempre più l’unica vera alternativa alla pensione pubblica”.
Insomma, aderire ai fondi pensione e trasferirvi il TFR sarebbe indispensabile per sopperire al minor reddito futuro. Niente di più falso e nessuna migliore conferma di ciò che ripeteva il dottor Joseph Goebbels, ovvero che “basta ripetere abbastanza spesso una menzogna, perché venga ritenuta una verità”.
Infatti la propria pensione si potrà integrare anche tenendosi il TFR, senza aderire a nessun fondo pensione, piano individuale previdenziale (pip) o roba simile. Basterà convertirlo in una rendita vitalizia. Anzi, tenersi il TFR è la soluzione più sicura grazie al suo aggancio all’inflazione. Infatti la scienza economica insegna proprio il contrario di cosa raccontano in Italia gestori, sindacalisti o docenti universitari e ripetono come pappagalli schiere di giornalisti economici. Si veda per es. il libro di Zvi Bodie e Ian Sykes “Worry-Free Investing” (Prentice Hall, 2008) che indica fra investimenti consigliabili a fini previdenziali proprio i titoli legati all’inflazione. Non le azioni, tanto esaltate dall’industria della previdenza integrativa italiana.
Infatti al casinò si può anche vincere, ma è meglio non puntarvi tutti i propri risparmi. Analogamente è imprudente giocarsi la pensione, e anche quella integrativa, alla roulette dei mercati finanziari. Ed è irresponsabile consigliarlo ai lavoratori, come fanno quasi tutti i sindacati italiani.
Vantaggi fiscali minimi
per i fondi pensione
età di ingresso
nel fondo convenienza fiscale
su base annua
25 anni 0,55%
30 anni 0,65%
35 anni 0,72%
40 anni 0,80%
Gestori di fondi, assicuratori e sindacalisti sbandierano forti vantaggi fiscali della previdenza integrativa rispetto al TFR. In realtà essi sono minimi, come mostra la tabella che riporta quali effettivamente sono su base annua, supponendo 65 anni come età pensionabile e il primo scaglione di reddito.

Ci sarete anche Voi nel 2010?

venerdì, gennaio 8th, 2010

Ecco “Affari Nostri” di lunedì prossimo, in anteprima
per gli affezionati Fwiani Bloggers. Buona lettura.

Il 2009 e’ andato molto bene per FinanzaWorld
e per gli abbonati ai nostri servizi premium.

Vi ho raccontato tante volte quanto (e perche’)
sia cosi’ indispensabile risparmiare ed investire,
specialmente in questi tempi non bellissimi per
l’Italia e l’Europa.

Questo periodo e’ sfortunato, ma anche fortunato.
Sfortunato perche’ l’asse dello sviluppo si
e’ spostato dall’Atlantico al Pacifico e quindi
e’ sempre piu’ lontano dal Mediterraneo.

Fortunato perche’, grazie al Simulmondo, possiamo
e dobbiamo ‘vivere’ ed investire ovunque.

La newslettera che state per leggere e’
un cocktail che spero troverete interessante.

Gli ingredienti:

1 Un estratto da un mio articolo del marzo 2005
che contiene alcune idee su cosa davvero conti
per investire con successo;

2 Un estratto da In Borsa con Carla’ del gennaio 2006;

3 Un estratto da In Borsa con Carla’ del gennaio 2010.

Buona lettura e buoni investimenti a tutti.

-Perche’ investo come investo (Marzo 2005)

Ho sempre pensato che gli ingredienti
fondamentali per ottenere grandi risultati
con gli investimenti siano cinque:

1 Informazione
2 Valutazione
3 Metodo
4 Pazienza
5 Stile

Informazione: per sapere sempre come vanno,
e dove vanno, il mondo e il simulmondo.

Valutazione: per sapere sempre quanto
e perche’ paghiamo i nostri investimenti.

Metodo: per sapere sempre quando comprare,
quando tenere, e quando vendere le nostre azioni.

Pazienza: per non farsi intimidire e condizionare
dalle differenti condizioni dei mercati.

Stile: per avere sempre maggior controllo
personalizzato e autonomo sui nostri investimenti.

Non dimenticate mai nessuno di questi 5 ingredienti.

A partire dall’estate del 2004 ho cominciato
la fase attuale dei miei investimenti.

Naturalmente il portafoglio che trovate
sulle newslettere di IBCC rappresenta
denaro mio che investo esattamente nel
momento in cui lo comunico a tutti gli
abbonati al servizio Premium di Fw.

E’ importante ricordarlo e sottolinearlo.

Dall’estate del 2004 ad oggi volevo fare
soprattutto 3 cose:

1 Far correre i TopVincitori scovati e
seguiti a partire da novembre 2003, data
di lancio del servizio di IBCC;

2 Trovare nuovi AspirantiVincitori, cioe’
nuove societa’ in grado di integrare il
portafoglio e diventare presto Top;

3 Difendere il mio portafoglio dal rischio
energetico e dal rischio dollaro, investendo
proprio in energia e derivati, ma anche
in societa’ globali dell’entertainment e
della sicurezza.

Ovviamente tenendo sempre presente il mio Metodo
che controlla i rischi e gestisce il portafoglio.

E ho trovato, tra gli altri, 3 AspirantiVincitori.

-Una societa’ americana dell’energia;
-Una societa’ americana dell’antifurto;
-Una societa’ americana dell’entertainment.

Ecco come sono andate queste scelte:

La societa’ energetica americana e’ ancora
oggi nel mio portafoglio e’ ha prodotto
un profitto di +91% e un discreto dividendo;

La societa’ americana dell’antifurto e’
ancora in portafoglio e ha prodotto un profitto
del +39% e puo’ crescere ancora molto;

La societa’ americana dell’entertainment
e’ saldamente in portafoglio, ha prodotto un
profitto del +40%, e ha davanti ottime prospettive.

Tra Top e AspirantiVincitori, adesso ho un
portafoglio di 9 societa’, tre sono nuove
aziende che ho inserito davvero da poco.

Il Diario e’ finito, ma i miei investimenti continuano.

Stare alla finestra non paga mai, anzi erode il
valore del vostro denaro per colpa dell’inflazione
e non fa marciare l’interesse composto che e’
alla base della creazione della vostra ricchezza.

A breve, a medio e a lungo termine.

-Il riepilogo del 2005: come sono
continuati i miei investimenti l’anno dopo:

In Borsa con Carla’, 2 gennaio 2006:

“E’ stato un anno straordinario.

In senso letterale: IBCC batte S&P500 20 a 3.

Se poi ci aggiungete il dollaro, il risultato
diventa ancora piu’ rotondo: 33 a 3.

Un sacco di gol nella porta degli indici.

Abbandono le metafore calcistiche
e mi rimetto i vestiti degli investimenti:

IBCC ha fatto +20%, S&P500+3%, Nasdaq+1%, Dow-1%.

Invece il dollaro, sorprendendo come al solito
quasi tutti gli analisti, e’ cresciuto del +13%
sull’euro, aumentando la performance di IBCC.

Sara’ molto difficile fare meglio nel 2006.

Ma, come sapete, l’obiettivo del mio portafoglio
e dei miei investimenti e’ battere, anche di solo
qualche punto all’anno l’S&P500, per fare correre
l’interesse composto che ti arricchisce sul serio.

In due anni, 2004 e 2005, IBCC ha fatto crescere
i miei investimenti del 31%, mentre l’S&P500 e’
su dell’11%.

Quindi IBCC 2004/2005 batte S&P500: 31 a 11
a cui bisogna aggiungere i dividendi.

Ci sarete anche voi nel 2006?”

-Il riepilogo del 2009: come sono
continuati i miei investimenti altri 4 anni dopo:

In Borsa con Carla’, 4 gennaio 2009:

“Cari Maratoneti di IBCC il 2009 non poteva
decisamente essere migliore per noi. Fare
il +28% medio annuo di profitto (piu’ lauti dividendi)
non e’ cosa che si possa passare sotto silenzio.

Anche perche’ si tratta della media
annuale piu’ alta in assoluto da quando
IBCC esiste, e cioe’ dal gennaio 2004.

IBCC ha battuto largamente l’indice
S&P 500 nella Maratona Usa in tutti
questi sei anni:

2004: IBCC +11%, S&P 500 + 9%;
2005: IBCC +17%, S&P 500 + 3%;
2006: IBCC +23%, S&P 500 +14%;
2007: IBCC +23%, S&P 500 + 3%;
2008: IBCC -14%, S&P 500 -39%;
2009: IBCC +28%, S&P 500 +23%;

-Totale dal gennaio 2004 ad oggi:
IBCC: +88%, S&P 500: +13%
(75 a Zero per IBCC)
-Performances calcolate con il
metodo di Warren Buffett

Vi ricordate com’era cominciata nel 2009?

Gli “esperti” garantivano che il minimo di
marzo dell’indice S&P 500 sarebbe stato
ritoccato in basso. E non di poco.

Invece da quel momento siamo saliti. E di molto.

Il nostro podio lo conoscete molto bene:

Medaglia d’oro il SuperTopVincitore dei
Viaggi americani: +135%.

Medaglia d’argento il SuperTopVincitore dei
Viaggi cinesi: +95%.

Medaglia di bronzo il SuperTopVincitore della
memoria Usa: +38%.

Questi successi portano il risultato totale
della Maratona Usa che compie il sesto anno,
a quota +88%. Vuol dire, considerando anche
i dividendi, oltre il +15% di incremento annuo,
con un vantaggio di 75 punti sull’indice S&P 500
che ci insegue lontanissimo a quota +2,5% circa
annuale medio arrotondato per eccesso.

Che vuol dire? Tantissimo.

-100.000 euro investiti al 2,5% annuale diventano
116.000 dopo sei anni, 128.000 dopo 10 anni,
164.000 dopo 20 anni e 210.000 dopo 30 anni.

-100.000 euro investiti al 15% annuale diventano
231.000 dopo sei anni, 404.500 dopo 10 anni,
1.637.000 dopo 20 anni e 6.621.000 dopo 30 anni.
Inutile che sottolinei la enorme differenza nella Maratona.

Ma non e’ tutto. Se ai vostri 100.000 euro iniziali
avrete cura di aggiungere, grazie alla rivalutazione,
altri 10.000 euro medi all’anno, dopo 10, 20 e 30
anni vi troverete in tasca, rispettivamente:
638.000, 2.814.000 e … 11.620.000 euro.

Anche il risparmio conta molto.”

Ci sarete, finalmente, anche voi nel 2010?

L’occasione e’ speciale: restano infatti ancora
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Un caro saluto e buon anno a tutti,
Vs. Francesco Carla’




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