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Archivio di ottobre, 2008

Un altro lunghissimo giorno

domenica, ottobre 12th, 2008

Fra qualche ora comincera’. Dopo un giorno piu’ lungo, un week end interminabile, e’ il momento di un altro lunghissimo giorno di Borsa. Wall Street ha dato qualche segno di vita venerdi’, dopo che in Europa lo tsunami delle Bolle Trigemine (Mattonata, Mutuata, Derivata) ha travolto ogni argine ed e’ stato anche dato di vedere il premier-trader (dopo il premier-casalinga, il premier-tricologo, il premier-muratore e non so piu’ quanti altri premier-tuttofare). Cosa vi aspettate dalle Borse globali? Asia, Italia, Europa e poi finalmente di nuovo Wall Street? E’ meglio continuare ad accanirsi, con i soldi dei contribuenti, al capezzale del sistema bancario e finanziario, oppure lasciare che il mercato faccia il suo corso con i relativi fallimenti di tutte le banche perdenti e incompetenti nel mondo? Da ultimo: ci aspetta una recessione a V (12 mesi), a U (18 mesi) a L (Nipponica, roba di anni) ? In ogni caso I Fwiani premium attendono gli eventi con la serenita’ della preparazione e della liquidita’ (e del Metodo). Avete un po’ di tempo per pensarci. Poi comincera’ un altro lunghissimo giorno.

Il giorno piu’ lungo

venerdƬ, ottobre 10th, 2008

Oggi probabilmente sara’ il giorno piu’ lungo nelle Borse globali. E’ cominciato presto, ieri notte, con Wall Street che e’ crollata a valanga nelle ultime battute. Alla fine l’indice S&P 500 ha chiuso a -7%. Il resto del mondo sta seguendo l’America con il ritmo dell’orologio globale: il Giappone mentre scrivo e a -10% e poi aprira’ Piazza Affari e la seguiremo insieme, fino a quando Wall Street chiudera’ il cerchio alle 22 di stasera.

Le Borse avranno un altro Venerdi’ SuperNero o qualcosa cambiera’ improvvisamente?

Qualunque sia la risposta, i Fwiani abbonati premium e i Fwiani Bloggers sono gia’ da tempo preparati ad uno scenario cosi’ negativo. Il Metodo, e strada facendo anche il timing, in modo speciale su IBCC a Wall Street, li ha protetti con uno scudo che riduce di molto l’emotivita’ ed evita l’effetto ‘ipnosi’ che spesso colpisce l’investitore in frangenti pericolosi come questi.

Ma anche da liquidi la Maratona continua. Avere pochi o pochissimi titoli in pfolio non vuol dire affatto aver smesso di investire. Vuol dire semplicemente che la cosa migliore da farsi, da un certo momento in poi, era rallentare ai punti di ristoro, prendere profitto e, come ho scritto espressamente il 2 ottobre nell’edizione straordinaria a tutti gli abbonati e ripetuto instancabilmente sul Blog, sulla Gazzetta, a RaiNews24 e in tutte le occasioni dove ho potuto farlo, tenere d’occhio la propria liquidita’. Perche’ fidarsi e’ bene. Ma non fidarsi delle dichiarazioni dei politici e dei banchieri che ci hanno irresponsabilmente e criminosamente portati a questo punto, e’ decisamente meglio.

Essere liquidi, oltretutto, ci permettera’ di cogliere, ovviamente con Gradualita’, Pazienza, Disciplina e Metodo, le occasioni che questo Disastro finanziario globale sicuramente mettera’ a disposizione di tutti gli Investitori Intelligenti.
http://it.youtube.com/watch?v=AjHv7IUFnC0

Il Bailout e il Debito pubblico

mercoledƬ, ottobre 8th, 2008

Mi avete chiesto a gran voce di tornare su una cosa che ho (e abbiamo) sottolineato piu’ volte, anche nell’intervista a RaiNews 24: la possibilita’ limitata dell’Italia di usare la leva del debito pubblico per azioni di bailout modello Usa. Che peraltro non sembrano di efficacia immediata. Abbiamo visto che gli italiani risparmiano e lo Stato si indebita. Dovremo pagare la Tassa delle banche?

Le 6 cose da ricordare in questo momento

mercoledƬ, ottobre 8th, 2008

Oggi esce sulla Gazzetta dello Sport questo mio vademecum che anticipo ai Fwiani Bloggers. I Fwiani premium hanno gia’ ricevuto il 2 ottobre un’edizione straordinaria in cui ricordavo che i conti correnti sono garantiti solo fino a 103.000 euro. Una sottolineatura importante e, penso, tempestiva. Considerando la tantissima liquidita’ che proviene dalle prese di profitto in timing di questi mesi nei servizi premium.

La crisi finanziaria continua e arriva in Europa.

I risparmiatori sono in apprensione e spesso
non riescono ad avere risposte chiare.

Queste sono le domande principali che
circolano in questi giorni:

1. I soldi del conto corrente sono garantiti?

I conti correnti bancari, gli assegni circolari
e i certificati di deposito nominativi (esclusi
quelli al portatore) sono protetti, nelle banche
italiane, fino a 103.291,38 euro per depositario.

Vuol dire per ogni cliente e, se si hanno conti
su pił banche, su ogni banca diversa.

Pił conti nella stessa banca
sono tutelati solo fino a 103.000 euro.

Per i conti cointestati la garanzia vale per
ciascun cointestatario. Esempio: se moglie e marito,
fratello e sorella, madre e figlia, hanno un conto
in comune la garanzia raddoppia.

2. Sono al sicuro i soldi depositati sui libretti postali?

I risparmi postali sono protetti dalla garanzia
dello Stato, visto che le Poste sono statali.
La sicurezza, quindi, e’ simile a quella dei Titoli di Stato.

3. Le garanzie valgono anche per i conti oline?

Per i conti correnti on line valgono le stesse
regole dei conti correnti tradizionali.

4. Devo chiedere un mutuo per la casa, mi conviene farlo adesso?

Il momento ideale era un paio di anni fa quando
vi raccomandavo di chiedere un mutuo a tasso fisso.

Oggi le banche praticano tassi piu’ alti e chiedono
garanzie sempre piu’ stringenti. Il tasso fisso di
questi tempi e’ piuttosto alto, e il tasso variabile
e’ esposto a rapide fluttuazioni. La nota positiva
viene dai prezzi immobiliari che sono in calo e
dalla possibilita’ di negoziare uno sconto con i venditori.

Se siete decisi potete recuperare quello che perdete
sulla rata. Per un dipendente resta sempre meglio
un tasso fisso.

5. Che cosa mi conviene fare con un fondo comune?

Se avete un fondo azionario il 2008 sara’
sicuramente uno degli anni peggiori di sempre.

Ma se il vostro fondo perde piu’ degli indici
di Borsa, allora c’e’ quasi sicuramente anche
un problema di costi di gestione. E’ il momento
giusto per verificarlo.

Quanto al rischio di veder svanire le vostre
quote di fondo comune in caso di liquidazione
della banca che ve li ha venduti, o di quella
depositaria, secondo Fabio Galli direttore generale
di Assogestioni il problema non esiste perche’
i beni del fondo sono separati da quelli delle banche.

E’ comunque una ottima abitudine quella di
conservare i documenti che dimostrano la
proprietą dei titoli.

6. I titoli di Stato sono sicuri?

I titoli di Stato italiani sono garantiti
dal Tesoro quindi sono sicuri fino a quando
l’Italia non va in default, cioe’ continua
a mantenere i suoi impegni. Cosa che ci auguriamo tutti.

I Derivati orfani

martedƬ, ottobre 7th, 2008

… Fino a qualche mese fa eravamo quasi soli a ripetere, da un decennio, che i Derivati, e qualsiasi strumento finanziario che non si conosce e non si capisce, va evitato come la Peste. Adesso i Derivati e la Bolla Mattonata e Mutuata non hanno piu’ padri, sono diventati orfani.

Fra poco, vedrete, che non si riuscira’ piu’ a trovare papa’ nemmeno per la faccenda del TFR privatizzato (e Derivato pure quello) sul quale io personalmente e Finanza World ci siamo battuti per informare e mettere in guardia le persone e i risparmiatori italiani. Con successo visto che ben pochi si sono fidati, per fortuna.

Vorrei che leggeste su quanto sta accadendo, questo breve e preciso commento di un veterano e decano del giornalismo serio italiano: Alberto Ronchey. Intanto grazie per aver voluto in cosi’ tanti vedere la mia intervista su RaiNews24: quasi 800 visualizzazioni di 7 minuti cadauna. Spero che le mie parole siano chiare almeno il 50% di quanto lo sono quelle che seguono. In ogni caso chi lo desidera puo’ cliccare qui:

http://it.youtube.com/watch?v=AjHv7IUFnC0

Alberto Ronchey
Corriere della Sera

Le cronache sui disastrosi fallimenti del sistema finanziario negli Stati Uniti hanno segnalato che l’Fbi sarebbe all’opera, su vasta scala, per incriminare chiunque abbia frodato azionisti e correntisti. Sarebbero stati aperti 26 filoni d’inchiesta. L’indagine sulle ipotesi di reato avrebbe investito i responsabili dei gruppi maggiori, forse Lehman, Fannie Mae, Freddie Mac, Aig, e insieme quanti malgrado i debiti gravanti sui fondi societari non risparmiavano le stock options e i bonus a proprio vantaggio.

Risulteranno efficaci, questa volta, processi e condanne per la repressione dei reati finanziari? Le pił drastiche sentenze giudiziarie del passato, come ora s’č visto, non hanno impedito il ripetersi di scandali clamorosi. Basta ricordare i falsi di bilancio Enron e WorldCom, che nel 2002 sulla base della legge Sarbanes-Oxley motivarono condanne per dolo fino a 25 anni. E da tempo ricorrevano frequenti sussulti finanziari, anche se in circostanze o per cause variabili. Nel 1987 era esplosa, tra l’azzardo e il panico, una pericolosa bubble o bolla speculativa. Nell’89 era seguito il trauma dovuto ai junk bonds, obbligazioni «spazzatura» con rendimenti e rischi fuori misura. Dal ’90, il bilancio federale aveva subito a proprio carico e a caro prezzo il collasso delle Savings and Loan, le istituzioni di risparmio dissestate da irresponsabili maneggi del denaro.

Oggi, rispetto agli ultimi vent’anni, la portata degli scandali appare molto pił grave oltreché pił estesa fino all’Europa e all’Asia. Ogni volta, e ora con maggiore apprensione, viene rievocato il grande crollo, il Great Crash del 1929, quando fra la rovina dell’economia «di carta» e di quella «reale» i brokers di Wall Street saltavano gił dalle finestre dei grattacieli, poi sbarrate. Ma sul momento numerosi economisti presumono che non sia davvero in questione una replica del ’29, in condizioni tanto diverse nella struttura economica, sebbene le prospettive siano incerte o imprevedibili anche dopo la legge di Washington che stanzia 700 miliardi di dollari per fronteggiare la crisi. All’origine di questa odierna calamitą, in particolare, stanno due dati.

Negli Stati Uniti, troppa gente ha voluto comprare case a credito senza sapere come pagare il debito. Nello stesso tempo, troppe banche hanno prestato denaro senza garanzie né risorse adeguate a reggere i rischiosi mutui subprime allo scopo di gonfiare bilanci e insieme guadagni o benefici manageriali. Con il sistema delle cartolarizzazioni, emettevano i famosi Cdo, obbligazioni garantite da crediti anche inesigibili, cosģ trasformando in attivo l’uscita del denaro prestato. Questo, secondo diffusi giudizi, sarebbe l’aspetto peggiore della vicenda. Si tratta di frenesie individuali e collettive, sulle quali ogni spiegazione investe complesse materie patologiche pił che logiche. Non č tutto. Disparati espedienti e intricati artifici tecnici hanno consentito gravi abusi contro i risparmiatori, malgrado la pretesa trasparenza del sistema su depositi e investimenti.

Gli osservatori di simili fenomeni, ancora una volta, dissertano sull’incondizionata o discutibile fiducia verso il sovrano mercato in alternanza con il periodico ricorso al munifico e soccorrevole Stato. Ma qualche voce tende pure all’ipotesi che il celebre homo oeconomicus, in certi casi, non sia del tutto sano di mente.

La settimana dopo

domenica, ottobre 5th, 2008

Di solito si parla del ‘giorno dopo’, il ‘day after’, le 24 ore cruciali dopo l’evento. Ma le Borse funzionano anche a settimane, per questo molto spesso il lunedi’ e il venerdi’ sono cosi’ importanti: perche’ segnano l’inizio e la fine di una settimana di scambi finanziari.

Negli ultimi giorni il BlogCarla’ ha avuto un vero e proprio boom di commenti, segno visibile della partecipazione con la quale Fwiani Bloggers che di solito leggono e basta, hanno interagito con gli eventi che stanno accadendo sotto i nostri occhi. Roba storica ed epocale, paura, opportunita’, previsioni ed emozioni, nuove parole come Bailout e Credit crunch, fame di notizie e di indiscrezioni.

La ‘Settimana dopo’ sta per cominciare, cosa ci portera’? I governi di Francia, Italia, Germania e Gran Bretagna si sono riuniti nel week end e non hanno concluso granche’. Si sono limitati a ricordare agli Usa che chi sbaglia paga. Avranno anche la forza politica per presentare il conto all’America?

Dallo scenario politico passiamo al nostro: come andranno le Borse nei prossimi giorni? Arrivera’ il momento di comprare o e’ sempre tempo di starsene ancora liquidi e protetti, speriamo, dai Titoli di stato? Sono questi i temi caldi della ‘Settimana dopo’.

Il giorno del Bailout

venerdƬ, ottobre 3rd, 2008

Oggi e’ il giorno del Bailout perche’ la Camera Usa deve votarlo un’altra volta, dopo che il Senato l’ha approvato a larga maggioranza e con qualche piccolo emendamento. Niente di sostanziale: non ci sono quelle indicazioni indispensabili sui Colpevoli, sulle Punizioni, e non c’e’ lo Stato che diventa azionista. C’e’ solo il ministro del Tesoro, peraltro in scadenza, che puo’ comprare quello che gli pare, quando gli pare e dalla banca che gli pare. Comprare roba tossica ovviamente: i Derivati della Bolla omonima.

Allora le domande del giorno probabilmente sono:

1 Passera’ alla Camera questo Bailout 2: la vendetta dei Peones Deputati?
2 Se passera’ a cosa servira’? Blocchera’ la spirale delle Bolle ed evitera’ lo Tsunami Globale?
3 Avremo un rally a Wall Street e nelle Borse in ottobre o in novembre?

Ieri abbiamo battuto un’altra volta tutti i record di visitatori, di Bloggers e di commenti. Grazie per l’attenzione e per l’alto livello della discussione. Il lavoro duro per selezionare il pubblico di questo Blog sta pagando con gli interessi, come il lavoro duro tende sempre a fare in qualunque settore venga applicato.

La mia intervista di ieri a Rai News 24 non so dove si possa trovare su Internet ne’ se si possa trovare. Sul sito di RaiNews non mi pare ce ne sia traccia. Per aspera ad astra.




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